Appalti alla Provincia, tutto prescritto: assolto, l'avvocato Fasano attacca la magistratura

Appalti alla Provincia, tutto prescritto: assolto, l'avvocato Fasano attacca la magistratura
La prescrizione getta un colpo di spugna sui possibili intrecci fra politica ed imprenditoria che aveva visto l'ex assessore provinciale ai Lavori pubblici, l'avvocato Flavio Fasano, condannato in primo grado a tre anni e mezzo di reclusionbe con le accuse di abuso di ufficio, turbativa d'asta, falso ideologico e corruzione. 

L'avvocato Fasano, ex sindaco di Gallipoli, sul punto ha diffuso un comunicato stampa in cui attacca la magistratura, ritenendola l'unica responsabile del dilungarsi del processo sui fatti contestati nel 2008, quando faceva parte della Giunta del presidente Giovanni Pellegrino.

Fasano è stato assolto nel merito dall'accusa di abuso di ufficio per l'assucnzione di un dirigente al Comune di Parabita (a sua volta assolto in Cassazione, aveva scelto il rito abbreviato), per gli altri capi di imputazione i giudici d'appello (presidente Riccardo Mele) hanno dichiarato la prescrizione. Per tutti quei fatti emersi dalle intercettazioni telefoniche e le microspie piazzate dai carabinieri del Ros, che hanno formato l'accusa di un accordo fra l'assessore e le imprese per l'appalto del rifacimento della cartellonistica pubblicitaria del Salento. Ed anche per le  false attestazioni alla Giunta provinciale sull’assenza di domande di sanatoria dei cartelloni abusivi, nonché la cessione di quote dalla “Five” ed intestate ad un politico del Pd vicino a Fasano.

Il sostituto procuratore generale, Claudio Oliva, aveva invocato la conferma della sentenza  di primo grado dei giudici della seconda sezione penale. Con una eccezione: l’esclusione dell’accusa di abuso di ufficio per Fasano.
Per questo aveva chiesto la riduzione della condanna a tre anni e due mesi di reclusione.

Per il resto, era stata invocata la conferma della sentenza di primo grado: 2 anni a Gino Siciliano, 74 anni, originario di Salve (difeso da Giuseppe Corleto) ed ex amministratore delegato della “Lupiae”; ed 1 anno ed 8 mesi a Giovanni La Gioia, 40 anni, originario di Trepuzzi (assolto dall’accusa di corruzione, difeso da Viviana Labruzzo). Turbativa d’asta, l’accusa costata loro la condanna nel ruolo di amministratore unico e socio della Five ( la società interessata alla cartellonistica) ed anche corruzione per il solo Siciliano (per l’intestazione delle quote della Five). Otto mesi erano stati inflitti a Michele Patano, 55 anni, di Triggiano (in provincia di Bari, difeso da Luciano Ancora e Viviana Labruzzo), nelle vesti di direttore tecnico del Cotup, società consorziata con la Five.
 
Questo il comunicato di Fasano: Alle ore 17.20 di quest’oggi è stato letto il dispositivo della sentenza le cui motivazioni saranno depositate tra novanta giorni. Dopo ben nove anni di un processo che non doveva nemmeno mai sorgere, finalmente è stato messo quest’oggi un punto fermo e comunque definitivo: ero e sono innocente su tutto quanto mi è stato mostruosamente contestato! La Corte d’Appello di Lecce ha cassato per intero la sentenza del Tribunale di Lecce a conferma della giustezza di tutti i motivi d'appello eccepiti dal mio difensore, avvocato Adrea Fares, del Foro di Milano che anche oggi, così come in primo grado, ha così sapientemente opposto ad accuse ingiuste, malevoli ed infondate, una puntuale e profonda valutazione dei fatti che ha comunque nel merito evidenziato la falsità delle accuse così anche la gravissima distorsione di fatti e circostanze contenute in intercettazioni prive di ogni genuinità! Sull’applicata “prescrizione” per alcuni capi, vale solo la pena di evidenziare come questa è solo il frutto di una gravissima patologia  del processo che vede come unici e soli responsabili  proprio gli stessi magistrati che pe rloro esclusiva inerzia impediscono il normale corso della verità processuale!  Mi sono sempre difeso nel processo e mai dal processo e da garantista profondo qual sono ho sempre lottato per l’affermazione del diritto alla difesa e contro invece quella che ho pure subito di persecuzione ed accanimento che ha rasentato la follia! Un grazie ai tantissimi che hganno sempre avuto fiducia in me ed hanno sofferto con me questa lunghissima ingiustizia dalla quale oggi vengo assolto ed  in particolare tutti i componenti dell’Associazione “Gallipoli Futura”.
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Lunedì 13 Novembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 19:07