Dosi di vaccino a chi non è in lista? Corsa ai ripari: si preparano gli elenchi “di riserva”

Giovedì 14 Gennaio 2021 di Vincenzo DAMIANI

L'indicazione è quella di creare delle liste di riserva, rispettando sempre le priorità di rischio, in modo da evitare che anche una dose di vaccino anti Covid possa andare persa se qualcuno rinuncia o non si presenta all'appuntamento. La raccomandazione fatta alle Asl e agli ospedali dal dottor Michele Conversano, direttore del dipartimento di Prevenzione dell'Asl di Taranto e coordinatore della Cabina di regia pugliese per l'attuazione del piano di vaccinazione anti Covid, però ha anche una seconda finalità: evitare, come accaduto, che il vaccino venga somministrato a chi, in questa fase 1, non ne ha diritto. La Regione corre ai ripari, dal dipartimento Salute evidenziano che l'inoculazione di dosi Pfizer a persone non in lista è avvenuta in casi molto sporadici e per una serie di coincidenze.

Ad esempio, nel Barese, il sindaco di Noicattaro, Raimondo Innamorato, ha ammesso di essere stato vaccinato lo scorso 6 gennaio ma «soltanto perché chiamato dall'ufficio di prevenzione distrettuale» per «evitare che una dose andasse buttata», in quanto quel giorno alcuni operatori sanitari prenotati non si sarebbero presentati all'appuntamento. Altri casi sono stati segnalati a Brindisi dal presidente dell'Ordine dei medici, nella Bat e anche a Bari (le ultime due Asl hanno negato).


Per evitare imbarazzi e irregolarità, allora è arrivata la raccomandazione alle Asl: creare delle liste di riserva, inserendo solo persone che rientrano tra le categorie che ne hanno diritto ma la cui vaccinazione è prevista nei giorni successivi. «In questa maniera spiega Conversano se dovesse accadere, come pure succede non di rado, che un medico, un infermiere, un operatore socio sanitario quel giorno non si presenta all'appuntamento è possibile contattare rapidamente altre persone. Ovviamente nelle liste di riserva devono essere inserite soltanto persone che rientrano nelle categorie di priorità di rischio».


Insomma, non parenti o amici. Intanto, i gruppi dei Nas stanno portando avanti alcune indagini specifiche per verificare che siano state rispettate, nell'accesso alle vaccinazioni anti-Covid, le priorità previste. I controlli sono partiti, in tutta Italia e anche in Puglia, in genere da segnalazioni di cittadini che si sono visti scavalcati nella lista. Le verifiche dei 38 Gruppi dei Nuclei Antisofisticazione dei carabinieri proseguono nel Paese quotidianamente in tutti i punti vaccinali per accertare le modalità con le quali vengono conservate le dosi e per controllare che tutte le indicazioni per la somministrazione vengano rispettate. Ieri in Puglia sono stati effettuate circa 4.500 vaccinazioni anti Covid, sono salite, così, a poco meno di 49mila le somministrazioni complessive dal 31 dicembre ad oggi. Le dosi Pfizer a disposizione della Puglia in questo momento sono 74.605, quindi circa il 65% dei flaconcini è stato utilizzato. Per quanto riguarda, invece, il vaccino della Moderna, in Puglia non è previsto per adesso l'arrivo della scorta, poche migliaia di dosi potrebbero essere consegnate a fine mese. Il prossimo carico di vaccino Pfizer è previsto per lunedì, dovrebbero essere distribuite circa 30mila dosi, quelle necessarie a completare la fase 1.


Domenica, nel frattempo, inizierà anche il primo ciclo di richiami, la seconda dose sarà inoculata ai primi 505 vaccinati lo scorso 27 dicembre. «La campagna vaccinale in Puglia sta andando molto bene commenta il dottor Conversano anzi abbiamo anche dovuto rallentare un attimo perché conserviamo sempre una scorta pari al 30% dei vaccini a disposizione per essere sicuri di poter fare i richiami senza rischiare di restare senza dosi. Purtroppo l'incertezza è legata alla distribuzione, non avendo certezze sulle consegne abbiamo deciso di essere prudenti». Nonostante tutto, la Puglia ogni giorno riesce a vaccinare circa 5mila persone, però «potremmo anche spingere sull'acceleratore e somministrarne di più, ma al momento meglio non correre», spiega Conversano. «Avessimo tutti i vaccini già a disposizione aggiunge allora sì, non ci sarebbero problemi».

Il responsabile annuncia anche che nella fase 2, oltre agli anziani over 80 anni, «stiamo pensando di vaccinare personale scolastico e forze dell'ordine». «Non vedo l'ora di poter avviare la seconda fase», ammette Conversano. Ma quando si entrerà davvero nel vivo? «Spero nella seconda metà di febbraio di poter passare al territorio, tutto però dipenderà dall'approvvigionamento. Usare il Pfizer sul territorio è complicato, è difficile mantenere la catena del freddo dovendo andare casa per casa, centro vaccinale per centro vaccinale». Le speranze sono riposte in AstraZeneca.

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