Alimini, il fuoco non si spegne: chiusa la litoranea e vietato accesso al mare. Vigili del fuoco ancora al lavoro

Alimini, il fuoco non si spegne: chiusa la litoranea e vietato accesso al mare. Vigili del fuoco ancora al lavoro
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Giovedì 22 Luglio 2021, 10:10 - Ultimo aggiornamento: 23 Luglio, 20:33

Impossibile sapere quanti ettari di pineta e macchia mediterranea siano stati ridotti in cenere dal fuoco. Né prevedere quanto ci vorrà a bonificare e mettere in sicurezza l'area intorno ai laghi Alimini, a Otranto, evitando che il fuoco raggiunga le case o le strutture ricettive della zona: prosegue incessante il lavoro dei vigili del fuoco impegnati ormai da quasi due giorni su un vasto incendio che sta distruggendo bosco e macchia mediterranea ad Alimini, in territorio di Otranto, nell'area intorno ai laghi.

I vigili del fuoco del comando provinciale di Lecce e dei vari distaccamenti salentini sono al lavoro da mercoledì. Ieri notte intorno alla mezzanotte il fuoco sembrava ormai domanto, ma alle 3 di questa notte si è reso necessario un nuovo intervento a causa anche del forte vento che continua ad alimentare le fiamme.  A supporto del lavoro dei vigili del fuoco anche un canadair per cercare di domare le fiamme che a causa del forte vento continuano ad alimentarsi e alcuni droni che stanno sorvolando l'area boschiva per individuare altri eventuali focolai. Intanto questa mattina è stata chiusa la litoranea nel tratto Otranto-Frassanito e le forze dell'ordine stanno vietando l'ingresso in spiaggia ai bagnanti.

La causa

Sembra sempre più probabile l'origine dolosa dell'incendio. Sarebbe infatti opera di un piromane l'inferno di fuoco che sta divorando la zona: secondo gli inquirenti i focolai sono numerosi e distanti tra loro.

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Le fiamme

Da oltre 24 ore la zona di Alimini Nord, vicino l’ex Country Club, nei pressi del percorso benessere del Comune di Otranto continua a bruciare. L’incendio, scoppiato alle 18 circa di mercoledì, sta impegnando vigili del fuoco, Arif e Protezione civile da 24 ore. In oltre 20 ore di intervento sono state impiegate 14 squadre antincendio tra vigili del fuoco, volontari di Protezione civile e Arif. L’altro ieri sera, su richiesta del direttore delle operazioni di spegnimento dei vigili del Fuoco, sono stati attivati due piloti Apr del 1º Stormo Droni del coordinamento provinciale, con aereomobili dotati di termocamere tali da individuare i focolai all’interno della pineta che lambisce i due laghi. 

 

L’impiego degli Apr è stato fondamentale per l’individuazione dei punti di intervento in un’area boscata molto fitta e difficile da raggiungere con squadre a piedi. Attualmente sono ancora in corso le operazioni di bonifica. Si tratta di un incendio anomalo: si spegne e riparte continuamente ad intervalli, in alcuni casi di ore.

Il fuoco infatti continua con braci al di sotto del fogliame e si riaccende ad ogni cambio di intensità del vento. Una situazione difficile perché l’area non ha vie di penetrazione e non permette l’accesso ai mezzi. L’intervento di un Canadair non avrebbe effetto, poiché non sono gli alberi a bruciare ma il sottobosco che è a terra, quindi le chiome degli alberi fermerebbero l’acqua che giungerebbe sul suolo nebulizzata. Per questo motivo i vigili del fuoco e l’Arif hanno inserito nei luoghi in cui si accendono i focolai una serie di manichette dell’acqua che, innaffiando il sottosuolo, spengono i focolai ed impediscono che gli stessi si riaccendano.

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