Giacomazzi, il Lecce e la serie A: «Baroni-Lucioni-Coda, tris vincente»

Giacomazzi, il Lecce e la serie A: «Baroni-Lucioni-Coda, tris vincente»
di Antonio IMPERIALE
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Giovedì 28 Aprile 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 12:43

Non aveva la fascia di capitano, quella domenica del 23 maggio 2010, a Vicenza, Guillermo Giacomazzi. Visse da squalificato, insieme con Corvia, in tribuna, la penultima giornata di quel campionato interminabile, 42 partite, delle quali l’uruguaiano ne giocò quaranta. Finì 0-0, dopo l’inopinata sconfitta interna della settimana precedente con il Cesena. E fu un pareggio d’oro, anche se rinviò di una settimana la certezza matematica della promozione. Quel Vicenza cercava un punto sicurezza. Bastò un altro 0-0 il 30 di maggio, al Via del Mare contro il Sassuolo che già pensava ai play off. Ed il Lecce vinse il campionato da primo in classifica con Gigi De Canio in panchina. Il Lecce alzò al cielo per la prima volta la Coppa delle Ali della Vittoria. E Lecce impazzì di gioia. 

Il Lecce di Baroni e Lucioni va a giocarsi la penultima partita ancora a Vicenza, respirando a pieni polmoni aria di serie A, con la possibilità di cingersi la testa, per la seconda volta nella storia, con la corona di regina assoluta di questo straordinario campionato. «Mi toccò soffrire e tifare - ricorda Giacomazzi -. Fu una partita tosta, contratta. Non vedevo l’ora, alla fine, di correre ad abbracciare i compagni che avevo lasciato da soli».

Quel Lecce conquistò 75 punti in 42 giornate. Ha visto il Lecce al Via del Mare nel giorno della Festa della Liberazione, Giacomazzi, che adesso è nello staff tecnico della Nazionale maltese: «Vivo questa bella esperienza da due anni, la trovo molto interessante, frequento corsi che mi servono per completarmi, perché nella vita c’è sempre tanto da imparare, è utile cimentarsi con realtà diverse». Gli è piaciuto molto il Lecce che ha fatto impazzire i venticinquemila del Via del Mare, lunedì scorso. «E’ stata una partita dove contava poco la strategia, anche se è un discorso sempre molto importante, ma prima di tutto contava la mentalità, contava l’approccio ed il Lecce ha vinto alla grande dal punto di vista mentale e sotto l’aspetto fisico. Ha vinto dimostrando straordinaria compattezza, ha vinto con un centrocampo fortissimo, di gamba, capace di cercare il risultato e di gestirlo. Ho visto il Lecce con un’anima grande».

Un Lecce di uomini veri, con un asse-chiave, l’asse Baroni-Lucioni, l’allenatore, il capitano, in comune una storia da leader difensivi, in comune tratti della personalità, una sorta di forza in più Baroni dalla panchina, Lucioni in campo, da capitano autorevole. Giacomazzi, portato giovanissimo in Italia da Corvino insieme a Chevanton, un doppio colpo che fa pensare ai tanti messi a segno in quest’ultima gestione, dal Leo di Vernole, ha lasciato impronte profonde da storica ”bandiera” giallorossa. «L’asse Baroni-Lucioni è indubbiamente determinante per la personalità che dimostra in campo, questo Lecce -dice-. Fra i pilastri che stanno trascinando la squadra verso il ritorno in serie A, a me piace aggiungere Coda». E da ex capitano, ti spiega: «Sono uomini che in un momento o nell’altro sanno sorridere, creare coesione. Sono contento che Lucioni abbia trovato il gol che ha sbloccato la partita, lunedì scorso, un premio ad un’annata favolosa, un premio meritato, con un gol e che ha creato le premesse per questo grande finale che passa da Vicenza, come accadde per noi, magari regalandosi già un sabato storico in terra veneta e comunque facendo impazzire di gioia la città di Lecce sull’ultimo atto, come accadde per noi».

Sta per tornare in A, il Lecce, con un anno di ritardo. «Lo meritava già l’anno scorso, quando è mancato incredibilmente il botto finale, la forza per raccogliere quanto aveva seminato in un anno -dice Giacomazzi- .Questo Lecce ha avuto sempre più rabbia, più aggressività, ha contato sulla conferma di un grande Coda, al quale si è aggiunto uno straordinario Strefezza. Quando hai due attaccanti che da soli segnano 33 gol sei inevitabilmente sulla strada giusta. E qui Baroni ha meriti altissimi per aver saputo esaltare le potenzialità ancora inespresse da Strefezza, che da uomo assist, da bravo esterno, sul quale però si avanzavano riserve nella fase realizzativa, è diventato uomo-gol decisivo. Ha acquisito autostima, grazie alla considerazione dei compagni ed alla fiducia dell’allenatore». A questo Lecce non è mancato niente, secondo capitan Giacomazzi. «Corvino si appresta a vincere ancora un’altra volta. Mi piace sottolineare il ruolo del presidente Saverio Sticchi Damiani: non ha sbagliato un colpo, ha saputo mediare nei momenti delicati, mandare i messaggi giusti alla squadra ed all’ambiente, gestire le situazioni semplici e quelle più delicate». Vicenza-Lecce come dodici anni fa, il Vicenza che deve salvarsi il Lecce che ha fretta di andare in A. «I risultati dell’ultima giornata ci hanno spianato la strada, hanno anche insegnato che i rischi non mancano mai. Il Lecce saprà prendere la partita, che sarà dura anche dal punto di vista ambientale, nel modo giusto. La promozione sarebbe il premio alla squadra più equilibrata».

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