Università, da Infermieristica a Biologia e Ingegneria elettrica: ecco i nuovi corsi in Puglia

Università, da Infermieristica a Biologia e Ingegneria elettrica: ecco i nuovi corsi in Puglia
di Giuseppe ANDRIANI
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Lunedì 4 Luglio 2022, 05:00

Cambiare l’offerta formativa, adeguarla ai tempi, rendere un ateneo più attrattivo, studiare il contesto circostante e capire anche quali sono le richieste del mondo del lavoro: ristrutturare il Pof di un ateneo è la vera sfida dell’estate di rettori e delegati. E la Puglia la coglie a piene mani, un po’ ovunque. Sfida accettata, 13 nuovi corsi di laurea (tra triennali, magistrali e magistrali a ciclo unico), con un occhio particolare ai settori dell’innovazione tecnologica e delle materie scientifiche. Anche se la vera ciliegina sulla torta è la facoltà di infermieristica a Lecce, con Unisalento che punta a costruire un polo sanitario al Vito Fazzi (entro un anno), con una particolare attenzione al Medtech. E l’innovazione legata ad alcuni ambiti farmaceutici e la biologia sono le grandi partite da giocare con i corsi di laurea al via a settembre. Tanto che il Dams (Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo) a Bari è di fatto un’eccezione. Verranno attivati due percorsi, uno legato alle arti performative e l’altro al mondo dell’industria cinematografica e della tv. 

Uniba, i nuovi corsi

Ma il piatto forte, anche per Bari, è tutto legato allo sviluppo di nuove competenze nel campo della medicina. Al via tre magistrali: Bioinformatica, che punta a «formare operatori con competenze interdisciplinari che siano in grado di analizzare dati biomedici», Biotecnologie industriali e farmaceutiche (Bif), e Chimica Industriale, un corso con particolare attenzione alle problematiche di compatibilità ambientale, sicurezza e consumo di energia e materie prime nei processi chimici. Uniba, però, mette sul piatto, in totale, sei nuovi corsi: completano il quadro Gestione strategica e marketing digitale, una magistrale per professionisti che sappiano interpretare i cambiamenti dei mercati indotti dallo sviluppo di Internet, delle tecnologie digitali e delle relative piattaforme e il corso magistrale in Data Science che fornisce gli strumenti per formulare risposte quantitative e qualitative ai problemi complessi con metodologie matematico-statistiche e informatiche.
L’ultima analisi di Almalaurea parla chiaro: a cinque anni dalla laurea magistrale lavorano nove volte su dieci coloro che hanno conseguito il titolo in una materia informatica, legata alla sanità o all’ingegneria. E non è un caso se la Puglia spinge in questa direzione. A Foggia partirà il corso in Scienze biologiche (a numero aperto, non è un dettaglio), e una magistrale in Clinical and experimental biology. L’indirizzo è lo stesso. Unifg, però, si concede anche la magistrale a ciclo unico in Scienze della formazione primaria, che non era mai stato attivato. Restano, però, eccezioni e mosche bianche. 

Unisalento, solo Infermieristica

E se Unisalento darà il la soltanto a Infermieristica, nell’ambito delle Professioni sanitarie Uniba porta a casa nuove attivazioni: Ortottica (9 studenti), Igiene dentale (15), Tecniche audiometriche (10), Neurofisiopatologia. E quello in “Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro” guadagna 4 posti per la sede del capoluogo di Regione (da 16 a 20, restano 20, invece, a Taranto, che conserva parallelamente tutti gli altri posti come sede distaccata di Uniba).
E il Politecnico di Bari (primo in Italia per tasso di occupazione dei laureati a cinque anni dal titolo) dà alla luce una magistrale in Trasformazione digitale («la sua particolarità - fanno sapere dall’ateneo - è che si rivolge ai laureati non Stem, ma provenienti da ambiti di studio anche apparentemente lontani, come quello umanistico, per favorire l’acquisizione di competenze digitali), una in Ingegneria della gestione delle infrastrutture civili e una in ingegneria energetica, un altro settore che probabilmente è destinato alle grandi sfide del futuro. Intanto, però, gli atenei pugliesi insistono sull’ambito sanitario e dell’innovazione tecnologica nella chimica e nel mondo farmaceutico. Gli effetti si vedranno tra molti anni, ma da qualche parte bisognerà pur cominciare. Peccato soltanto per la beffa sui posti in più a Medicina. 

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