Thailandia, bombe in resort: due italiani feriti. Altre esplosioni nella notte: 4 morti

Thailandia, bombe in resort: due italiani feriti. Altre esplosioni nella notte: 4 morti
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Venerdì 12 Agosto 2016, 08:13 - Ultimo aggiornamento: 13 Agosto, 18:12

Almeno quattro persone sono morte e una quarantina sono rimaste ferite - tra cui due italiani - in Thailandia in una decina di esplosioni che tra ieri e stamattina hanno colpito cinque località costiere nel sud del Paese, tra cui le mete turistiche di Hua Hin e Phuket. Gli attacchi, che non sono stati rivendicati, appaiono chiaramente coordinati.

La Farnesina conferma che nelle esplosioni di due bombe nel resort a Hau Hin sono rimasti feriti due italiani, entrambi fuori pericolo di vita.
I due feriti sarebbero un ragazzo di 21 anni, Lorenzo Minuti, e un uomo di 51 anni, Andrea Tazzioli. Il primo è stato curato in pronto soccorso per ferite minori e dimesso già ieri sera, mentre il secondo, colpito alla schiena da una scheggia, è stato operato d'urgenza e sta ora riposando nella sua camera d'ospedale; le sue condizioni non desterebbero comunque preoccupazione. La doppia esplosione, avvenuta in una via nota per il suo mercatino turistico - non è stata ancora rivendicata. Tra le varie ipotesi c'è quella del separatismo islamico del sud, ma un'altra possibilità è quella di un atto politico: domenica scorsa il Paese ha approvato una controversa Costituzione via referendum e oggi si festeggia l'84/mo compleanno della regina Sirikit. Altri media thailandesi ipotizzano invece una più semplice disputa locale.

RAFFICA DI ESPLOSIONI Dopo la doppia esplosione che ha colpito la meta turistica di Hua Hin Almeno cinque nuove bombe sono esplosenella notte  in tre località costiere in Thailandia. Lo riportano i media thailandesi, sottolineando l'evidente coordinamento tra gli attacchi e parlando di almeno un morto.

Poco dopo le 8 a Surat Thani due bombe sono esplose vicino a due stazioni di polizia, uccidendo una persona poco dopo una cerimonia in onore del compleanno della regina Sirikit. Di nuovo a Hua Hin un'esplosione si è verificata vicino alla centralissima torre dell'orologio, presso uno degli incroci più' frequentati dai turisti: i media locali parlano di almeno tre feriti. Altre due esplosioni sono state riportate vicino a un chiosco della polizia a Phuket, nella popolare spiaggia di Patong, con almeno un ferito. Alla luce di tale serie di attacchi, che fanno pensare a una strategia coordinata, va aggiunta alla lista delle esplosioni anche quella verificatasi ieri pomeriggio all'esterno di un mercato a Trang (sud), che ha provocato un morto e cinque feriti.

Per le autorità thailandesi, la serie di esplosioni che ha colpito il Paese da ieri sera «non è terrorismo, bensì sabotaggio locale». Lo ha dichiarato in un discorso in tv il vice capo della polizia Kritsana Phatthanacharoen, esortando i turisti a fare attenzione e a riportare qualsiasi episodio sospetto. In mancanza di rivendicazioni, il leader della giunta militare Prayuth Chan-ocha ha invece indirettamente puntato il dito contro il campo politico avverso, collegando le esplosioni al referendum di domenica scorsa col quale è stata approvata una controversa Costituzione voluta dalla giunta. «Chi non vuole che la Thailandia progredisca?», ha dichiarato Prayuth, con un evidente riferimento alla dissidenza legata all'ex premier Thaksin Shinawatra. Anche nel caso dell'attentato contro il santuario a Erawan un anno fa, che causò 20 morti, le autorità di Bangkok cercarono in tutti i modi di evitare la parola «terrorismo». Nel Paese, che quest'anno registrerà oltre 30 milioni di arrivi di stranieri, il settore turistico contribuisce al 10 per cento del Pil. 

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