Salento, l'azienda di biogas adotta 400 ulivi resistenti a xylella: «Le imprese facciano la loro parte»

Salento, l'azienda di biogas adotta 400 ulivi resistenti a xylella: «Le imprese facciano la loro parte»
di Giuseppe MARTELLA
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Giovedì 8 Settembre 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 11:27

Green Up accoglie l’invito di Olivami e “adotta” 400 alberi di ulivo in provincia di Lecce. Un reinvestimento utile sul territorio quello che l’azienda leader nei servizi ambientali integrati con sedi operative in Puglia, Piemonte, Liguria e Lombardia ha posto in essere nel feudo di Carpignano Salentino, paese dell’entroterra idruntino conosciuto per le grandi distese di uliveti. Green Up ha infatti accolto l’invito dell’associazione no profit che si occupa dell’adozione a distanza di piante per riforestare le piantagioni colpite e devastate da Xylella Fastidiosa. «“Olivami” è un progetto unico in Italia - evidenzia Flavio Raimondo, amministratore delegato di Green Up – per modalità e finalità. La Puglia ha subìto un grave danno con l’epidemia da Xylella. La nostra è un’azienda che si occupa di energia rinnovabile ed efficientamento energetico e – continua l’imprenditore - sappiamo bene come il rischio derivante dalla perdita di biodiversità influisca sulla crescita effettiva e potenziale dell’economia. Ecco perché occorre da parte delle imprese che hanno insediamenti industriali in Puglia collaborare sinergicamente – aggiunge - per ripristinare il paesaggio duramente colpito dal batterio killer». 

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I dati sull'ambiente

Un invito importante quello dell’imprenditore che con la sua azienda gestisce in Puglia gli impianti di estrazione di biogas a Giovinazzo e Andria. Un invito che rivolge a tutti i colleghi che traggono profitti dalle attività industriali attive sul territorio regionale. Negli ultimi 5 anni, il Salento ha perso oltre 21 milioni di ulivi: una devastazione senza precedenti che ha compromesso il territorio. Nello specifico, la morte degli ulivi si è tradotta in una riduzione di produzione di olio pari all’80%, portando a una decrescita del 50% della produzione nazionale del 50%, incapace di soddisfare la domanda. Cosi, da grande Paese produttore, l’Italia è divenuta importatrice di olio d’oliva. L’assenza di ulivi ha inoltre determinato l’aumento del tasso di inquinamento dell’8%: l’ulivo è una delle piante con maggiore capacità sottrattiva di CO2. Ogni ettaro di ulivo sottrae all’atmosfera 9,5 tonnellate di CO2 ogni anno, vale a dire circa 730 Kg di CO2 all’anno per ogni albero. E l’immediato futuro non si presenta di certo migliore del presente: la Sputacchina, insetto vettore che fa “viaggiare” Xylella Fastidiosa ha portato il batterio ben al di fuori della provincia di Lecce, invadendo anche il tarantino e il brindisino e aggredendo anche il territorio di Bari che inizia a pagare conti sempre più pesanti in termini di uliveti colpiti dal batterio. 

L'associazione

Per questi motivi, azioni importanti come quella posta in essere dall’associazione “Olivami” risultano essere particolarmente utili. Iscritta al Runts, il Registro Unico Nazionale Terzo Settore, la no profit con sede a Martano, altro centro leccese noto per la tradizione olivicola, consente ad aziende, enti e istituzioni di contribuire alla rinascita dell’olivicoltura salentina e pugliese, finanziando la piantumazione di nuovi ulivi in sostituzione di quelli colpiti dalla Xylella. Per ogni pianta adottata, “Olivami” ne mette a dimora una di nuova generazione tollerante e resistente al batterio Xylella Fastidiosa. Gli alberi vengono presi in cura e sono condotti da agricoltori che hanno deciso di abbracciare il progetto dell’associazione. I piani di adozione sono annuali, con la possibilità di essere rinnovati di anno in anno, senza nessun vincolo. «Olivami è un programma di interventi - evidenzia Simone Chiriatti, rappresentante dell’associazione - sostenuto da cittadini, enti e aziende per la rinascita del paesaggio e della produzione olivicola. Seguiamo tutto il percorso dalla piantumazione dell’albero all’assegnazione dei campi ai contadini che hanno perso i loro ulivi e che con caparbia determinazione vogliono tornare a fare olivicoltura di qualità. In questi mesi sono già nati molti giardini aziendali – conclude Chiriatti - e con Fondazione Notte della Taranta abbiamo creato il primo parco agro-culturale a tema». A ogni albero viene assegnato un nome, chi lo adotta può seguirne la crescita ricevendo le coordinate del luogo dove la pianta è stata messa a dimora, ricevendo dal primo anno dell’adozione un litro di olio. Quantità che cresce con il passare degli anni e con l’aumento della produttività dell’ulivo. L’adozione si effettua su www.olivami.com selezionando la quantità e la specie di alberi che si vuole adottare. 

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