Il satellite rivela: Golfo di Taranto vitale per le tartarughe Caretta Caretta

Martedì 16 Giugno 2020
Il Golfo di Taranto è un'importante sito di nidificazione per le tartarughe Caretta
Caretta, ma anche un'area di svernamento e alimentazione per le testuggini di ogni taglia, quindi un luogo di vitale valore per la protezione della specie. È quanto emerge dallo studio di Erasmus, una tartaruga priva di un arto posteriore che, dopo essere stata salvata dalla rete in cui era intrappolata, è stata munita di un tag satellitare per cetacei, riadattato a questo utilizzo, e liberata in mare. Dopo la sua liberazione, Erasmus ha trascorso due settimane nelle acque Metapontine e ora, dopo 4 mesi, si trova ancora all'interno del Mar Piccolo di Taranto: pochi giorni fa era a circa due chilometri dall'Oasi Wwf Palude la Vela di Taranto.
Nel capoluogo jonico e a Policoro le tartarughe sono protagoniste di progetti di monitoraggio che prevedono l'utilizzo di tag satellitari. Grazie al recupero e alle cure ricevute prima alla Sea Turtle Clinic dell'università di Bari, poi dal Centro di Recupero Tartarughe Marine Wwf di Policoro, Erasmus ha permesso di conoscere meglio l'habitat dei suoi simili.
Il Wwf spiega che la tecnologia del sistema di monitoraggio satellitare attraverso PTT (Platform Transmitting Terminal) è stata ottenuta grazie al finanziamento della «Fondazione Con il Sud» nel Progetto promosso da Jonian Dolphin Conservation, Cnr STIIMA di Bari e Dipartimento di Ecologia di Uniba dal nome
«Ketos - Centro Euromediterraneo del Mare e dei Cetacei». Tramite il tag satellitare è possibile seguire anche Alessandra, Caretta Caretta liberata lo scorso 18 maggio a Policoro. Ultimo aggiornamento: 17:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA