Rete di monitoraggio Versalis Brindisi, Rossi rivendica: «Merito nostro»

La torcia di sicurezza dello stabilimento Versalis di Brindisi
La torcia di sicurezza dello stabilimento Versalis di Brindisi
di Francesco RIBEZZO PICCININ
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Mercoledì 12 Gennaio 2022, 05:00

Senza la battaglia portata avanti dal Comune, probabilmente non si sarebbe arrivati all’accordo per la nuova rete di monitoraggio all’interno del petrolchimico. A chiarirlo, dopo che nei giorni scorsi, a seguito della chiusura del contenzioso di fronte al Tar a causa della sopraggiunta carenza d’interesse, i sindacati avevano parlato di contrapposizione controproducente, è il sindaco Riccardo Rossi. Che, al contrario, rivendica un risultato mai ottenuto negli anni e nei decenni passati.

La ricostruzione

«Le cose - esordisce il primo cittadino - non stanno proprio come riportato in alcune dichiarazioni. Riassumendo, direi che tutto è partito da quella famosa ordinanza di chiusura». Il riferimento è al provvedimento con il quale, a maggio del 2020, dopo che la città era stata invasa da un odore acre e l’aria si era fatta irrespirabile, Rossi aveva intimato a Versalis lo stop degli impianti. «Da lì - spiega - è partito il ragionamento all’interno del riesame Aia, nel quale chiedevamo l’implementazione di una rete di monitoraggio adeguata, per poter stabilire i livelli di inquinamento eventualmente prodotti nelle varie fasi, in particolare durante l’accensione delle torce. Quella richiesta non fu accolta all’interno dell’Aia e si rimandò tutto ad un indefinito accordo da raggiungere successivamente».

Il contenzioso

Proprio per questo motivo il Comune, il 4 luglio scorso, ha presentato ricorso al Tar contro il decreto del ministero della Transizione ecologica. E proprio per dimostrare l’importanza di quel ricorso, il sindaco fa riferimento ad una serie di date. «L’udienza di fronte al Tar - ricostruisce - fu fissata al 14 dicembre. Nel frattempo, però, dopo il deposito del ricorso si sono avviati tutti i tavoli con Versalis, coordinati da Ispra e con il supporto tecnico di Arpa, in funzione della nostra richiesta ed in vista dell’udienza sull’impugnativa all’Aia. Nel frattempo, non abbiamo ricevuto aggiornamenti sull’iter da Arpa. L’ultimo dei quali e fine ottobre, nel quale ci informavano della valutazione sulla parte metodologica relativa ai modelli diffusivi e sull’implementazione della rete, con tutti i vari inquinanti da monitorare. Proprio sulla base di questo, il 14 dicembre, con una nota di pochi giorni prima, Versalis sottolinea che c’era solo da arrivare alla parte finale ma che il lavoro era in fase molto avanzata, avendo definito tutto quello che c’era da definire. Quindi nessuna improcedibilità: semplicemente era venuto a mancare il presupposto dell’assenza della rete di monitoraggio pubblica perché i lavori erano in fase avanzata. Questo ha fatto venire meno il motivo del ricorso».

Il risultato

In poche parole, sintetizza il sindaco, senza tutto il ragionamento partito dall’ordinanza, senza le prescrizioni all’interno del riesame e senza il ricorso, non si sarebbe arrivati all’attivazione di un tavolo tecnico per la definizione della rete. Certo, ora manca la parte finale e l’iter non si è ancora concluso. Ma il lavoro fatto è all’80 per cento. Ora bisogna chiudere e ratificare il tutto, per cui noi seguiamo ancora la vicenda. Ma questo è comunque, per noi, già un risultato molto importante perché a brevissimo sarà sancita una rete di monitoraggio molto complessa, che tiene conto di ben precisi modelli di dispersione degli inquinanti e che è molto solida anche dal punto di vista della implementazione delle centraline e degli inquinanti da monitorare, compresi quelli non metanici. Un risultato importante raggiunto da questa amministrazione, a prescindere da chi dice che la battaglia si è rivelata inefficace. Ma forse queste persone non hanno ben compreso che è successo grazie all’azione del Comune, che ha portato ad un serio studio e, a brevissimo, alla realizzazione di questa importante rete che salvaguarderà innanzitutto la salute dei lavoratori, monitorando in maniera puntuale ed attenta le ricadute ambientali all’interno dello stabilimento e poi anche all’esterno. Ed in questo, lo ribadisco, la nostra istanza sul riesame Aia si è rivelata assolutamente decisiva per produrre questi risultati».

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