Effetto guerra, rincari fino al 63% sulla spesa. Tutti gli aumenti

Effetto guerra, rincari fino al 63% sulla spesa. Tutti gli aumenti
di Donato NUZZACI
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Domenica 1 Maggio 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 2 Maggio, 11:44

Rincari alle stelle sui beni di consumo, di prima necessità e non solo. A questo si aggiungono le speculazioni che rendono ancora più critica la situazione dei prezzi nei vari mercati ormai definita «fuori controllo». Il caro energia alimentato dalla guerra contagia i costi finali nel carrello della spesa con aumenti che colpiscono duramente le imprese e le tavole dei consumatori. Tanto da far scattare un campanello d’allarme e indurre Coldiretti a stilare una black list degli aumenti sullo scaffale in base alle rilevazioni Istat sull’inflazione ad aprile comparandoli con quelli di un anno fa. 

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Gli aumenti


I dati diffusi ieri sono drammatici: si va ad esempio da un +63.5% dell’olio di semi, ormai introvabile, al +8,4% sul prezzo del pane. Secondo l’indagine della confederazione nazionale coltivatori diretti, i prezzi di cibi e bevande sono aumentati in media del 6,3% e in cima alla classifica dei rincari ci sono gli olii di semi, soprattutto quello di girasole - sottolinea Coldiretti - che risente del conflitto in Ucraina che è uno dei principali produttori. Al secondo posto c’è la farina, con i prezzi in salita del 17,2% trainati dagli aumenti del grano, e al terzo il burro (+15,7%). Rincari a doppia cifra anche per la pasta (+14,1%) con la corsa agli acquisti nei supermercati per fare scorte, seguita da carne di pollo (+12,2%) e verdura fresca (+12%). A seguire nella graduatoria dei rincari, ci sono frutti di mare con +10,2%, gelati a +9,5%, uova con +9,3%, mentre chiude la classifica il pane, che costa l’8,4% in più rispetto allo scorso anno. 

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Coldiretti

Se i prezzi per le famiglie corrono, l’aumento dei costi colpisce duramente l’intera filiera agroalimentare a partire dalle campagne dove - spiega Coldiretti - si registrano aumenti dei costi che vanno dal +170% dei concimi al +90% dei mangimi al +129% per il gasolio con incrementi dei costi correnti di oltre 15.700 euro in media ma con punte oltre 47mila euro per le stalle da latte e picchi fino a 99mila euro per gli allevamenti di polli, secondo lo studio del Consiglio per la ricerca in agricoltura (Crea). Un quadro plumbeo dunque, per il quale si stanno prendendo delle contromisure: «Occorre lavorare da subito per accordi di filiera tra imprese agricole ed industriali con precisi obiettivi e prezzi equi che non scendano mai sotto i costi di produzione - afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini - nell’immediato bisogna intervenire per contenere il caro energia ed i costi di produzione con interventi immediati per salvare aziende e stalle, e strutturali per programmare il futuro». 
Anche in Puglia, la Coldiretti è in costante contatto con le istituzioni per monitorare la situazione prezzi e stringere accordi soprattutto a vantaggio delle imprese agricole: «Lavoriamo per interventi sulle filiere del grano e dell’olio, stiamo utilizzando le strutture dei consorzi agrari per promuovere accordi al fine di calmierare i prezzi - spiega Savino Muraglia presidente di Coldiretti Puglia -. Inoltre, stiamo facendo intese per l’eliminazione delle accise dal gasolio agricolo, oppure procrastinare a 25 anni con la garanzia dello Stato i debiti contratti dalle imprese agricole che sicuramente in questo periodo non hanno la possibilità di pagare le rate dei propri mutui. Accanto a questo è importante pure il via libera che c’è stato sull’aumento dei terreni disponibili per la coltivazione del grano per calmierare la mancanza derivante dai paesi quali Ucraina e Russia. Occorre quindi a questo punto lavorare per costruire una sovranità alimentare italiana oltre che europea, concentrarci sulle coltivazioni strategiche». 

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I consumatori


L’allarme viene anche dalle associazioni dei consumatori. Il segretario provinciale di Udicon Lecce, Biagio Malorgio, riferisce che ad aprile le associazioni dei consumatori si sono ritrovate per la prima volta in una assemblea nazionale unitaria a Roma e hanno fatto una serie di proposte sulla crisi in atto: «Le nostre richieste riguardano interventi sull’energia e sui carburanti e soprattutto sulla questione relativa ai compiti di sorveglianza sui prezzi e ai poteri sanzionatori delle autorità indipendenti che devono intervenire e coordinare a livello territoriale tutti i controlli. Un’importante proposta - continua Malorgio - è quella di attivare presso tutte le Prefetture italiane dei Comitati territoriali di sorveglianza sui prezzi, coinvolgendo le associazioni dei consumatori, la Camera di commercio in sinergia con Mister Prezzi, cioè il Garante per la sorveglianza dei prezzi. Questa fase ci sta molto preoccupando, i rincari colpiscono le famiglie a reddito fisso, i pensionati e il sistema di imprese. E non finirà a breve, perché si è innestata una sorta di speculazione sui prodotti petroliferi e su tutta la partita dei prodotti energetici, tenendo pure conto che gli effetti delle sanzioni contro la Russia purtroppo non si sono manifestati ancora del tutto».

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