Gli ulivi secolari sconfitti dalla Xylella diventano monumenti di rara bellezza

Gli ulivi secolari sconfitti dalla Xylella diventano monumenti di rara bellezza
di Luana PRONTERA
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Martedì 20 Settembre 2022, 09:08 - Ultimo aggiornamento: 21 Settembre, 22:58

Gli ulivi secolari sconfitti dalla Xylella diventano monumenti di pregio. Nasce il Parco delle sculture voluto e sostenuto da Sandro Appetiti e dalla moglie inglese Angela Ferguson. Appetiti, ora in pensione, è stato un manager affermato in diverse istituzioni, nazionali e internazionali. Ha lavorato sotto la guida di personalità come Carlo Azeglio Ciampi, Tommaso Padoa-Schioppa e Mario Draghi che lo volle come dirigente centrale in Banca d'Italia. Lei, Angela, lo ha accompagnato per quasi 18 anni in giro per il mondo lavorando anche lei in istituzioni internazionali prima di occuparsi dei figli, nati e cresciuti per i primi 12 anni in Giappone. La coppia, ha viaggiato a lungo da Washington a Parigi prima di fermarsi e innamorarsi del Salento.

 

Il parco appena fuori Nardò


Proprio qui, in provincia di Lecce, nella terra alla fine della terra, hanno scelto di mettere radici acquistando una dimora storica risalente al 1820, e precedentemente appartenuta ai Baroni Personè. La proprietà, all'interno della quale si sviluppa il parco delle Sculture di Casina Fabrizio, si trova in una campagna appena fuori Nardò. Il grande uliveto composto da alberi ultra secolari sta diventando un museo a cielo aperto. «Quando abbiamo comprato questa proprietà, nel 2017 gli ulivi erano vivi, verdi e rigogliosi» ricorda Appetiti con un filo di nostalgia. «Li abbiamo visti mentre, piano piano, si spegnevano. Uno spettacolo immensamente triste. Quegli alberi avevano attraversato interi secoli prima di essere sferzati dalla xylella». E continua: «Potevamo tagliarli. Sarebbe stata la soluzione più veloce ma anche quella più dolorosa e ingiusta. Significava cancellare la storia di quei giganti che hanno nutrito intere generazioni con la loro presenza e i loro frutti. Non volevamo che quella solenne bellezza andasse perduta o dimenticata. Così, nel 2020, abbiamo pensato ad una soluzione per tutelare, conservare e tramandare quello che restava di quei monumenti di storia contadina e quello che essi rappresentavano».

L'artista che trasforma tronchi in volti

Da qui l'idea di trasformare i grandi tronchi in vere e proprie opere d'arte grazie anche all'ingegno e alle abilità dello scultore e artista Francesco Paglialunga originario di Veglie. L'artista, classe 1991, si è formato all'accademia delle belle arti di Lecce. «Il tempo medio per la realizzazione di un'opera è di circa un mese. Sono contento di far parte di questo grande e bel progetto che mi permette di mettere le mie abilità a servizio di questa terra e di chi lavora per valorizzarla». Il Parco è un progetto in evoluzione grazie alla sensibilità e l'impegno dei proprietari della tenuta. «Queste piante magnifiche hanno ancora tante storie da raccontare e rivelano il vincolo profondo con la madre terra, fonte di vita e narratrice di tradizioni antiche e preziose» precisa Appetiti. Al momento le opere realizzate sono otto: legami; laurieddhu, anfora, virtù teologali, to infinity and beyond, kelpies, sirena leucàsia e drago. La prima, in ordine di realizzazione, è proprio legami. Raffigura un trittico composto da una donna che abbraccia l'albero mostrando il legame con la sua terra e gli avi; un bambino che nasce dalle radici possenti e rappresenta la vita nuova: il delfino che morde la mezzaluna in riferimento alla tradizione. «Vogliamo far emergere un messaggio semplice ma forte. Bisogna essere resilienti anche quando le cose sembrano precipitare. Serve l'ostinazione per far emergere la bellezza e la magia anche dalle sventure più profonde. Lo stimolo ad amare e a prendersi cura del proprio territorio deve essere costante, continuo e diffuso».

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