"Focolaio" nella clinica Villa Verde: sei contagi. In città 38 positivi

Mercoledì 1 Aprile 2020
Il focolaio di coronavirus nella clinica Villa Verde di Taranto non si arresta.
Dopo i quattro casi di Covid positivi registrati nei giorni scorsi (due operatori sanitari e due pazienti della geriatria), altri due ricoverati nella struttura ieri sono stati trasferiti nell'ospedale Covid 19 del Moscati di Taranto.

Si tratta di due anziane che erano ricoverate nel reparto di riabilitazione motoria.
I trasferimenti sono stati eseguiti con le ambulanze dedicate del servizio di emergenza territoriale del 118. Una delle due è stata trasferita agli infettivi di Acquaviva delle Fonti, in provincia di Bari, mentre l'altra ha trovato posto al Moscati da dove, per fare spazio agli infettivi e per tenerli lontani da questi ultimi, sono stati trasferiti i delicati pazienti della oncologia ospitati proprio nella stessa clinica privata ora nel mirino del coronavirus. Questi ultimi due contagi della Villa Verde non rientrano nel novero di ieri del bollettino dell'Agenzia regionale per la salute ed il sociale che per la provincia di Taranto riportava cinque contagi portando la provincia di Taranto ad un totale di 126 positività al Covid.

Lo stesso bollettino dava notizia di un decesso a Taranto di una persona di quarant'anni. Si tratta di una donna residente che era ricoverata nella terapia intensiva del Moscati. La quarantenne, deceduta l'altro ieri sera, era stata ricoverata in rianimazione il 27 marzo scorso perché positiva al coronavirus. Era una trapiantata di rene a Bologna ed era in terapia contro il rigetto per cui immunodepressa.
Sarà compito degli esperti del Dipartimento di prevenzione della Asl ionica trovare l'origine del suo contagio. Resta il giallo sul numero complessivo dei decessi da contagio del coronavirus in tutta la provincia. Dai dati ufficiali dell'Agenzia regionale per la salute che ogni sera firma il bollettino con il saldo di tutte le province pugliesi, per l'area ionica mancano all'appello tre decessi avvenuti per cause correlate all'infezione del virus.

Sono quelli di una novantenne tarantina, di un anziano di Castellaneta tra i contagiati dell'ospedale San Pio, di cui ha dato notizia il sindaco Giovanni Gugliotti, e dell'ingegnere della Cisa di Massafra, azienda di trattamento dei rifiuti solidi urbani, ricoverato al Moscati dopo che aveva contratto il virus da un suo collega di Torino e dopo un suo primo ricovero nel reparto di Medicina generale del Santissima Annunziata.
Del suo caso si parlò tanto, all'epoca, per un presunto ritardo nell'esame del tampone risultato poi positivo e per questo trasferito in tutta fretta agli infettivi.

Salgono a 38 - dai 35 di avanti ieri - i casi nella città di Taranto con tre ulteriori positività.
Sempre ieri, infine, ancora novità dall'ospedale di Castellaneta. Ieri da Foggia e Bisceglie sono arrivate le risposte di un'altra cinquantina di test dei circa 530 eseguiti sui dipendenti e sui malati ospedalizzati. Dall'analisi sono risultati positivi altri tre infermieri, uno del pronto soccorso e due del distratto sociosanitario. Quest'ultima presenza fa temere un allargamento del focolaio tra i sanitari che sinora era circoscritto nel perimetro ospedaliero. Sale così a trentuno il numero complessivo dei contagiati al San Pio tra cui 28 dipendenti e tre pazienti.

La Asl cerca di non trovarsi impreparata al tenuto aumento dei casi. Tutti gli sforzi del management aziendale sono concentrati sul Moscati di Taranto che ieri ospitava 57 pazienti così distribuiti: 7 nel reparto di rianimazione e terapia intensiva; 24 nella pneumologia e 26 nel reparto di malattie infettive vicino al collasso. La maggior parte dei pazienti sono risultati positivi al test mentre alcuni sono in attesa del secondo tampone per la conferma. «I pazienti fa sapere l'azienda - sono seguiti secondo i protocolli operativi definiti dalle autorità nazionali e regionali e i parenti sono costantemente informati circa la situazione dei propri congiunti». L'Asl invita i cittadini a continuare a rispettare scrupolosamente la normativa sugli spostamenti e le raccomandazioni del Ministero della Salute, al fine di ridurre le possibilità di contagio. Ultimo aggiornamento: 15:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA