Scuola, la proposta dei presidi: bus dedicati solo agli studenti

Scuola, la proposta dei presidi: bus dedicati solo agli studenti
di Maria Claudia MINERVA
4 Minuti di Lettura
Venerdì 30 Luglio 2021, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 20:23

La riapertura delle scuole in presenza si lega inevitabilmente ai trasporti, uno dei nodi più difficili da districare prima di settembre, benché l’assessore all’Istruzione pugliese, Sebastiano Leo, abbia rassicurato sulle risorse disponibili per implementare il numero di vettori. Ma l’associazione dei presidi della Puglia resta scettica e per voce del presidente Roberto Romito ieri è tornata alla carica sulla questione, lanciando una proposta per la ripresa delle lezioni in presenza senza più problemi: “Dedicare linee di bus extraurbani esclusivamente al trasporto degli studenti”. Un’idea che ha sollevato un polverone di polemica, al punto che il presidente di Asstra (Associazione delle imprese private di trasporto) Puglia e Basilicata, Matteo Colamussi, ha liquidato tout court la proposta, giudicandola «una trovata per guadagnare qualche titolo sui giornali».

La proposta

Nella proposta dei presidi pugliesi si legge che: «Il limite alla capienza dei mezzi, attualmente fissato in Puglia all’80%, contrasta evidentemente con l’auspicio e la determinazione del Governo, delle Regioni e del Ministro dell’Istruzione per un rientro in presenza a scuola “senza se e senza ma” di tutti gli alunni, ossia del 100% della platea studentesca. Ne discende la necessità di un potenziamento del sistema di trasporto degli alunni, in particolare di quella parte dedicata al trasporto extraurbano su gomma».
I presidi ricordano anche che «tale potenziamento, per tutto il sistema di trasporto pubblico locale e non solo per la parte dedicata al movimento degli studenti, era stato già previsto dalla Regione Puglia e per esso era stato stanziato un importo di € 3.300.000 (Delibera Giunta Regionale n. 2183/2020) che ci risulta sia stato speso solo in misura ridotta a causa del permanere della nostra regione in zona rossa o arancione (cosa che ha determinato una notevole riduzione della mobilità dei cittadini). A ciò si è aggiunta la mancata frequenza scolastica di grandissima parte degli studenti delle superiori nel primo semestre del 2021 fino al termine delle lezioni, dovuta al largo ricorso alla didattica a distanza imposto dalle ordinanze regionali susseguitesi da novembre fino a maggio/giugno del 2021».
Una possibile soluzione - questo il succo della proposta di Anp - «potrebbe venire dall’istituzione e dall’attivazione a partire dall’inizio delle lezioni a settembre prossimo di piani di trasporto extraurbano con corse dedicate esclusivamente agli studenti “pendolari”, finanziate con i contributi di cui sopra già stanziati e non ancora spesi e impiegando mezzi di trasporto aggiuntivi (bus turistici noleggiati presso le aziende che operano in questo settore e che in questo momento sono in gran parte inattivi). Quindi con corse specifiche e separate rispetto a quelle già utilizzate per il trasporto pubblico locale che, lo ricordiamo, serve un’utenza molto più ampia di passeggeri. Questa proposta, oltre ad essere immediatamente finanziabile da parte della Regione, avrebbe poi anche altri vantaggi soprattutto sul piano della sicurezza e della possibilità di implementare la sorveglianza sanitaria (a bordo ci sarebbero esclusivamente studenti delle scuole), nonché la possibilità di evitare il doppio orario di ingresso nelle scuole ipotizzato lo scorso inverno, sul quale avevamo a suo tempo espresso forti critiche per l’impatto negativo sull’organizzazione scolastica e sulla vita quotidiana di studenti e famiglie». 

Il no di Asstra

Per il presidente di Asstra, Colamussi, «è evidente che oltre un anno di questa esperienza non è servita a chi rappresenta il mondo della scuola, che non riesce ad assumersi le proprie responsabilità scaricandole sugli altri, considerato che continuiamo a ricevere proposte prive di contenuti e difficilmente attuabili, che tengono esclusivamente a deresponsabilizzare il mondo della scuola, attribuendo responsabilità al nostro settore che per primo si è dimostrato disponibile a trovare soluzioni. Attendiamo con fiducia le decisioni che il Governo ci farà sapere entro il 6 agosto, ma qualcuno farebbe bene ad evitare di fare proposte solo per guadagnare qualche titolo di giornale. Non possiamo garantire corse preferenziali che avrebbero un costo pazzesco, non siamo un servizio a domanda individuale, ma dobbiamo rispondere a una domanda collettiva».

© RIPRODUZIONE RISERVATA