Pesca, si rischia l'estinzione: l'allarme del comparto alla Regione Puglia

Lunedì 15 Marzo 2021

Il grido d'allarme lo lancia il comparto regionale della pesca dopo l'incremento del fermo dovuto a disposizioni sovranazionali. A rischio le attività per circa 700 imbarcazioni che svolgono attività di pesca professionale in Puglia.

Si tratta delle imbarcazioni che praticano la pesca a strascico «duramente penalizzata dal decreto di pochi giorni fa della Direzione Generale della Pesca e dell'Acquacoltura che, in ottemperanza a disposizioni sovranazionali, ha deciso di aumentare il numero dei giorni di fermo».

Lo denunciano le associazioni Federpesca, Legacoop Dip. Pesca, Fedagripesca, Agci-Agrital, UNCI agroalimentare e Coldiretti Puglia impresapesca, in una lettera inviata all'assessore regionale all'Agricoltura Donato Pentassuglia.

Secondo le nuove disposizioni, al fermo estivo dei 30 giorni (fermo biologico) e alle misure tecniche successive che prevedono la riduzione di due giorni di pesca alla settimana per le 10 settimane successive al fermo, si aggiungono altre 21 giornate di stop all'attività di pesca.

«Una situazione che se fosse confermata - dicono le associazioni - sarebbe economicamente insostenibile e che decreterebbe la fine dell'attività per la quasi totalità delle imbarcazioni che praticano la pesca a strascico in Puglia». Nella nota, le associazioni chiedono all'assessore, anche in qualità di Coordinatore Nazionale di Assessori all'Agricoltura e alla pesca, «un immediato e quanto mai urgente intervento che passi anche dalla stesura di un piano strategico per l'acquacoltura, in grado di rilanciare il settore ormai allo stremo e di dare ai pescatori pugliesi nuove prospettive di lavoro e di reddito».

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