Sgomberi ancora a rilento: Salento a macchia di leopardo

Martedì 5 Novembre 2019 di Alessandro CELLINI
Mentre a Bari si discute già di come affrontare (o aggirare) il problema degli abusivi, sul territorio le attività vanno avanti a rilento: i sindaci dei Comuni della provincia che più di altri devono fare i conti con il problema degli abusivi dagli alloggi popolari, nella maggior parte dei casi non hanno ancora iniziato le operazioni di sgombero. Il lavoro da fare è tanto: sono complessivamente 405 gli alloggi occupati abusivamente in tutta la provincia. Oltre ai 56 di Lecce, spiccano Nardò con 58, Casarano con 30, Copertino con 23, e San Cesario e Monteroni con 11 appartamenti a testa. Insomma, la strada è lunga.

«Abbiamo completato la ricognizione degli alloggi - spiega il primo cittadino di Casarano Gianni Stefàno - e abbiamo trasmesso tutto alla Prefettura e ad Arca Sud. Nel frattempo, noi procediamo all'assegnazione degli alloggi che man mano ci vengono messi a disposizione da Arca Sud». E poi c'è il problema, non secondario, della valutazione da fare caso per caso. Il motivo lo spiega bene proprio Stefàno: «Dobbiamo verificare se tra gli abusivi in questione ci sono casi di disagio sociale. È molto importante. Solo dopo avremo un quadro complessivo della situazione». Sull'ipotesi di una sanatoria, come quella in discussione in Regione, il sindaco di Casarano si mostra dubbioso. «Potrebbe essere una soluzione, ma a determinate condizioni. Nel senso che non dovrebbe andare a danneggiare chi ha rispettato la legge. Bisognerebbe, insomma, trovare condizioni che impattino minimamente su chi è in graduatoria e aspetta diligentemente il suo turno».

Cresce l'esercito di abusivi: oltre 400 alloggi occupati

È un tema delicato, quello degli sgomberi. Per diversi motivi. Anche i più impensabili. Come accade a Parabita, dove tra gli abusivi c'è anche chi sta scontando gli arresti domiciliari. «I servizi sociali stanno facendo verifiche sui nuclei familiari - dice il sindaco Stefano Prete - tenendo in considerazione il fatto che ci sono persone che stanno scontando misure alternative al carcere in immobili occupati abusivamente. Sì, ci troviamo in questa situazione strana. In ogni caso, la ricognizione è stata fatta, il fascicolo è chiuso. Da quella nota inviata dal deputato del Movimento 5 Stelle Leonardo Donno qualcosa abbiamo fatto. Abbiamo terminato di murare gli ingressi degli immobili vuoti, per esempio, per evitare che vengano occupati dagli abusivi. Insomma, ci stiamo muovendo».

Resta invece sulle sue posizioni il sindaco di Nardò Pippi Mellone, che ricorda: «Gli alloggi sono di proprietà di Arca Sud e gli sgomberi implicano necessariamente competenze che i Comuni non hanno. Quindi, se si vuole risolvere davvero il problema serve sedersi tutti attorno a un tavolo e decidere cosa fare, quando farlo e come affrontare la successiva emergenza sociale di chi sarà sfrattato. Il tema degli aventi diritto e degli occupanti senza titolo - aggiunge Mellone - non può essere affrontato, però, senza fare alcun riferimento alla cronica carenza di alloggi, la cui disponibilità è clamorosamente inferiore al fabbisogno. Forse chi ha responsabilità politiche e istituzionali ai più alti livelli, dovrebbe cominciare da questo». Una questione particolarmente delicata, dunque. «Il punto non è andare a bussare a casa degli abusivi e cacciarli, perché non finisce lì. Il punto è farlo e poi sapere come affrontare l'emergenza sociale e di ordine pubblico di 58 famiglie e quindi 200/250 persone per strada».

Rappresenta un piccolo caso a parte il Comune di Salice Salentino. Qui uno sgombero è avvenuto, per gli altri bisogna ancora rintracciare gli occupanti abusivi, che da tempo, a quanto pare, sono irraggiungibili. «Abbiamo istituito una task force, con personale dell'ufficio tecnico, della polizia locale e dei servizi sociali, per gestire al meglio questo genere di criticità - spiega il sindaco Tonino Rosato - ma voglio sottolineare il fatto che i nostri casi sono per la maggior parte diversi. Si tratta di morosi che hanno serie difficoltà a pagare. Insomma, è una questione di carattere sociale, più che altro. E dobbiamo tener conto di tanti aspetti. Anche del fatto che, una volta proceduto allo sgombero, bisogna trovare una soluzione abitativa a queste persone, che non sono criminali». © RIPRODUZIONE RISERVATA