Da Conte l'ok al Green New Deal «Presto gli incentivi»

Mercoledì 25 Settembre 2019 di Massimiliano IAIA
L'Assemblea dell'Onu come vetrina ideale per annunciare i punti-chiave scelti per disegnare l'Italia del futuro: il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, a New York, ha ribadito l'obiettivo legato al Green New Deal, velocizzando cioè la transizione a un'economia più sostenibile sotto il profilo ambientale. C'è bisogno di tempo, però. «Il green new deal non si realizza in un anno e neppure in due, tutte le risorse non vanno programmate per il primo anno, il meccanismo incentivante è quello migliore», ha detto Conte, aggiungendo che l'ipotesi di una tassa sui voli o su altre fonti inquinanti non è del tutto esclusa. «Stiamo finalizzando tutte le misure e le stiamo valutando, non voglio anticipare nulla, potremmo valutare anche questa possibilità, nulla è definito, ma l'intento non è creare nuove forme di tassazione, il meccanismo delle penalizzazioni non è quello da me preferito», ha detto riferendosi alla manovra.

Conte a Lecce: «Fiscalità di vantaggio, un Piano Sud con l'Ue»

Dal Sud il Green New Deal: incentivi per le rinnovabili e imprese più sostenibili

L'Italia ha «raggiunto gli obiettivi» del Protocollo di Kyoto e ora è determinata a «raggiungere e superare i target fissati per il 2020» in un'ottica di lavoro europeo, ha detto ancora Conte. Il premier ha spiegato come l'Italia stia definendo il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima con, tra l'altro, una strategia di decarbonizzazione entro il 2050, ribadendo come la lotta al climate change sia una «sfida decisiva» per il futuro del pianeta. L'Italia è candidata a organizzare la Cop 26 in partnership con la Regno Unito.

«È stato importante ed emozionante vedere l'Assemblea generale delle Nazioni Unite discutere di climate change, di tutela dell'ambiente, una cosa impensabile fino a qualche anno fa», è stato invece il commento del ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che ha annunciato che «in legge di bilancio faremo una proposta che vale per tutta l'Europa: nessun vincolo di bilancio per gli investimenti green».
E intanto anche dalla Puglia si registrano le prime iniziative delle istituzioni sull'ambiente: il Comune di Bari ha infatti dichiarato lo stato di emergenza climatica e ambientale. Più precisamente, lo ha stabilito la Giunta comunale che, su proposta del sindaco Antonio Decaro, ha deliberato l'adesione alle iniziative contro i cambiamenti climatici promosse dal movimento Fridays For Future. Il provvedimento approvato ieri dalla Giunta impegna, inoltre, il Comune a «predisporre iniziative che vadano nella direzione della riduzione delle emissioni e per la promozione delle energie rinnovabili, per incentivare il risparmio energetico nei settori della pianificazione urbana, nella mobilità, negli edifici, nel riscaldamento e raffreddamento, nella riforestazione urbana», a «intensificare il coinvolgimento attivo di cittadini e associazioni nel processo di individuazione delle criticità ambientali e nella loro soluzione», a «farsi parte attiva presso il Governo e la Regione perché prendano provvedimenti analoghi».

«Oggi più che mai - ha detto il sindaco - è tempo di impegnarci in prima persona per dare un segnale forte per promuovere e realizzare iniziative che hanno l'obiettivo di salvaguardare il futuro del nostro pianeta. Come amministrazione comunale intendiamo farlo concretamente mettendo in campo azioni e politiche che prevedano la riduzione delle emissioni e degli agenti inquinanti e l'introduzione di energie rinnovabili finalizzate a raggiungere una maggiore sostenibilità ambientale nella gestione del patrimonio immobiliare pubblico, del tpl e della pianificazione urbana».
Infine, ieri sono stati diffusi - da un'analisi di Uecoop, l'Unione europea delle cooperative, su dati Gse -, i numeri sulle rinnovabili: negli ultimi 10 anni gli impianti fotovoltaici in Italia sono cresciuti di oltre il 1000%. Sono in attività 822.301 impianti fra installazioni domestiche e campi solari di grandi dimensioni per una potenza di oltre 20.108 megawatt, mentre nel 2009 c'erano solo 71.288 impianti per 1.144 megawatt. © RIPRODUZIONE RISERVATA