Campioni senza casa, lo sport che emigra

Mercoledì 31 Luglio 2019 di Francesco CIURA
Un argento che vale platino. Soprattutto perché conseguito in contesti decisamente ostili allo sport. Poche sono le strutture, non solo a Taranto ma su gran parte del territorio regionale, e spesso inadeguate per coltivare e far emergere i talenti.
Il caso di Benedetta Pilato è solo l'ultimo in ordine di tempo e per la stragrande maggioranza dei casi riguarda le donne. Tre nomi, Vinci, Palmisano, Semeraro, a cui si unisce la giovanissima studentessa che con il suo talento ha stupito il mondo.

Taranto nel tennis, nell'atletica e nel nuoto fa flop. Solo il basket, dopo il primo tricolore conquistato dal Cras, riuscì dopo oltre trent'anni a trovare una casa con la costruzione del PalaMazzola, divenuto in poco tempo tempio della pallacanestro in rosa. Eccellenze che nate in riva allo Jonio non hanno mai potuto esaltare fino in fondo la città natale.
Roberta Vinci - campionessa tarantina di tennis - emigra a Palermo, Antonella Palmisano, campionessa mondiale della marcia (quarta alle Olimpiadi di Rio) da Mottola, si allena a Castelporziano, e  una delle più promettenti astiste italiane, Francesca Semeraro da Taranto, già in possesso di diversi record italiani e numerosi titoli di categoria, si allena come Benny Pilato nel barese.

Nel 2016 la Semeraro che si rese promotrice di una iniziativa di denuncia sul degrado in cui versavano alcune strutture in città non usò mezzi termini. Da allora qualcosa si è mosso, ma non al punto da poter garantire né l'accoglienza degli atleti né la loro sicurezza.
Stessa storia per Andrea Greco migliore triplista italiano, quarto alle Olimpiadi di Londra 2012 che si allenava in strutture di fortuna fino a quando, com'egli raccontò, un medico affermato fece nascere un comitato spontaneo che con una raccolta fondi portò alla costruzione di una palestra. Storie di degrado che accomunano tante piazze pugliesi nelle discipline sportive più disparate.

A Brindisi, a fronte dell'eccellenza cestistica locale, manca un palazzetto capace di contenere un numero di spettatori adeguato agli eventi; a Francavilla ancora aspettano uno stadio per far disputare in sicurezza la serie C.
E sempre in tema calcistico, il Taranto, con un passato importante, pur scivolato in serie D, ancora attende di potersi allenare nello stadio in cui gioca. E poi c'è il Lecce, punta di diamante del calcio regionale, che disputerà la prossima stagione in serie A in uno stadio ormai vetusto e non più rispondente ai canoni della contemporaneità.
Se da un lato la scuola propone di implementare la pratica dall'altro, sul piano delle opere infrastrutturali dei singoli comuni, gli investimenti restano esigui.
Intanto un segnale arriva dalla Regione Puglia.

Nella seduta dello scorso 23 luglio la Giunta regionale ha dato mandato al Dirigente della Sezione Promozione della Salute e del Benessere di procedere alla predisposizione ed all'adozione di apposito Avviso pubblico, volto a favorire la realizzazione di interventi volti al potenziamento del patrimonio impiantistico sportivo. L'importo concedibile c'è scritto in una nota - prevede contributi sotto forma di sovvenzioni in conto impianti in misura non superiore all'80% della spesa ammissibile per un'agevolazione massima concedibile pari a 100.000 euro. © RIPRODUZIONE RISERVATA