La richiesta di fondi rimane senza risposta: Ocean race a Genova

Martedì 24 Settembre 2019

La finish line della Ocean race sbarca a Genova. Dopo che Taranto, che pure si era fatta avanti per la manifestazione, ha dovuto rinunciare alla candidatura. Anche perchè il capoluogo ligure ha potuto contare su sponde di privati che invece, in riva allo Jonio sono mancate. Queste, in sintesi, le spiegazioni giunte da Palazzo di Città dopo l'aggiudicazione dell'evento a Genova.

«Il Comune di Taranto - fa sapere il direttore generale Ciro Imperio - ha rinunciato alla possibilità di ospitare la finish line dell'evento. L'Istituto per il Credito Sportivo, ente cui il Comune si era affidato per il finanziamento della manifestazione a tutt'oggi, non ha assunto determinazioni per la concessione del prestito necessario per finanziare i costi dell' investimento». Di qui la scelta di gettare la spugna nonostante l'attività preliminare messa in campo per la candidatura della città dei due mari.

Giochi del Mediterraneo, una grande occasione: il mondo vedrà chi siamo

Giochi del Mediterraneo, è fatta: assegnata a Taranto l'edizione 2026

Campioni senza casa, lo sport che emigra

«A fronte di un complessivo costo di sviluppo di poco più di venti milioni di euro, da ripartire dal 2019 al 2026 - continua il direttore generale - il territorio avrebbe beneficiato di un ritorno economico, stimato in cifre multiple rispetto alle spese di investimento. La programmazione della spesa, proposta dall'Amministrazione e approvata all'unanimità in Consiglio Comunale, prevedeva la copertura finanziaria con un mutuo dedicato».
La richiesta di finanziamento, quindi, è stata inoltrata, ma dopo una lunga ed articolata istruttoria, il Credito Sportivo, al momento, non ha deliberato la concessione del prestito.
«Vedendo seriamente compromessa la possibilità di finanziamento, il Comune - insiste il direttore generale - non si è sottratto ad una richiesta di parere alla Corte dei Conti, pur nella consapevolezza del rischio di inammissibilità, ritenendo che fosse l'ultima residua possibilità per convincere l'Ente a concedere il finanziamento. Il Comune, quindi, ha proceduto a richiedere parere, al fine di ottenere riscontro alla bontà delle procedure eseguite finalizzate all'ottenimento del prestito. La mancata decisione di concedere il mutuo , richiesto con atti validi, efficaci e mai impugnati da alcuno, ha di fatto messo fuori gioco Taranto». Ad ogni buon conto l'amministrazione intende chiedere l'accesso agli atti per valutare eventuali azioni.

«Genova vince questa sfida - commenta il sindaco Melucci - non solo per motivi legati alla qualità della proposta, ma soprattutto per l'apporto importante ricevuto da soggetti privati, che inevitabilmente finiscono per semplificare un percorso burocratico altrimenti tortuoso. Il Comune di Taranto ha, invece, dovuto affrontare questa sfida ciclopica con le sue sole forze. Resta perciò il rammarico di non aver trovato nei grandi operatori locali analogo interesse e sostegno. Ad oggi bisogna registrare una loro scarsa sensibilità verso una crescita alternativa della città, verso la sua progressiva emancipazione dall'industria inquinante».

© RIPRODUZIONE RISERVATA