Guagnano, lavori per l'edicola nel giardino parrocchiale e spuntano gli ordigni bellici

Guagnano, lavori per l'edicola nel giardino parrocchiale e spuntano gli ordigni bellici
di Valentina PERRONE
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Venerdì 15 Luglio 2022, 10:25 - Ultimo aggiornamento: 21:04

Durante i lavori spuntano ordigni bellici risalenti alla seconda guerra mondiale. È successo ieri a Guagnano, nel giardino parrocchiale, durante i lavori per la realizzazione di una edicola mariana fortemente voluta dal parroco del paese, don Cosimo Zecca, il quale con un lungo post sui social ha raccontato la vicenda condividendola con la comunità, dandole, inevitabilmente, anche una lettura con gli occhi della fede.

Cosa è accaduto

Per puro caso, infatti, durante i lavori eseguiti non è stato colpito irreparabilmente l’involucro contenente gli ordigni, confermati tali in seguito ai sopralluoghi dapprima delle forze dell’ordine locali, poi dagli artificieri di Lecce, e infine fatti esplodere in una cava a Trepuzzi dagli artificieri giunti da Foggia grazie all’iter specifico attivato dalla Prefettura.

Il lungo post di don Cosimo

«Questa cassa metallica - ha scritto Don Cosimo - è stata ritrovata nel punto esatto in cui si era pensato di mettere la statua della Madonna. È stato un vero miracolo che in 70 anni, sepolte sotto terra, queste bombe non siano esplose. È stato un miracolo che il piccone si sia fermato a pochi centimetri dalle calotte delle bombe e che queste non siano esplose nel movimento». All interno della cassa metallica c’erano anche vecchi fogli inumiditi, ingialliti e consumati dal tempo, su cui è chiaramente leggibile nelle parti integre la dicitura “Regio Esercito Italiano”. Solo il giorno prima, nello stesso punto, erano stati rinvenuti i resti di antichi cornicioni, probabilmente ornanti il vecchio ingresso della Chiesa Madre, e una lapide risalente al 1705 riportante la scritta in latino “Proteggimi dal male”. «Da maggio ho sentito di eseguire questo lavoro quasi che la Madonna volesse aiutarci a dissotterrare quegli ordigni pericolosi che potevano fare una strage - ha scritto ancora Don Cosimo - sono segni straordinari della presenza di Dio.  Ora i lavori proseguiranno e nel punto esatto del ritrovamento ci sarà un simbolo di pace: Maria».

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