Ilva, muore operaio 25enne. I sindacati: «E' omicidio»

Ilva, muore operaio 25enne. I sindacati: «E' omicidio»
Un operaio di 25 anni, Giacomo Campo, di una ditta dell'appalto di pulizia, la Steel Service, è morto in un incidente sul lavoro avvenuto questa mattina nel reparto Afo4 dell'Ilva di Taranto. L'operaio, orginario di Roccaforzata, stava lavorando sul nastro trasportatore quando il rullo si è mosso, per cause ancora da accertare.  Per il giovane non c'è stato nulla da fare. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, i vigili del fuoco e gli uomini dell'Ispettorato del lavoro per ricostruire la dinamica della tragedia sul lavoro. Il corpo dell'operaio è rimasto incastrato nel nastro trasportatore fino alle prime ore del pomeriggio di sabato 17 settembre.

L'azienda - Sono state "applicate tutte le misure di sicurezza" nelle operazioni che erano in corso nell'Afo 4 dell'Ilva dove si è verificato un incidente nel quale è morto il giovane operaio, Giacomo Campo. L'Ilva in una nota spiega che "il nastro, risultato danneggiato a seguito di un taglio longitudinale, era stato fermato nella notte per consentire l'intervento di riparazione". "Come da procedura aziendale, il nastro è stato preventivamente messo in sicurezza ed è stato privato di alimentazione elettrica. Nonostante l'applicazione di tutte le misure di sicurezza, durante le attività di rimozione del materiale ferroso - aggiunge l'azienda - che si era depositato sul rullo di invio, effettuate dall'operatore con un tubo aspirante, il nastro si è mosso e lo ha trascinato". Attualmente sono in corso accertamenti per approfondire le cause dell'incidente. L'azienda esprime "profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia di Giacomo Campo e a tutti i suoi cari".

L'Usb di Taranto: «Omicidio» - «L'incidente di questa mattina presso lo stock house dell'Afo4  - scrive in una nota Francesco Rizzo dell'Usb di Taranto - non è una fatalità. È stata una vera e propria mancanza di rispetto delle regole della sicurezza. Infatti l'incidente è successo sotto gli occhi dei responsabili che non hanno voluto aspettare l'arrivo dei mezzi per la messa in sicurezza del tamburo. Tutto era fermo e spento ma si è deciso di iniziare con mezz'ora di anticipo. Questo per sottolineare ancora una volta come nell'Ilva di Taranto manchino ormai regole e rispetto sulla sicurezza. Si tratta di un "omicidio". Solo ieri pomeriggio abbiamo fatto un sit-in per ricordare l'operaio morto a Piacenza. Questa mattina la tragica notizia. È arrivato il momento di ribellarsi a questa situazione che è ormai indecente. Non bastano più le parole è necessario che la legge faccia il suo corso e punisca tutti i responsabili di questi omicidi».

Bentivogli (Fim-Cisl): «Una vergogna» - "Un altro ragazzo e' morto all'Ilva. Stava pulendo un nastro trasportatore del materiale, ma il tamburo su cui si muove il nastro non era stato adeguatamente imbragato quando Giacomo e' rimasto schiacciato tra il tamburo e il nastro. Aveva solo 25 anni". Comincia cosi' la nota del segretario generale della Fim-Cisl Marco Bentivogli che attacca: "E' assurdo, inaccettabile, una vergogna per tutto il Paese morire di lavoro nel 2016". L'ultimo incidente mortale all'Ilva si era verificato a novembre dell'anno scorso, quando un altro operaio - Cosimo - era rimasto schiacciato da un tubo: non e' passato neanche un anno e si e' verificato di nuovo, "un'altra morte innocente e un'altra famiglia distrutta". "Da anni - prosegue Bentivogli - come FIM sosteniamo che salute e sicurezza sono la precondizione essenziale del lavoro in Ilva e ci stiamo impegnando ogni giorno con i nostri rappresentanti alla sicurezza per raccogliere segnalazioni dai lavoratori su impianti non sicuri e intervenire subito. Non facciamo e non faremo sconti su questo. Ilva deve fare di piu': a partire dalla prevenzione e dalla verifica costante e continua della sicurezza in ogni area dello stabilimento". Tutta la FIM - si legge in una nota - si stringe intorno alla famiglia di Giacomo. A loro diciamo che chiederemo giustizia, che siano accertate tutte le responsabilita' e poste le condizioni perche' non si possa ancora oggi morire di lavoro in questo modo assurdo. Una ragione in piu' - conclude Bentivogli - per superare al piu' presto la gestione commissariale e riprendere con maggiore rigore il Piano Ambientale, le procedure di sicurezza e la manutenzione costante degli impianti".

Incontro in Prefettura. Sulla vicenda è  in corso un incontro presso la Prefettura di Taranto, a cui partecipano il sottosegretario al Lavoro Teresa Bellanova e le organizzazioni sindacali, convocato dal prefetto Umberto Guidato Le operazioni di recupero del corpo sono ancora in corso. Fonti dell'Ilva precisano che il lavoratore e' rimasto schiacciato tra il rullo e il nastro trasportatore e che sono in corso le verifiche per appurare la dinamica dell'incidente.

I precedenti - Si tratta del quarto incidente mortale nel siderurgico da quando lo stabilimento è commissariato. Il 17 novembre 2015 Cosimo Martucci, 49 anni di Massafra, anch'egli dipendente di una ditta appaltatrice ha perso la vita schiacciato da un grosso tubo mentre lavorava all'interno dello stabilimento nell'area di agglomerazione dell'acciaieria. Il 12 giugno morì dopo 4 giorni di agonia Alessandro Morricella, 35 anni, travolto dalla ghisa fusa e vapore mentre lavorava alla base dell'altoforno numero 2.  A settembre del 2014 in un altro incidente perse la vita Angelo Iodice, 54 anni di Caserta, responsabile della sicurezza di una ditta dell'appalto, fu investito ed ucciso da un mezzo che si spostava a marcia indietro.
 
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Sabato 17 Settembre 2016 - Ultimo aggiornamento: 20:00