Vaccini Covid, i Nas in azione contro i “furbetti” che saltano la coda: almeno 40 somministrazioni fuori lista in una sola provincia

Mercoledì 13 Gennaio 2021 di Roberta GRASSI

I carabinieri del nucleo Antisofisticazione hanno battuto al setaccio molti ospedali in tutt'Italia. Hanno effettuato ispezioni sul rispetto delle liste di priorità nella somministrazione dei vaccini. E lo hanno fatto anche a Brindisi, al Perrino, dove lunedì scorso sono rimasti fino alle 18 a consultare elenchi ed ascoltare persone.
Il compito è quello di accertare se vi siano state violazioni dell'ordine prestabilito nei trattamenti anti-covid. In particolare, verificare se le vaccinazioni abbiano effettivamente riguardato solo le persone inserite negli elenchi dei soggetti prioritari come stabilito dal Piano strategico nazionale, e cioè gli operatori sanitari e sociosanitari, gli ospiti delle Rsa e gli addetti a servizi che prevedono il contatto con i pazienti, e non invece altri soggetti fuori lista come emerso in alcuni casi nelle Asl Barletta-Andria-Trani (Bat), di Brindisi e di Bari. A Brindisi sarebbero stati trovati almeno 40 vaccinati fuori lista, a seguito di un reclutamento fatto anche via chat. A Noicattaro è polemica, invece, sul sindaco Cinquestelle Raimondo Innamorato, che si sarebbe sottoposto al vaccino il 6 gennaio scorso, ma che ha spiegato di averlo fatto perché una dose era stata scongelata e non si trovavano altri volontari.


«I gruppi dei Nas stanno portando avanti alcune indagini specifiche per verificare che siano state rispettate, nell'accesso alle vaccinazioni anti-Covid, le priorità previste. I controlli sono partiti in genere da segnalazioni di cittadini che si sono visti scavalcati nella lista, e in alcuni casi sono state rilevate irregolarità, ma in altri si è trattato di segnalazioni poi rivelatesi prive di fondamento. Comunque, per ora si tratta di pochi casi isolati», hanno fatto sapere, da Roma. I controlli dei 38 gruppi dei nuclei antisofisticazione dei carabinieri proseguono, è precisato, quotidianamente in tutti i punti vaccinali per controllare le modalità con le quali vengono conservate le dosi e per accertare che tutte le indicazioni per la somministrazione vengano rispettate. «Qualsiasi eventuale irregolarità - concludono i Nas - verrà segnalata all'autorità giudiziaria».


Uno dei casi più eclatanti, nel panorama nazionale, è stato proprio quello di Brindisi, dove il presidente dell'ordine dei Medici, Arturo Oliva, ha segnalato presunte anomalie (datate 4 gennaio) con una lettera inviata alla direzione generale dell'Azienda sanitaria locale.
Nell'ambito della collaborazione tra istituzioni che contraddistingue i rapporti tra quest'ordine e la direzione generale Asl, su indicazione di diversi iscritti si leggeva nella missiva si segnalano alcune criticità emerse in questi primi giorni di profilassi vaccinale anti Covid-19.


Oliva sosteneva che fosse indispensabile, tra l'altro, la puntuale identificazione dei soggetti prima della vaccinazione ricordando che in questa prima fase la vaccinazione è riservata agli operatori sanitari in attività nel Servizio sanitario nazionale.Era stato inoltre richiesto alla Asl di rendere pubblico il cronoprogramma di massima delle vaccinazioni di tutti gli operatori sanitari per evitare incomprensioni e disorientamento nelle varie categorie.


Si parla per lo più di amministrativi e di medici pensionati, non ospedalieri a diretto rischio contagio.
Sono state moltissime, insomma, le segnalazioni giunte proprio all'Ordine da parte di medici e operatori sanitari che non hanno ancora ricevuto la propria dose di vaccino e che hanno visto, a quanto riferito, altre persone saltare la fila.Ssenza comprenderne il criterio.


La Asl di Brindisi ha spiegato di aver avviato approfondimenti per comprendere cosa sia accaduto e se effettivamente vi siano stati fuori programma. In alcuni casi, nel Paese, vi è stata una somministrazione fuori lista dei vaccini per evitare che andassero perdute dosi che erano state già scongelate. Ad ogni modo, la platea di quanti sono stati interessati dalla prima fase di trattamenti, non potrà in nessun modo restare indefinita, considerato che dal 18 gennaio partirà la seconda fase, con i richiami a cui nessun aspirante all'immunizzazione, potrà sottrarsi.


La Puglia, ad oggi, ha ricevuto 74.605 dosi di vaccino anti Covid Pfizer, mentre quelle somministrate, secondo l'ultimo aggiornamento del ministero della Salute, sono 40.039, pari al 53,7%. Di questi, 36.331 sono operatori sanitari, 1.645 anziani e operatori delle Rsa e Rssa, e 2.063 operatori non sanitari.

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