Bari, lunedì il bando del Demanio per la realizzazione della cittadella della giustizia. Invito corale: «Ora rispettate i tempi»

L'area su cui sorgerà la Cittadella della Giustizia
L'area su cui sorgerà la Cittadella della Giustizia
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Sabato 5 Febbraio 2022, 14:13

Il desiderio di tutti, magistrati, avvocati, amministrativi che lavorano nei palazzi della giustizia a Bari, ma anche desiderio dei baresi è far sì che al più presto venga realizzato il Parco della Giustizia nell'area delle cosiddette casermette. Atteso da decenni questa volta pare si faccia sul serio.

L'incontro con i  magistrati baresi

Le critiche sollevate dal sottosegretario alla Giustizia Francesco Paolo Sisto nei confronti del Demanio, nel giorno dell'inaugurazione dell'anno giudiziario, ormai sono acqua passata. Sisto nel tardo pomeriggio di ieri ha tenuto una video-call con i magistrati baresi proprio per illustrare i prossimi passaggi previsti dal cronoprogramma.
«È stata una riunione informale ma informativa con i magistrati per metterli immediatamente al corrente di quanto si sta facendo. Ma è soprattutto un metodo nuovo che mostra quanto il ministero della Giustizia sia vicino ai magistrati e a quanti operano nel settore. Uno strumento di comunicazione sottolinea Sisto che ho condiviso con l'Anm e il suo presidente Diella. Un Ministero quindi non lontano dai territori, un'operazione di trasparenza e di sinergia». Ai magistrati Sisto ha ribadito alcune date del cronoprogramma.

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Le tappe

«Il 13 giugno: pubblicazione della graduatoria provvisoria; il 28 di giugno è la data fissata per la proclamazione del vincitore». Una volta conosciuto il nome del progettista e relativo progetto di fattibilità tecnico-economica (pfte) dell'intero complesso, si dovrà procedere all'approvazione del progetto definitivo del primo lotto (tribunale penale e procura) e questo avverrà entro novembre 2022. Il progetto di fattibilità non riguarderà solo il primo lotto ma l'intero complesso costituito da 6 lotti. La progettazione è unica per l'intera opera. Terminata a novembre questa fase si passerà alla fase 2 e cioè l'appalto integrato per la progettazione esecutiva e l'esecuzione dei lavori del primo lotto, tribunale penale con procura e realizzazione del Parco. Il termine di consegna è fissato per il 30 giugno 2025, con l'impegno della massima accelerazione per ridurre quanto più possibile gli ultimi 6 mesi.

«Ora dice il sottosegretario - dobbiamo solo rispettare i tempi, dicembre 2024 o primi mesi del 2025. Dobbiamo essere attenti a che quei tempi vengano rispettati». Intanto sempre sul fronte dell'edilizia giudiziaria Sisto riferisce che a febbraio ci sarà l'ispezione da parte del Demanio della torre 2 per definire la congruità del canone di locazione e quindi consentire la stipulazione del contratto. Ciò significa che si potrà presto procedere al trasferimento di parte degli uffici, ora tutti nella prima torre. Ma torniamo al Parco della Giustizia e pubblicazione del bando.

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«Diciamo che me lo aspettavo, riponendo grande fiducia in tutti coloro che stanno lavorando alla realizzazione del Parco della Giustizia di Bari dichiara il presidente della Corte d'appello di Bari, Francesco Cassano credo che il problema vero sia quello della data di consegna finale, come si gestiscono può essere considerata una variabile». Due giorni fa l'Agenzia aveva annunciato che la pubblicazione del bando di gara per la progettazione avverrà lunedì sul sito dell'Agenzia del Demanio. «Il cronoprogramma che noi speravamo inizialmente fosse più accelerato, ora speriamo sia rispettato. È inutile fare critiche o ostruzionismo sul cronoprogramma sostiene il presidente dell'Ordine degli avvocati di Bari, Giovanni Stefanì - purché sia quello e che non venga ulteriormente ritardato. Andiamo avanti». Certo da lunedì 7 febbraio quando verrà pubblicato il bando al 28 giugno giorno in cui si proclamerà il vincitore e si conoscerà il relativo progetto passano più di 4 mesi. «Quelli sono i tempi tecnici purtroppo risponde Stefanì - nel momento in cui decidi di procedere in quel modo dovrai sottostare ai tempi di quelle procedure. È inevitabile». È una notizia che comunque non rincuora gli avvocati. «I colleghi che avevano recuperato un po' di fiducia ora sono di nuovo piuttosto scettici dato che si trovano di fronte a procedure burocratiche. E' chiaro che sperano che si acceleri e si vada avanti».


A questo punto la presenza al tavolo tecnico istituzionale che monitorerà gli sviluppi progettuali e realizzativi con riunioni periodiche, sarebbe opportuna? «Non siamo stati contemplati nel tavolo. Noi ci fidiamo del presidente Cassano, avremmo apprezzato il coinvolgimento dell'avvocatura al tavolo. Ci fidiamo e ci affidiamo al presidente Cassano ma non sarebbe stato male coinvolgere l'avvocatura dato che è un soggetto importante. Ce lo aspettavamo un coinvolgimento», spiega Stefanì.
B.Sta.
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