Festa del Casale e clan, il Riesame conferma gli arresti. Di Lauro e Carrisi sono accusati di tentata estorsione aggravata dall’agevolazione della Scu

Festa del Casale e clan, il Riesame conferma gli arresti. Di Lauro e Carrisi sono accusati di tentata estorsione aggravata dall’agevolazione della Scu
di Erasmo MARINAZZO
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Sabato 1 Ottobre 2022, 22:20

Restano in carcere Gennaro Di Lauro e Cosimo Carrisi, 43 e 45 anni, di Brindisi, arrestati un mese fa con l’accusa di avere cercato di estorcere la gestione della festa dell’Ave Maris Stella del quartiere Casale e, in subordine, di avere chiesto il versamento di diecimila euro per farsi da parte. Il Tribunale del Riesame di Lecce (presidente Giovanni Gallo, a latere Anna Paola Capano ed Antonio Gatto) ha respinto la richiesta degli avvocati difensori Gianvito Lillo e Cinzia Cavallo di annullare l’ordinanza di custodia cautelare della giudice per le indagini preliminari, Giulia Proto, che contesta loro l’ipotesi di reato di tentata estorsione aggravata dall’agevolazione del clan mafioso Cannalire.

Cosa è successo


Un collegio di giudici, dunque, ha avallato la ricostruzione dell’inchiesta condotta dal pubblico ministero della Direzione distrettuale della Procura di Lecce, Carmen Ruggiero, e dei poliziotti della Squadra mobile, per ragioni che saranno rese note con le motivazioni attese nei prossimi 45 giorni, e che terranno anche conto della mole di intercettazioni registrate nei pochi giorni che seguirono dall’avvio delle indagini allo svolgimento della festa nei primi giorni del mese scorso. Gran parte di queste contenenti minacce, anche di morte, riferimenti a esponenti di spicco della criminalità locale, i cosiddetti “capizzuni”, ed anche le dichiarazioni dirette ed indirette di Lauro di avere organizzato lui la festa dell’Ave Maris Stella fino allo stop imposto dal Covid.


Con quali autorizzazioni? Su questo fronte l’inchiesta sta valutando anche se e quale ruolo potrebbe avere avuto l’amministrazione comunale per quell’evento ma anche per il meeting politico dei fuoriusciti della sinistra tenutosi nel parco Maniglio di Bozzano il 10 settembre che ha scatenato uno scambio di accuse fra partecipanti ed organizzatori, una volta appurato che la gestione fosse stata curata da Di Lauro.


«Levati di mezzo, mi hai rotto il c..., sennò di devo fare un buco in fronte, adesso che ti vedo ti devo scannare», il messaggio arrivato sullo smartphone del giovane organizzatore della festa del casale ed attribuito a Di Lauro. Dello stesso tono la comunicazione telefonica che l’inchiesta indica sia stata fatta da Carrisi che tuttavia nel corso dell’interrogatorio di garanzia ha sostenuto di non avere avuto nulla a che fare con questa vicenda ma di essere stato messo in mezzo senza una ragione fondata: «Compare, ti sto avvisando. Levati tutto, tutti i tuoi parenti si sono levati di mezzo, dove ti incontro ti incontro la capo te la devo tirare che sei un infame di m...Ti devo mandare all’ospedale, ti devo fa fare 20 giorni di ospedale. Se fino ad adesso mi sono comportato bene adesso ti devo uccidere Proprio. Diecimila euro della festa mia mi devi dare. Ti sto avvisando».
Nessuna certezza definitiva sulle responsabilità di Di Lauro e di Carrisi, la verità è demandata all’ultimo grado di giudizio.
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