Cantiere per la statale 275, si rallenta: la Regione chiede nuovi pareri sulla Via

Mercoledì 1 Luglio 2020 di Pierpaolo SPADA
La 275 potrebbe allietare le cronache per molto altro tempo ancora. Questa volta è la verifica di ottemperanza Via sul progetto definitivo del primo lotto a creare impasse. Il ministero dell'Ambiente ne ha infatti comunicato l'avvio ma, ricevuta la nota, la sezione autorizzazione dell'assessorato all'Ambiente della Regione Puglia ne ha trasmessa un'altra con la quale chiede il parere di merito a Provincia, Asl, Arpa, Soprintendenza, Autorità di Bacino e a 15 Comuni, compresi quelli ricadenti nel secondo lotto.
Eccesso di zelo o semplice svista? Certo è che la questione rischia di rallentare ulteriormente l'iter in vista dell'approvazione definitiva del progetto da parte del Cipe.

Diverse amministrazioni locali, spiazzate, esprimono incomprensione. Ma procediamo per gradi. L'aggiornamento della procedura di ottemperanza Via è disposto dal ministero ai sensi dell'articolo 185 comma 4 del d.lgs 163/2006. Nel caso di specie fu concordata il 30 luglio scorso a Roma (nella sede del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti). Il ministero dell'Ambiente si sarebbe avvalso della Commissione Via nazionale al fine di valutare se le modifiche introdotte nell'aggiornamento del progetto definitivo del primo lotto potessero ritenersi effettivamente non sostanziali e congruenti con l'attuale contesto ambientale ai fini della conferma o meno del parere già rilasciato nel 2008 all'esito dell'istruttoria di Verifica di ottemperanza ex articolo 185 del d.lgs. 163/206. In caso contrario, si sarebbe ritenuto necessario l'avvio di una nuova procedura di Via, limitatamente alle parti del progetto oggetto di modifica.

Sulla base di questa previsione, il Mattm, nel dicembre scorso, ha anche chiesto ad Anas e ottenuto il pagamento del contributo per l'avvio della verifica di ottemperanza (25mila euro), sebbene la stessa azienda abbia contestato la richiesta in quanto, come da atti tra l'altro risulta, la verifica di ottemperanza era già avvenuta nel 2008 come chiaramente emerge dalla delibera Cipe 76 del 2009. La comunicazione del Mattm è datata 25 febbraio ed è stata trasmessa nei giorni scorsi alla Commissione tecnica Via/Vas e, per conoscenza, al ministero dei Beni culturali, al Mit, alla Regione e ad Anas. Si dà atto che la verifica preliminare da parte del ministero è compiuta e che, dunque, la Commissione può iniziare il suo esame.

Ricevuta la nota, la Regione ha però, come detto, trasmesso la sua, con la quale dà atto che il Mattm sta avviando la verifica di ottemperanza e, allo stesso tempo, invita i soggetti destinatari della missiva a esprimer parere sul progetto. Ed è qui che sorge la questione: perché la Regione procede in tal senso? Nessuno degli otto commi dell'articolo 185 del D.lgs 163/206 prevede che in fase di verifica di ottemperanza la Commissione Via necessiti del parere di enti territoriali, né tantomeno prevede che la Regione o altro ente trasmetta agli enti la comunicazione della verifica di ottemperanza ai fini dell'espressione di un eventuale parere di merito. Ma ancor più pressante è un altro interrogativo: perché il Mattm, al quale la Regione ha indirizzato la sua nota per conoscenza, non ha ancora eccepito nulla? Qual è, dunque, l'interpretazione della legge che si sta dando?

La nuova Commissione Via si è insediata un mese fa, a distanza di nove mesi dalla nomina. E il suo parere sulla 275 - atteso entro 60 giorni - si sommerà a quello del Mibac (ancora atteso) e a quello del Consiglio superiore dei lavori pubblici che è stato trasmesso il 14 maggio a Regione, Provincia e Comuni interessati. Questi ultimi chiesero dieci giorni di tempo rispetto alla scadenza indicata dal Cslp per esprimere il voto in quanto riferirono di non aver mai visionato il progetto modificato da Anas sebbene lo stesso risultasse visibile sul portale del Mattm dal 27 novembre 2019. Successivamente, Regione, Provincia e Comuni hanno espresso voto favorevole ma ad una condizione: lo spostamento alla fase esecutiva dell'adempimento delle prescrizioni che invece il Cslp aveva suggerito di osservare subito o comunque prima della scelta del contraente. Il parere è tornato, dunque, al Cslp alla fine di maggio e da allora non se n'è saputo più nulla. Si è trattato del secondo parere (in due anni) e - come verbalizzato dallo stesso Cslp - non era dovuto. © RIPRODUZIONE RISERVATA