Sanitaservice, Sergio: «Per i quiz chiedevano 4mila euro: ho denunciato»

Luigino Sergio
Luigino Sergio
di Andrea TAFURO
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Giovedì 21 Luglio 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 07:17

«Era prevedibile la verifica della Guardia di Finanza sul concorso di Sanitaservice. È una valutazione che faccio per l’esperienza trentennale maturata in campo amministrativo, a cui si aggiunge il clima generale attorno ai bandi della sanità che si è creato dopo l’avvio dell’indagine della Procura di Lecce. Ma abbiamo sempre agito nella legalità e non ho nulla di cui preoccuparmi». 

Parla l'ex amministratore unico 


Luigino Sergio, ex amministratore unico di Sanitaservice, giunto a fine mandato nei giorni scorsi, nel pieno del terremoto giudiziario scatenato dall’inchiesta “Re Artù” su politica e sanità leccese, torna a parlare per ribadire la legittimità del suo operato all’interno della società in house dell’Asl Lecce, messa sotto i riflettori dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza. 
Gli investigatori delle Fiamme gialle, a seguito di un ordine di acquisizione a firma del pubblico ministero Massimiliano Carducci, nelle ultime 48 ore hanno chiesto infatti a Sanitaservice di esibire le domande dei 1.731 candidati ritenuti idonei nella graduatoria del concorso indetto il 2 dicembre del 2020 per l’assunzione di 159 ausiliari addetti alle pulizie. Ed anche gli attestati dei corsi antincendio, di primo soccorso, delle tecniche di Bls (Basic life support), nonché le richieste di rinuncia eventualmente presentate da qualcuno dei 159 vincitori e le motivazioni addotte dalla società nell’accettarle.

«Servirà a fare chiarezza»

«È giusto che ci sia un controllo e questo servirà a fare chiarezza nell’interesse di tutti – commenta Sergio che poi aggiunge – sono convinto che Sanitaservice non ha nulla di cui preoccuparsi e l’attività d’indagine della Finanza è diretta solo a verificare eventuali intromissioni illecite nel concorso. La società già in passato è stata oggetto di controlli delle Forze dell’Ordine e in ogni circostanza è emersa la trasparenza e la correttezza degli atti posti in essere».  Volontà di vederci chiaro nel concorso condivisa dallo stesso Sergio. «In un periodo particolare come questo, in cui c’è crisi e carenza di lavoro, un bando di concorso è una grande opportunità – sottolinea l’ex amministratore unico della società - che finisce purtroppo per attrarre le attenzioni di ciarlatani e imbroglioni, che trovano sponda facile nelle persone più bisognose. E per scongiurare possibili truffe interne a Sanitaservice, prima di terminare il mandato – ribadisce Sergio - ho fatto anche un esposto in Procura».

La denuncia dell'1 luglio

Denuncia che sarebbe stata prodotta lo scorso 1 luglio da Luigino Sergio a seguito di una segnalazione anonima pervenuta all’ufficio prevenzione e anticorruzione dell’Asl Lecce, in cui veniva comunicata la richiesta economica che una dipendente di Sanitaservice avrebbe preteso da alcuni partecipanti al concorso per far ottenere loro dei posti di lavoro. La dipendente, secondo quanto messo nero su bianco sulla denuncia, avrebbe «garantito di conoscere in anticipo il contenuto dei quiz di selezione e avrebbe richiesto e ottenuto 4mila e cinquecento euro per un posto da dirigente e 3mila e 500 euro per un posto di livello più basso. I segnalanti le avrebbero ceduto predette somme senza ricevere in cambio alcunché». «Dispiace per le persone raggirate, ma era comunque un comportamento illegale che non avrebbe condotto da nessuna parte – precisa Sergio. Abbiamo deciso di denunciare nella consapevolezza che se reati sono stati commessi Sanitaservice è solo parte lesa». Elementi questi che allargano il campo d’inchiesta della Procura leccese e vanno ad aggiungersi ad altri episodi finiti nel mirino degli inquirenti, presenti però nel fascicolo d’indagine “Re Artù”, in cui i versamenti di denaro avrebbero assicurato agganci giusti per garantire l’ingresso in Sanitaservice. 

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