Il diario e un manoscritto a fumetti: così Antonio diventava “Vendetta”, l'assassino di Daniele ed Eleonora. Viaggio nella mente dell'omicida

Lunedì 26 Ottobre 2020 di Erasmo MARINAZZO

Non c'è solo il diario di 36 pagine scritto di suo pugno dall'omicida reoconfesso Antonio De Marco per narrare come si sia trasformato nell'assassino spietato chiamato Vendetta. Ci sono anche 15 pagine dattiloscritte in cui racconta la storia della genesi di questo personaggio nato dalla fantasia, ma nel quale si sarebbe immedesimato. Per uccidere.


Un racconto in stile fumettistico. Usando alcune immagini scaricate da internet, De Marco narra del suo alter ego. Partorito, quel personaggio, dalle frequenti crisi di rabbia e di pianto alcune volte sfociate in istinti omicidiari: come la sera del 21 settembre quando Antonio-Vendetta ha ammazzato con 75 coltellate gli ex conquilini Daniele De Santis ed Eleonora Manta nella loro casa al secondo piano di via Montello a Lecce, al civico 9. O quelle altre volte, indicate nei colloqui in carcere con gli psicologi, che il 21enne di Casarano ha fatto il tirocinio in corsia del secondo anno del corso di Scienze infermieristiche all'ospedale Vito Fazzi. Ed altre volte ancora.


Vendetta. Il serial killer che avrebbe reso giustizia alle persone escluse dalle relazioni sociali più significative, come amore ed amicizia: “Noi che non siamo stati mai amati”, il titolo delle memorie stese da dicembre dell'anno scorso ad agosto nella stanza dove è tornato ad uccidere.


Il diario scritto a penna, con una grafia regolare o spigolosa a seconda se l'io narrante fosse Antonio o Vendetta, ed il dattiloscritto, sono entrati a fare parte del fascicolo della Procura che contesta il duplice omicidio aggravato dalla crudeltà, dalla premeditazione e dai futili motivi. Se sia necessario sottoporre questi scritti a una perizia calligrafica lo stabilirà il pool di magistrati che segue il caso, il procuratore capo Leonardo Leone de Castris, gli aggiunti Elsa Valeria Mignone e Guglielmo Cataldi, nonché il sostituto Maria Consolata Moschettini. Intanto gli avvocati difensori Andrea Starace e Giovanni Bellisario hanno sciolto le ultime riserve sulla necessità di sottoporre l'indagato ad una perizia psichiatrica: vogliono capire quanto sia stata rilevante quella che appare una dissociazione della personalità, sulla capacità di intendere e di volere la sera del 21 settembre quando si trasformò in un assassino spietato e sanguinario.


Per questo con il diario è stato depositato anche il dattiloscritto. Potrebbe rivelarsi utile per tracciare il profilo della personalità di De Marco, sebbene - diversamente dal diario - non contenga riferimenti diretti alla volontà di farsi giustizia facendo del male al prossimo. Tantomeno riferimenti a Daniele, che appare invece nelle ultime pagine del diario e diventa la vittima sacrificale perché l'assassino ha conservato le chiavi della casa di via Montello lasciata a fine agosto.


Le 15 pagine scritte al computer non riportano progetti di rivalsa sanguinaria sul genere umano ma raccontano di personaggi di fantasia arrivati da mondi diversi ed ognuno dotato di poteri e caratteristiche differenti. Descrive gli equipaggiamenti, la loro missione e i rapporti fra le stesse popolazioni, come se si trattasse di una trasposizione del Signore degli Anelli. Vendetta alla fine soggioga gli altri personaggi dello stesso pianeta dal quale lui proviene. Sconfigge i loro poteri e da quel momento diventano suoi alleati. Restano comunque figure marginali e irrilevanti, è Vendetta il personaggio centrale. Quello di cui si parla anche con annotazioni scritte a penna per poi fai emergere tutto il suo potenziale offensivo nel diario. Quando Vendetta prende il sopravvento su Antonio, quando aggrega le popolazioni ed i loro poteri nell'obiettivo di uccidere. Quando individua Daniele. Ed agisce, mascherato con una calza di nylon sulla quale De Marco disegna i contorni degli occhi e della bocca. Quando diventa Vendetta.

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