Sanità in affanno e carenza di medici, il dg Asl Brindisi: «E' emergenza»

Flavio Roseto
Flavio Roseto
di Danilo SANTORO
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Lunedì 13 Giugno 2022, 05:00

 «Le procedure di reclutamento del personale vengono regolarmente espletate, ma non si riescono a coprire i posti per le indisponibilità dei medici». E’ il grido d’allarme del direttore generale dell’Asl di Brindisi, Flavio Roseto, commentando la carenza di medici, che in provincia di Brindisi, così come in altre realtà, determina una serie di criticità nella gestione dei servizi, tra cui quello dell’emergenza 118.

Sono tanti i fronti su cui siete impegnati in questa fase. Partendo dalla carenza di medici, al momento qual è la situazione nel territorio brindisino? Ci sono particolari situazioni di allarme in determinate specificità?

«La situazione è la stessa che si verifica da tempo in altre Asl della regione e in tutta Italia. Le carenze di medici riguardano principalmente pronto soccorso, anestesia, radiologia, e criticità si verificano anche in cardiologia e ortopedia, e riguardano pure altre specializzazioni. Con le graduatorie degli avvisi già banditi spesso non si riescono a coprire i posti per indisponibilità del medico o addirittura per mancata risposta degli aventi diritto. Le procedure di reclutamento del personale vengono regolarmente espletate, sia tramite avvisi pubblici a tempo determinato che concorsi».

Carenza che si ripercuote anche sull’intero sistema d’emergenza. In queste settimane ci sono state rimodulazioni di alcuni servizi, come quella sui punti di primo intervento di Cisternino e San Pietro Vernotico. Quali potranno essere le prospettive in questi ambiti?

«Sia a Cisternino che a San Pietro Vernotico il sistema 118 garantirà la presa in carico del paziente, come per tutte le altre postazioni 118 della provincia di Brindisi. L'organizzazione sarà rimodulata in base alle risorse disponibili (medici e infermieri), con l'integrazione e l'eventuale supporto delle risorse di area, sotto il coordinamento della centrale operativa».

Sempre nelle ultime settimane altre questioni emerse: le ipotesi di dimissioni in massa dei medici in convenzione e le istanze giunte dalle associazioni di volontariato del 118. Quali sono le possibili soluzioni in atto per queste due vertenze?

«Con i medici convenzionati con il 118 abbiamo avuto un costruttivo confronto il 9 giugno scorso in cui si è discusso di questioni organizzative e di aspetti contrattuali su cui però devono esprimersi anche gli organi competenti regionali. Per quanto di competenza aziendale alcune problematiche saranno affrontate nella sede CPA con le organizzazioni sindacali di categoria. Il 10 giugno abbiamo incontrato anche i rappresentanti delle associazioni convenzionate che attualmente forniscono mezzi propri e soccorritori con un servizio in proroga fino al 30 giugno. La riunione si è conclusa con la proposta di proseguire con una ulteriore proroga fino a che la società in house Sanitaservice avrà a disposizione l’intero parco mezzi di ambulanze, cosa che consentirà di internalizzare il servizio. Siamo in attesa di risposta in merito da parte delle associazioni».

Da lunedì 13 giugno riaprirà parzialmente l’ospedale di Ostuni, non più Covid. E’ possibile già ipotizzare un cronoprogramma per la riattivazione anche dei reparti di ortopedia e chirurgia?

«Era nostro obiettivo riaprire l’ospedale di Ostuni prima della stagione estiva. Dopo aver acquisito l’assenso da parte della Regione la scorsa settimana, nella riunione operativa del 9 giugno sono state fissate le modalità per la riapertura – da domani - con 20 posti letto di Pneumologia e Medicina interna e del Pronto soccorso, e 8 posti letto Covid di Medicina interna. La riattivazione dei servizi sarà necessariamente graduale. Il nostro impegno è restituire alla comunità un ospedale che operi in tutta sicurezza e stiamo lavorando per questo. Nel frattempo l’assistenza ospedaliera è garantita dal vicino ospedale di Francavilla Fontana».

Oltre alla vertenza personale nei giorni scorsi si sono registrate problematiche relative all’assenza di scorte di sangue, tutto ciò ha determinato la sospensione degli interventi chirurgici programmati. Ad oggi qual è la situazione?

«L’emergenza sangue nel periodo estivo è un altro fenomeno che si verifica in tutta Italia. Quest’anno la situazione delle scorte è stata ulteriormente compromessa dalla massiccia diffusione del Covid. Quando si va sotto la soglia minima, il Trasfusionale ha il dovere di sospendere gli interventi programmati per garantire le urgenze e il fabbisogno di pazienti cronici, ma appena l’emergenza rientra la sospensione viene revocata, questo può durare anche solo due giorni. Di fatto in estate l’emergenza è continua, il Trasfusionale di Brindisi deve garantire il fabbisogno dei nostri tre ospedali e di una clinica privata presente nella provincia. Di recente abbiamo approvato un piano di comunicazione per potenziare le attività di sensibilizzazione. Si lavora su più fronti. Ognuno deve fare la sua parte». 

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