Il sogno di Benedetta fuori dall'acqua: «Medici eroi, anche io voglio studiare Medicina»

Venerdì 24 Aprile 2020
L'acqua per nuotare le manca, ma i suoi quindici anni la tengono a galla comunque. Anche se fuori il coronavirus ha interrotto il filo di tutti, riprenderlo per Benedetta Pilato non sarà poi così difficile: la speranza del resto la porta già nel nome, e i sogni possono restare intatti. Ne è convinta la ragazzina di Taranto prodigio del nuoto azzurro, per la leggerezza dei suoi anni, e soprattutto perché lì fuori ci sono quei medici che ogni giorno lottano per restituire il futuro all'Italia.

«In questo momento stanno dimostrando di essere i nostri eroi», dice l'azzurrina. «Se il nostro Paese continua ad andare avanti è soprattutto grazie a loro che stanno combattendo in prima linea. Finito il liceo vorrei iscrivermi a Medicina, mi piacerebbe diventare medico». E studia Benedetta, lei che lo scorso anno ai Mondiali di Gwangju, in Corea del Sud, ha battuto il record italiano di precocità di Federica Pellegrini, sul podio a 14 anni e 6 mesi. Quel giorno ha conquistato la medaglia d'argento mondiale nei 50 rana, uno show che ha proiettato la tarantina tra le promesse del nuoto azzurro. Adesso però che le piscine sono out - e non si vede al'orizzonte una riapertura anche quando il lockdown vivrà la sua fase 2 - il nuoto e i suoi progetti sono in stand by.

L'immediato è stato fermato dalla pandemia, che ha portato al rinvio di un anno delle Olimpiadi, e facendo slittare anche gli Europei di nuoto. E anche se i 50 rana non sono ancora specialità olimpica, con il suo allenatore Vito D'Onghia stava lavorando per cercare di raggiungere un livello da Giochi: «Quest'anno qualificarmi nei 100 sarebbe stato veramente difficile», sottolinea la nuotatrice dell'Aniene, «se non impossibile. Non vivo con la pressione addosso, ma continuo a migliorare e il prossimo anno avrò comunque 16 anni. Avrò più tempo».

L'isolamento lo sta passando in casa a Taranto con i genitori Antonella e Salvatore, con il fratello Alessandro e con i due pappagalli Pluto e Leo: «All'inizio è stata difficile, ma la vita in quarantena è più stancante della vita normale», sorride. «Ho tantissime cose da fare. Anche gli allenamenti a secco sono completamente diversi». E poi ci sono le lezioni on line: «Sono una novità per tutti, mi trovo molto bene ma non vedo l'ora di tornare a scuola e in piscina, rivedere i compagni. Non l'avrei mai detto che mi mancano cose che prima davo per scontate come un abbraccio o una stretta di mano. Dobbiamo essere tutti forti, presto finirà anche se la fase 2 sarà la parte più difficile».

«Le mie gare non le rivedo mai, preferisco guardare più al futuro», si dice sicura baby Pilato. Che nei momenti liberi passa il tempo tra cucina («Io sono la più brava a fare i dolci»), divora serie tv («Le ho consumate tutte, la mia preferita è Prison Break, l'ho già vista due volte») e «sto sperimentando Tik Tok: provo le imitazioni, anche perché non sono brava come ballerina». E chissà, magari un giorno nascerà anche un duetto con il suo idolo Jovanotti, che ha anche conosciuto: «Sono andata al suo primo concerto che avevo 8 anni, lo seguo da tantissimo». Ma quando si potrà tornare in vasca cosa penserà Benedetta Pilato? «Sicuramente vorrà dire che sarà finito tutto e sarà una bella sensazione». Nuoto è acqua, natura, ambiente, specie nella Taranto dell'Ilva: «Ho notato quanti pesci siano tornati nelle acque del porto», il suo messaggio, «sicuramente ci fa vedere una piccola cosa positiva in tutta la situazione drammatica, ci dà più speranza per il futuro». Il suo è d'oro e ancora tutto da scrivere, dentro e fuori dall'acqua.
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