Rapina e sparatoria, prova stub su un sospettato

Rapina e sparatoria, prova stub su un sospettato
OSTUNI - Indagini senza sosta. Perquisizioni durante tutta la notte. Anche una prova stub su un sospettato, di Ostuni. Immagini delle telecamere di attività commerciali e abitazioni private acquisite e già analizzate.
La polizia prova a stingere il cerchio intorno alla banda che sabato mattina ha seminato panico e terrore, tentando di mettere a segno una rapina alla succursale 1 delle Poste Italiane, in pieno centro ad Ostuni. Attività investigativa che in queste ultime ore sta prendendo una direzione ben precisa, ed è quella dell’asse Fasano-Monopoli, come possibile provenienza dei rapinatori. Seppur nessuna pista sia esclusa, alcuni elementi acquisiti dalle forze dell’ordine, lascerebbero pensare, che i componenti della banda possano appartenere alla malavita del sud barese e del nord brindisino, con il possibile coinvolgimento di esponenti locali. L’Alfa rubata ad Alberobello qualche giorno prima, il Ducato depredato a Fasano: sulla scena di quest’ultima razzia nella zona industriale sarebbe comparsa una “Giulietta” simile, e con ogni probabilità la stessa, utilizzata sabato mattina ad Ostuni. Ma alcuni indizi, già acquisiti, e su cui c’è il massimo riserbo degli inquirenti, condurrebbero le indagini su questo fronte.
Un piano della banda preparato su misura, per evitare ogni possibile contatto con i vigilantes che, pochi istanti prima dell’irruzione dei malviventi, avevano depositato i soldi nell’ufficio postale. Avrebbero voluto irrompere nei locali, prelevare con le minacce dei fucili i sacchi con le banconote, e fuggire dopo aver bloccato la strada disseminando chiodi. Centocinquanta mila euro che il portavalori aveva da poco consegnato al personale delle “Poste”, per il pagamento delle pensioni, e che i banditi volevano portarsi via in tempi brevi, per poi fuggire da via Francesco Tanzarella Vitale. L’arrivo immediato sul posto del vicequestore Gianni Albano ha scombinato i piani della banda, messi alla fuga dall’alt imposto dal commissariato, che ha schivato i colpi di fucile sparati ad altezza d’uomo da parte dei malviventi.
Una sequenza di terrore davanti a decine di famiglie tra chi raggiungeva il centro storico, e chi visitava le attività di Corso Mazzini. E le immagini degli esercizi commerciali avrebbero ripreso l’intera scena della tentata rapina sventata. Gli investigatori, dalle analisi delle immagini, ritengono che possano esserci elementi importanti ai fini dell’indagine, per giungere all’identificazioni dei rapinatori. Controlli che sono durati tutta la notte, e che andranno avanti per giorni, da parte degli agenti del commissariato di Ostuni e dai carabinieri: perquisizioni nelle abitazioni di personaggi noti alle forze dell’ordine, ma non solo. Verifiche in particolari, che sarebbero già state effettuate su uomo sottoposto alla prova della stub, e quindi la possibilità che possa aver utilizzato un’arma: i risultati che giungeranno nelle prossime ore chiariranno la sua posizione. Ma ad essere tenuti sott’occhio da sabato scorso sono diversi individui, con un passato criminale specifico, che potrebbero aver avuto un ruolo in questa vicenda. Il pubblico ministero della procura di Brindisi, Francesco Carluccio, ha disposto l’immediato sequestro dei bossoli esplosi e delle punte chiodate disseminate lungo Corso Mazzini.
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Lunedì 3 Settembre 2018 - Ultimo aggiornamento: 06:10