Puglia, nuovo monitoraggio per la variante delta: 70 pugliesi in quarantena

Puglia, nuovo monitoraggio per la variante delta: 70 pugliesi in quarantena
di Vincenzo DAMIANI
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Domenica 20 Giugno 2021, 08:38 - Ultimo aggiornamento: 21 Giugno, 07:20

La variante indiana nei giorni scorsi ha fatto la prima vittima in Puglia, un 62enne brindisino, e circa una settantina di persone complessivamente sono finite in quarantena per provare a limitarne la sua diffusione. Tracciamento e isolamento sono le due parole chiave per bloccare la circolazione, i vaccini si spera facciano il resto. Contro la variante indiana, però, servono due dosi di siero anti Covid, una sola somministrazione sembra avere una minore efficacia, come insegna l'esperienza inglese. Per questo la Regione sta cercando di accelerare ulteriormente nella campagna vaccinale, nel frattempo ha chiesto ai dipartimenti di Prevenzione uno sforzo e un'attenzione in più per spegnere immediatamente i focolai che dovessero essere individuati. Come accaduto a Brindisi, dove ne sono stati accertati due, nel Salento e in provincia di Bari. Casi singoli, invece, nel Foggiano e Tarantino.

I dati complessivi


Complessivamente sono almeno 51 i contagi, in attesa dei risultati di altri campioni in fase di analisi. La variante indiana, o Delta, ha ormai messo piede e si teme che, in autunno, possa diventare prevalente: se il primo focolaio ha riguardato persone rientrate dall'India, gli altri contagi non hanno nessun legame con viaggi o rientri da altri Paesi. Venerdì scorso c'è stata una riunione urgente tra le Asl e la task force regionale contro il Covid per fare il punto sulla diffusione e individuare le strategie di sorveglianza. Ruolo cruciale lo rivestiranno i laboratori di analisi del Policlinico e dell'Istituto Zooprofilattico di Puglia e Basilicata: a loro, infatti, è stato affidato il compito di accelerare nei test per essere più rapidi nelle diagnosi. La variante Delta, come ribattezzata dall'Oms, è ormai presente in quasi tutto il territorio regionale anche se i soggetti contagiati, al momento, sono relativamente pochi. Il laboratorio Covid del Policlinico di Bari e l'Istituto Zooprofilattico di Puglia e Basilicata hanno accertato venerdì altri 26 casi che si sommano ai 25 già individuati nei giorni scorsi, quindi in tutto 51 persone contagiate e che risiedono in diverse province: Brindisi, la più colpita, Lecce, Taranto, Bari e Foggia. La presenza in più province testimonia che la variante sta circolando, anche se a bassa intensità. Il quadro sarà più chiaro tra 7-10 giorni, la prossima settimana, infatti, verrà effettuata un'analisi più dettagliata attraverso una nuova survey commissionata dal ministero della Salute e Istituto Superiore della Sanità. Solamente così si potrà avere una stima più precisa della presenza della variante Delta.

La strategia possibile è solo una, individuare più rapidamente possibile i casi, fare il tracciamento di tutti i contatti e mettere in quarantena: solamente così si può provare a limitare la diffusione, in attesa che la campagna vaccinale metta in sicurezza tutta la popolazione.

L'obiettivo della task force


I casi di variante indiana individuati, seppure sporadici, fanno ipotizzare agli esperti che il virus mutato stia circolando in Puglia. L'obiettivo della task force è limitare il suo propagarsi per evitare che diventi dominante, come accaduto a febbraio con la variante inglese. L'altra soluzione è rappresentata dai vaccini, accelerare la campagna potrebbe essere il vero punto di svolta. La variante indiana è addirittura più contagiosa di quella inglese di oltre il 50% e in inverno la Puglia ha potuto constatare sulla propria pelle di cosa è capace la variante inglese: più contagi, più ricoveri, ospedali strapieni e, purtroppo, anche più vittime. Quindi, nonostante la zona bianca conquistata da sette giorni, i pugliesi sono chiamati alla massima attenzione e a rispettare le regole principali: distanziamento, mascherina, pulizia frequente delle mani, evitare assembramenti. I dipartimenti di Prevenzione delle Asl, invece, sono concentrati sul contact tracing: ora che i nuovi casi sono pochi, meno di 200 al giorno, è possibile riprendere l'attività di tracciamento e isolamento.

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