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Puglia, preoccupa la variante delta: 25 casi accertati. Chironna: «Tracciamento rapido e vaccini uniche armi»

Puglia, preoccupa la variante delta: 25 casi accertati. Chironna: «Tracciamento rapido e vaccini uniche armi»
di Vincenzo DAMIANI
4 Minuti di Lettura
Mercoledì 16 Giugno 2021, 07:34 - Ultimo aggiornamento: 18 Giugno, 08:38

I casi di variante indiana individuati, seppure sporadici (circa 25), fanno ipotizzare agli esperti che il virus mutato stia circolando in Puglia, anche se per ora ad una bassa velocità. L'obiettivo della task force è limitare il suo propagarsi per evitare che diventi dominante, come accaduto a febbraio con la variante inglese. I dati scientifici, infatti, al momento non regalano certezze sull'efficacia dei vaccini, in Inghilterra il numero di contagi è tornato ad aumentare proprio a causa della variante Delta, come l'ha ribattezzata l'Oms. «Bisogna mantenere alta la guardia», avverte la professoressa Maria Chironna, docente di Igiene all'Università di Bari, responsabile del Laboratorio anti Covid del Policlinico di Bari e coordinatrice della rete di laboratori pugliesi. «Da noi sono stati individuati tre focolai: i primi due erano legati a persone di ritorno dall'India, ma l'ultimo non sembra avere la stessa origine di importazione», spiega. Questo significa che la variante indiana in qualche maniera si è già insediata in Puglia, quindi l'unico possibile intervento è limitarne la diffusione. Come? «Dobbiamo identificare rapidamente e isolare ogni singolo caso, quindi serve un tracciamento tempestivo. Tracciamento e isolamento di chi è stato contagiato e dei suoi contatti».

L'arma dei vaccini


L'altra soluzione è rappresentata dai vaccini, non ha dubbi la professoressa Chironna: «I vaccini si sono tutti dimostrati efficaci anche contro questa variante, ma dopo la seconda dose. Mentre la copertura sarebbe solo del 30% circa dopo una dose. Accelerare la campagna di vaccinazione è quindi il punto di svolta». La variante indiana, o Delta, è addirittura più contagiosa di quella inglese di oltre il 50% e in inverno la Puglia ha potuto constatare sulla propria pelle di cosa è capace la variante inglese: più contagi, più ricoveri, ospedali strapieni e, purtroppo, anche più vittime. Quindi, nonostante la zona bianca conquistata lunedì, i pugliesi sono chiamati alla massima attenzione e a rispettare le regole principali: distanziamento, mascherina, pulizia frequente delle mani, evitare assembramenti. I dipartimenti di Prevenzione delle Asl, invece, sono concentrati sul contact tracing: ora che i nuovi casi sono pochi, meno di 200 al giorno, è possibile riprendere l'attività di tracciamento e isolamento. Parallelamente, nei laboratori anti Covid si gioca un'altra partita, quella del sequenziamento per individuare tra i tamponi positivi quelli che potrebbero riguardare la variante indiana. Insomma, un gioco di squadra perché la partita contro il coronavirus è tutt'altro che vinta definitivamente. Negli hub, invece, si completa l'opera: l'obiettivo è arrivare a fine agosto con una copertura di almeno il 70% della popolazione.

La mappa


Brindisi, dove sono stati individuati i tre cluster, è osservata speciale ma non è l'unica provincia. Soprattutto ora che la Puglia è entrata in zona bianca e che la stagione estiva sta per entrare nel vivo si teme una minore attenzione da parte dei cittadini. Il primo ad essere preoccupato è il governatore Michele Emiliano che, lunedì mattina, a margine della conferenza stampa di presentazione della campagna anticendi 2021, ha ammesso: «Stiamo seguendo molto attentamente la variante Delta, che è la variante indiana. La variante Delta ha ricominciato a fare contagiati in Inghilterra, c'è un focolaio a Brindisi che è stato strettamente monitorato, speriamo di aver individuato tutti i soggetti contagiati. La variante Delta ci preoccupa molto perché potrebbe essere meno sensibile ai vaccini e, quindi, potremmo non avere ad ottobre l'effetto favorevole dell'immunità di gregge». Insomma, la situazione non è da prendere sottogamba. È indispensabile che, da una parte, i pugliesi continuino a rispettare le principali regole; dall'altra, occorre accelerare con la campagna vaccinale per ridurre lo spazio di possibile propagazione del virus. Lunedì è stato raggiunto un altro traguardo intermedio, oltre un milione di persone ha completato il ciclo vaccinale. Ma non basta: per poter vivere un autunno senza ansie e chiusure, bisogna raggiungere una copertura almeno del 70% dei residenti e incrementare il più possibile il numero di persone immunizzate con seconda dose.

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