Viaggio a Copertino, paese dei mille contagiati: «Ora stiamo tutti a casa»

Viaggio a Copertino, paese dei mille contagiati: «Ora stiamo tutti a casa»
di Andrea TAFURO
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Sabato 8 Gennaio 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 16:32

La piccola Francesca, 6 anni da poco compiuti, è tra le prime in fila al “drive through” di Copertino in attesa del tampone. Fuori è ancora buio. All’interno di un’auto ferma in coda dalle 5.30, in compagnia dei suoi genitori ha visto il sole sorgere e il corteo di vetture alle sue spalle allungarsi. I minuti trascorrono, la piccola inganna il tempo disegnando un arcobaleno e delle nuvole sul lunotto posteriore appannato dell’auto. Un’immagine chiara, riprodotta dalla fantasia di una bimba stanca della lunga attesa, del tempo sospeso, di una pandemia che a Copertino ha cancellato i colori e il calore dell’ultimo Natale. Intanto l’area si popola.

Più di mille contagi

Copertino ha 1.086 positivi al covidseconda solo a Lecce con 2.578, ma è prima in termini percentuali con un tasso del 45,9 ogni mille abitanti.
I cittadini arrivano alla spicciolata nel parcheggio dello stadio “Guido Vantaggiato”, prenotazione in pugno, per non mancare il via alle operazioni per il test molecolare antiCovid che potrà sancire la negativizzazione dal virus o il prolungarsi dell’isolamento in casa. Un’espressione di ansia e preoccupazione si staglia sul viso dei presenti. Le auto intanto continuano ad aumentare, la coda cresce e dall’area dello stadio si sposta anche su via Lecce. Protezione civile e polizia locale provano a mettere ordine. Dalle 8 poi il “drive through”, allestito da Asl e Croce Rossa, entra in funzione.

L'apertura del drive through


Le operazioni partono, l’attesa non è molta. Il turno della piccola Francesca arriva poco dopo le 8.30. Tampone fatto e rientro a casa, l’arcobaleno grigio disegnato in auto lascia spazio alla speranza di guarigione. La coda delle auto si muove, pian piano si svuota, a tutti i presenti viene eseguito il tampone.
Alla fine della prima giornata organizzata dall’Asl Lecce e dal Comune i test effettuati saranno circa 200. Intanto il covid in città non arretra, continua a colpire giovani e giovanissimi, e accresce i suoi numeri: sono 1.086, come detto, gli attualmente positivi della quarta ondata, il 5% circa su una popolazione di 24mila abitanti. Dati preoccupanti, soprattutto se paragonati al totale dei positivi da inizio pandemia: poco più di 1.950 cittadini. Ambulatori medici, laboratori d’analisi e farmacie i luoghi presi d’assalto dai cittadini. Il centro abitato di Copertino si presenta diverso dal solito. La vita nell’attività commerciali prosegue, ma il traffico è a rilento, e i parcheggi in piazza Umberto I si trovano facilmente. In giro si vedono soprattutto anziani in bici o a piedi. Alcuni hanno preso posto sulle panchine in attesa dell’amico con cui scambiare una battuta fugace sulla situazione covid. Altri preferiscono radunarsi in piedi tra piazza del Popolo e la colonna di San Sebastiano. Quasi tutti indossano la mascherina. Sono pochi a non rispettare le regole.


«In città i numeri sono arrivati alle stelle – racconta Franco all’amico con cui passeggia – e intere famiglie sono in quarantena. La pandemia purtroppo è tornata a farsi sentire pesantemente. Meglio se restiamo tutti a casa».
Poco distante la scena si ripete. «Siamo vaccinati 3 volte e portiamo sempre la mascherina, speriamo di poter evitare il contagio – ammette Osvaldo -. In città il clima non è sereno, prima in piazza c’era molta più gente, ora invece le presenze sono diminuite. Il virus fa ancora paura». Alle loro spalle una farmacia. Due file in coda di cittadini in attesa. Anche qui tamponi. Scena che si ripete poco distante, in egual modo nelle diverse farmacie della città.
Il borgo antico di Copertino al mattino è quasi del tutto privo di giovani. I locali della movida sono chiusi e riapriranno soltanto a sera, mentre i bar non registrano grandi presenze. «Tra i giovani ora c’è prudenza – ammette Maverik – c’è la consapevolezza che la nuova ondata Covid con variante Omicron è altamente contagiosa e non meno pericolosa. Il timore è diffuso. I commercianti in affanno, con grande responsabilità hanno accettato ancora una volta dei sacrifici, mentre gli anziani hanno limitato le proprie spese allo stretto indispensabile. Ma dobbiamo avere la forza di reagire rispettando le regole. Mi auguro che la città possa al più presto rialzarsi con più slancio e determinazione».

La scuola riparte, ma con la Dad

Intanto in città si diffonde la notizia della decisione del sindaco Sandrina Schito, di posticipare la ripresa delle lezioni scolastiche in presenza di una settimana, e c’è chi come Tonio, non si da pace e accusa di scarsa responsabilità i giovani durante le festività trascorse. «Oggi la piazza è vuota e non ci sono pericoli – sostiene sottovoce l’uomo – ma dopo la pausa di Capodanno, dall’Epifania si è tornati a fare festa e assembramenti in centro. A questo aggiungiamo le contestate feste pubbliche e private svolte sino alla vigilia di Natale. Così facendo i contagi non potevano calare».

Il clima di paura


Tra i basoli antichi quasi del tutto deserti del centro storico il profano lascia spazio al sacro. Un anziano entra nel santuario di San Giuseppe da Copertino, si sanifica le mani, e dopo aver fatto il segno della croce sommessamente rivolge una preghiera al Patrono della città. «Ci affidiamo alla fede per il Santo dei Voli – dice il pensionato – sperando che il virus riduca la sua forza e non colpisca i più piccoli. La paura del contagio è viva in tutte le famiglie». 
Un susseguirsi di emozioni miste a preoccupazione che approdano anche in piazza Castello. Un uomo in bicicletta si affretta a rientrare a casa. La piazza deserta e bagnata dalla pioggia riflette l’antica porta muraria. I passi di un uomo al termine del suo turno di lavoro chiudono il cerchio. «Gli oltre mille contagi registrati – sottolinea Giuseppe - hanno prodotto in città un clima d’ansia. Non è semplice, la sanità ha subito il contraccolpo della nuova ondata e le persone sono preoccupate. Occorre pazienza, rispetto delle regole e le dovute attenzioni – conclude - per superare tutti insieme la pandemia».

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