Malattie rare e Dna fetale, il governo impugna le leggi pugliesi sui test in gravidanza: ecco perché

Malattie rare e Dna fetale, il governo impugna le leggi pugliesi sui test in gravidanza: ecco perché
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Venerdì 1 Ottobre 2021, 06:45

Doppia bocciatura del governo su input del ministero della Salute alle due legge pugliesi che introducevano il sistema di sequenziamento dell'esoma per la diagnosi di malattie rare e il test del Dna Fetale per tutte le donne con più di 40 anni o con un fattore di rischio medio o alto. Alla base del provvedimento di impugnazione dinanzi alla Corte Costituzionale, secondo le motivazioni del governo, la mancata previsione dei metodi diagnostici nei livelli essenziali d'assistenza. E dunque, la mancanza di copertura economica per garantire ai pugliesi i due metodi diagnostici.

La polemica


Un doppio no che ha nelle scorse ore ha scatenato le ire dei firmatari delle proposte di legge poi approvate in Consiglio regionale. A partire dal consigliere regionale del Pd, Fabiano Amati promotore della legge sull'esoma. «Il governo nazionale ha inflitto un grave danno alla diagnosi sulle malattie rare e alla disciplina della genetica medica, impugnando con una motivazione tecnicamente abnorme la legge sul sequenziamento dell'esoma, cioè un metodo che dall'esame dell'1% del Dna aiuta a diagnosticare l'85% delle malattie - ha tuonato nelle scorse ore Amati - Il motivo? Si sostiene che la tecnica non è nei Lea e invece c'è e ha il codice da G1.01 a G1.47. Una vicenda gravissima: combatterò su tutti i fronti questa battaglia per l'innovazione e la salute - rimarca Amati - La decisione d'impugnare è un festival di paradossi a discapito purtroppo delle possibilità di cura dei pugliesi e di tutti i cittadini italiani, perché la legge pugliese stava diventando una buona pratica da imitare. Il Governo nazionale ha deciso d'impugnare, sulla base di una proposta avanzata dal Ministero della salute, sostenendo la mancata previsione del metodo diagnostico nei livelli essenziali d'assistenza. A ciò si aggiunga che sin dal 2017 è stata sottoscritta un'intesa tra Stato, Regioni e Provincie autonome per l'innovazione del sistema sanitario basata sulle scienze omiche e che tra gli impegni assunti con quell'intesa c'è quello, a carico delle regioni, di recepire obiettivi e azioni».


Sul piede di guerra anche il consigliere regionale del Pd Donato Metallo. La proposta di legge che rende gratuito in Puglia il test del Dna fetale per tutte le donne con più di 40 anni o con un fattore di rischio medio o alto era diventata legge lo scorso 27 giugno dopo l'approvazione in Consiglio regionale. Anche in questo, però, secondo il governo il sistema di diagnosi non rientra tra quelli previsti nei livelli essenziali di assistenza. Dal momento che la Regione è in regime di piano di rientro sanitario, dunque, il servizio non può essere erogato poiché manca la copertura economica. «Abbiamo provato in tutti i modi a spiegare che i soldi li metteva la Regione, i pugliesi e che lo stato non doveva darci nulla - Metallo si sfoga sui social dopo la bocciatura incassata - E che il 9 marzo 2021 lo stesso Ministero della Salute ha pubblicato il documento dal titolo Screening del DNA fetale non invasivo (Nipt) in sanità pubblica in cui si afferma testualmente che si raccomanda di inserire il test nei livelli essenziali di assistenza o nei percorsi regionali della gravidanza fisiologica come indagine di seconda scelta garantendone l'erogazione secondo criteri da definire». Dunque, l'affondo di Metallo all'indirizzo del governo: «Abbiamo provato a dire, voi siete in ritardo, nonostante la Comunità scientifica lo consigli non lo avete ancora fatto, ma noi possiamo farlo, possiamo essere più bravi e non vi chiediamo neanche un centesimo. Ora, fino a quando non si deciderà in giudizio passerà forse un anno durante il quale le strutture regionali, giustamente con la legge impugnata, non permetteranno l'erogazione gratuita dello stesso test. Non voglio esprimermi oltre perché userei parole dure. Sono deluso, amareggiato e anche tanto arrabbiato» chiosa il consigliere del Pd.

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