Cortocircuito, scoppia l'incendio a Borgo Mezzanone. Distrutte 20 baracche. Cgil: «Ci sono i fondi per chiudere il ghetto»

Cortocircuito, scoppia l'incendio a Borgo Mezzanone. Distrutte 20 baracche. Cgil: «Ci sono i fondi per chiudere il ghetto»
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 11 Maggio 2022, 10:16 - Ultimo aggiornamento: 13:25

Sono una ventina le baracche che si trovano all'interno dell'insediamento abusivo di Borgo Mezzanone (Foggia) distrutte in un incendio di natura accidentale divampato alle prime luci dell'alba di oggi. Nessun migrante è rimasto ferito o intossicato. A quanto si apprende, il rogo sarebbe partito da un cortocircuito.

Salvi per miracolo

Le fiamme si sono poi propagate velocemente coinvolgendo anche vicini cumuli di rifiuti accatastati in zona. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno provveduto a domare il rogo e a mettere in sicurezza l'intera area. Attualmente sono in corso operazioni di bonifica. Non è la prima volta che divampano incendi al "ghetto" di Borgo Mezzanone dove risiedono circa 1.500 migranti impiegati nei campi agricoli del tavoliere.

Leggi anche: Cerca di difendere la figlia dai bulli: calci e pugni nella movida

L'intervento della Cgil

«L'ennesimo incendio di baracche nell'insediamento informale sull'ex pista di Borgo Mezzanone, che fortunatamente non ha provocato vittime come accaduto in episodi anche recenti, dimostra la necessità di accelerare le azioni propedeutiche al suo superamento grazie alle risorse individuate all'interno del Pnrr». Lo affermano i Segretari Generali di Cgil Puglia, Pino Gesmundo, e Flai Cgil Puglia, Antonio Gagliardi, commentando l'evento di natura accidentale che ha distrutto oltre venti baracche e che avrebbe potuto causare l'ennesima tragedia. «Riaffermiamo così come abbiamo fatto meno di un mese fa nel corso della conferenza stampa tenuta proprio sull'ex pista, che oggi ci sono le risorse - oltre 50 milioni nel caso di Borgo Mezzanone - per chiudere definitivamente un ghetto che non ha nulla di sicuro e di salubre, garantendo degna accoglienza alle migliaia di lavoratori che contribuiscono alla ricchezza in primis del settore agricolo pugliese. Vale per l'area che ricade nel Comune di Manfredonia come per Torre Antonacci nell'agro di San Severo o gli insediamenti di Cerignola, di Turi, di Brindisi o Bisceglie. Non si tratta di rendere questi luoghi più belli ma di cancellarli dalle mappe». «Mezzanone - affermano - è il target cui sono state destinate la metà delle risorse complessive indirizzate dal Ministero del Lavoro per il superamento di questi insediamenti, coordinando le misure già previste dalla Regione Puglia anche sul versante dell'intermediazione pubblica di manodopera per favorire l'incontro tra domande e offerta, e rendere legale il trasporto dei lavoratori». «Chiediamo pertanto alla Regione Puglia di convocare con urgenza un incontro per avviare un percorso di confronto con tutti i soggetti interessati rispetto alle iniziative e alle progettualità da mettere in campo, nell'ottica di una vera integrazione nel tessuto sociale dei nostri territori di migliaia di uomini e donne costretti a condizioni di vita non sostenibili».

© RIPRODUZIONE RISERVATA