Vacanze, nuove idee per riaprire agli ospiti

Mercoledì 20 Maggio 2020 di Rita DE BERNART
Una crisi epocale. Il turismo è tra i settori più pesantemente colpiti dalla pandemia. Il coro unanime degli operatori dell’intera filiera parla di una recessione dalla quale sarà difficile uscire in poco tempo: il crollo di fatturato per il 2020 sfiorerà per alcune categorie l’80%. La stagione 2020, dati alla mano, è compromessa e per molti si presenta a zero redditività. Alberghi, ristoranti, bar, campeggi, villaggi, bed and breakfast, masserie, resort, spiagge. Ma anche guide turistiche, case vacanza e alloggi per vacanze, dimenticati dai decreti, agenzie e tour operator. Qual è, allora, il futuro del turismo inPuglia? La risposta viaggia su due binari. Quello degli effetti e delle soluzioni a breve scadenza e quello dei progetti a lungo termine.

Obiettivo dichiarato da tutti, Regione, Assessorato al turismo e imprenditori, è non smarrire quanto raccolto finora e cercare di ripartire al più presto dai valori in crescita costante degli ultimi anni, per non restare indietro ai competitors che nel frattempo si stanno attrezzando. Ma anche ripensarsi e reinventare un turismo sostenibile a tutti i livelli, più godibile e responsabile. La filiera turistica in Puglia vale oltre il 13 % del Pil regionale, dato a cui si aggiungono anche i risultati del comparto del commercio e dei trasporti che beneficiano in modo sempre più significativo dell’incoming turistico. Valori che inglobano il contributo diretto della spesa dei turisti sull’economia e gli effetti indiretti rappresentati dalle ricadute sugli altri settori delle spese sostenute dal comparto turistico per investimenti o acquisti di materie prime e servizi e il contributo relativo all’occupazione.

Solo in Puglia al 2019 le aziende coinvolte risultano 52mila (il 38% per cento del totale), per 135mila addetti ai lavori impiegati direttamente e indirettamente nella filiera (15,4 % del totale). Altro aspetto che incide positivamente sull’economia territoriale è quello legato poi agli introiti dell’imposta di soggiorno, le cui entrate complessive, per i comuniche la applicano, sonostimateper circa 14milioni di euro. Sventata la possibilitàdiunastagione a turismo zero e accertate lemodalità di ripartenza, le imprese continuano a tenere alta l’attenzione; le preoccupazioni principali riguardano il fattore economico e la necessità di far quadrare i conti e dare una risposta occupazionale alle migliaia di addetti del comparto, in prevalenza stagionali. Le stime parlano di una contrazione del 73% nel primo semestre che arriva ameno il 100% ad aprile e maggio. Il segmento che accusa il colpomaggiore è la ricettività alberghiera ed extra-alberghiera. In Puglia per l’intero anno si stima un crollo del fatturato di meno 707 milioni di euro. Gli aiuti del Governo ci sonoma non sembrano essere abbastanza per assicurare liquidità e quindi la copertura delle spese per rimettere in moto le aziende e condurle fino al termine della stagione. Sul fronte della ricettività l’accordo sulle linee guida approvate nella conferenza stato–regioni ha rassicurato un po’ gli animi; i protocolli stabiliti soddisfano in buona parte le impresema le difficoltà principali riguarderanno icostida sostenere per garantire la sicurezza per gli ospiti e per il personale; stesso discorso per campeggi e villaggi che possono contare su ampi spazi e su piazzole riservate e ampie o singole unità abitative che assicurano l’indipendenza tra gli ospiti e il mantenimento dellacapacità ricettiva.

Anche le spiagge, dopo lo scontro sui centimetri e la minaccia di non aprire i lidi con il rischio di dover ridurre di due terzi gli ombrelloni, hanno trovato un accordo ragionevole che consentirà di lavorare. Più colpiti ilcompartodei resortdi lusso e quello delle Masserie, che vivono grazie all’80% di incoming internazionale. Americani, tedeschi, inglesi, francesi e non solo. Al segmento della vacanza relax si è aggiunto quello del “wedding” e quello del business con eventi, convention, incentivi aziendali ai dipendenti; e il settore delle casa vacanza, alloggi e piccoli bed and breakfast a carattere non imprenditoriale esclusi dai decreti e dalle linee guida. Il turismo della stagione 2020 sarà un turismo in prevalenza di prossimità, pugliese, delle regioni del sud Italia e di quei clienti italiani del nord del paese fidelizzati dalle aziende e che da diversi anni trascorrono in Puglia le vacanze. Le perplessità per l’estate alle porte si fanno ancora più forti con la batosta dei trasporti, tra voli cancellati, treni soppressi o ridotti e un aeroporto, quello di Brindisi, inattivo fino a data da destinarsi. Scelte che ancora una volta penalizzano il nostro territorio. Che fare dunque? Cercare di traghettarsi in salvo chiudendo l’anno senza grosse perdite e lavorare sulla stagione 2021. Per non farsi trovare impreparati. © RIPRODUZIONE RISERVATA