Dilagano le baby gang, maglia nera per la Puglia secondo i dati raccolti da Polizia, Carabinieri e Servizi sociali in cinque anni

Dilagano le baby gang, maglia nera per la Puglia secondo i dati raccolti da Polizia, Carabinieri e Servizi sociali in cinque anni
di Pierangelo TEMPESTA
5 Minuti di Lettura
Lunedì 10 Ottobre 2022, 10:16

Risse, percosse, lesioni, atti di bullismo, furti e spaccio. In Puglia aumenta la presenza di baby gang e i reati commessi da gruppi criminali composti da ragazzi e giovani sono sempre più gravi. L'allarmante dato emerge dal report sulle gang giovanili in Italia realizzato per il Viminale e il ministero della Giustizia dalla rete Transcrime di Ernesto Savona, Marco Dugato e Edoardo Villa con l'Università Cattolica del Sacro Cuore. Una ricerca che fotografa l'evoluzione della criminalità minorile di gruppo, in molti casi legata ad organizzazioni criminali più ampie.

I dati in Puglia

Secondo i dati raccolti dagli Uffici dei servizi sociali per i minorenni, in tutta la Puglia si registra un aumento della presenza di gang giovanili negli ultimi cinque anni. Un triste primato che la regione condivide solo con l'Emilia Romagna, un'area tra il Trentino e il Veneto, il nord-est della Sicilia e il sud della Campania. I carabinieri, invece, nell'ultimo quinquennio registrano un aumento delle denunce nella provincia di Lecce e un dato stabile nelle province di Bari, Bat e Foggia. Per la polizia è il Foggiano a subire le conseguenze di un aumento delle baby gang.


In generale, il fenomeno risulta particolarmente diffuso su tutto il territorio regionale ad eccezione delle province di Brindisi e Taranto. Tanti i casi negli ultimi anni. È dei giorni scorsi, per esempio, l'allarme scoppiato nelle zone periferiche di Andria, dove gruppi di vandali agiscono indisturbati nella zona della parrocchia Madonna della Grazia. Di qualche settimana fa, poi, l'aggressione con una mossa di arti marziali, da parte di tre quindicenni, ai danni di un anziano di Calimera, nel Leccese. A giugno, un ragazzo di Monopoli si è visto rompere il setto nasale da un gruppo di minorenni capeggiati da un 17enne. Il caso più eclatante è quello avvenuto a Manduria nel 2019: un 66enne aggredito da una baby gang e poi morto in ospedale.
Le gang giovanili - che in Puglia non risultano essere legate alla criminalità organizzata italiana o estera - sono composte principalmente da meno di dieci individui, in prevalenza maschi e con un'età compresa tra i 15 e i 17 anni. Nella maggior parte dei casi, si tratta di ragazzi italiani, mentre i gruppi formati in maggioranza da stranieri sono meno frequenti e si trovano principalmente nel Nord Italia. La ricerca evidenzia anche situazioni di marginalità o di disagio socioeconomico per molti dei componenti delle gang, soprattutto nelle regioni del Sud. A favorire la nascita delle baby gang, come evidenziato dallo studio di Transcrime, c'è l'assenza o la problematicità di rapporti con le famiglie o le istituzioni scolastiche, oltre al contesto di disagio socioeconomico e alla mancanza di stimoli e di relazioni con i propri pari.

Particolarmente rilevante negli ultimi anni, poi, l'utilizzo dei social network, sia a fini comunicativi tra i membri dei gruppi, sia per la diffusione in rete dei reati compiuti, come atto di sfida o di autoaffermazione. Processi, questi, che creano fenomeni emulativi e meccanismi di reciproco sostegno, incoraggiamento e deresponsabilizzazione per le azioni compiute.
I crimini più spesso attribuiti alle bande giovanili sono reati violenti come risse, percosse e lesioni, atti di bullismo, disturbo della quiete pubblica e atti vandalici. Ci sono anche i furti e le rapine, ma si tratta principalmente di episodi occasionali, non programmati o premeditati. Le vittime dei gruppi sono quasi sempre i coetanei tra i 14 e i 18 anni. Sull'entità dei reati commessi, è ancora la Puglia a detenere il primato, almeno relativamente alla variazione del grado di gravità. Negli ultimi cinque anni, infatti, in tutte e cinque le province pugliesi si riscontra una recrudescenza dei reati. A condividere questo aumento con la Puglia sono soltanto il nord-est della Sicilia, il Molise e il sud della Campania, mentre nelle altre regioni d'Italia il dato è stabile o non rilevato.


Dai questionari che i ricercatori hanno chiesto di compilare alle forze di polizia e ai servizi sociali emerge anche come le gang giovanili comprendano al loro interno una varietà di manifestazioni differenti. Quattro in particolare, le tipologie di bande rilevate. In Puglia si nota la presenza di gruppi senza struttura definita dediti ad attività violente o devianti, con particolare rilevanza nella provincia Bat. La quasi totalità di questi gruppi è coinvolta in risse, percosse e lesioni. Un terzo compie rapine e furti, un altro terzo atti di bullismo. Si registrano anche episodi di minacce con armi da taglio e di violenza sessuale. Nel Foggiano e nella Bat ci sono anche gruppi con struttura definita e dediti ad attività criminali specifiche: un fenomeno identificato pure in aree storicamente soggette a fenomeni di criminalità organizzata come le province di Catania, Napoli, Palermo e Trapani. Questi gruppi sono dediti alla commissione di reati specifici che spesso richiedono un certo livello di organizzazione: furti e rapine in esercizi commerciali, spaccio di stupefacenti, estorsioni, atti vandalici, risse, percosse, lesioni.
L'allarme baby gang affonda le sue radici nella solitudine, nel disagio socio-economico che famiglie sempre più fragili e la scuola non riescono più a intercettare. E sul quale oggi, invece, si dovrebbe cominciare a riflettere.
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