Puglia, Stefanazzi rimane capo di Gabinetto di Emiliano: «Restare è mio dovere». Ed è bufera

Claudio Stefanazzi
Claudio Stefanazzi
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Giovedì 29 Settembre 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 20:28

Che esista o meno una questione di opportunità sarà certamente argomento di ampia discussione. Ma a quanto pare, dal punto di vista normativo, nulla impedirebbe a Claudio Stefanazzi di mantenere il suo ruolo di Capo di Gabinetto in Regione nonostante l’elezione alla Camera dei Deputati. Il braccio destro di Michele Emiliano eletto con il Pd nel listino del collegio leccese è infatti pronto a restare al suo posto per portare a termine il suo lavoro, in primis smaltendo il comparto del Pnrr che gli era stato affidato. Dopo le indiscrezioni dei giorni scorsi, l’ufficialità è arrivata nelle scorse ore: «Nelle forme previste dalla norme, Claudio Stefanazzi manterrà il suo ruolo di Capo di Gabinetto, a titolo gratuito, procedendo ad assicurare la conclusione delle procedure a lui affidate», confermano dalla Regione sottolineando un passaggio chiave: «Si ricorda che nel momento in cui ha sottoscritto l’accettazione della candidatura alle elezioni politiche Stefanazzi aveva già chiesto, con effetto immediato, la sospensione del trattamento economico che lo lega alla Regione Puglia». Stefanazzi, quindi, proseguirà il suo lavoro senza percepire alcun compenso.

Le parole di Stefanazzi

La notizia fa ovviamente rumore ma l’interessato spiega le sue ragioni: «L’attività che ho svolto in questi anni ha determinato il raggiungimento di molti importanti obiettivi cui ho collaborato - argomenta Stefanazzi -. Siamo in una fase di inizio della nuova programmazione, un processo molto complesso che richiede una particolare attenzione e che necessita di un impegno costante in queste fasi conclusive. Intendo portare a compimento questa fase - prosegue - e contemporaneamente creare le condizioni perché il passaggio di un ruolo così delicato come il capo di gabinetto avvenga senza che questo crei problemi alla mia Regione». La scelta di Stefanazzi sarebbe quindi dettata dal dovere: «Lasciare ora sarebbe in contrasto con tutto quello che ho fatto e sarebbe soprattutto in contrasto con il modo che ho di intendere il mio dovere nei confronti dell’ente in cui ho prestato servizio sino ad ora. Tutto questo - conclude - dovrà avvenire con tempistiche e limiti fissati dall’attuale normativa».

Le reazioni del centrodestra

La tempistica sarebbe quindi limitata, mentre già si lavora alla sua successione con vari nomi sinora circolati. Ma gli strali nei suoi confronti sono già partiti. In una nota congiunta il centrodestra pugliese lo accusa, com’era prevedibile, di voler presidiare la postazione di potere. «Cosa non si fa per non perdere il potere!», attaccano i parlamentari Mauro D’Attis, Marcello Gemmato e Roberto Marti, rispettivamente coordinatori regionali di Forza Italia, Fratelli D’Italia e Lega. «Il potere per il potere e qualsiasi cosa per mantenerlo: è questa la chiave interpretativa della scelta del capo di gabinetto di Emiliano, eletto in parlamento, di restare al suo posto gratuitamente. L’onorevole Stefanazzi - proseguono -, eletto nel Pd, è in attesa del parere legale per continuare a ricoprire il suo incarico strategico alla Regione. Ebbene, non possiamo non ricordare le parole di Emiliano durante la campagna elettorale: “Perché candidare Stefanazzi? Perché ha tutti i dossier della Puglia nelle sue mani”. Un’affermazione - aggiungono D’Attis, Gemmato e Marti - che può leggersi in modi diversi e non tutti lusinghieri: già in quei giorni denunciammo il tenore strisciante di ciò che sembrava essere un monito lanciato dal presidente pugliese agli elettori. Se si concretizzasse, sarebbe gravissimo perché si tratta di un incarico evidentemente incompatibile col ruolo appena assunto a Roma. Ci opporremo in tutte le sedi opportune e non possiamo non stigmatizzare una forma odiosa di attaccamento alla poltrona tanto da voler trovare scorciatoie per non abbandonare la propria postazione barese». 

Le perplessità del Pd

Ma le perplessità non mancano dallo stesso Partito Democratico, cui Stefanazzi - tenendo fede alla promessa elettorale - ha già chiesto di rinnovare la tessera dopo anni di assenza. Su Facebook l’avvocato ed ex parlamentare dem leccese Fritz Massa lo definisce uno “scivolone politico-istituzionale”. La replica sempre via social: «Lavorerò al passaggio di consegne». La tempistica sul passaggio non è ancora chiara, di certo c’è che l’incarico da capo di gabinetto - pur essendo equiparato a quello di dirigente nel trattamento economico - non rientra nelle incompatibilità previste. Resta da capire però la prospettiva di Emiliano, che anche viste le pressioni interne alla maggioranza (non solo da parte del M5s che presenta il conto opo le elezioni), potrebbe voler contare sul suo fedelissimo anche per gestire la delicata fase post elezioni senza ulteriori scossoni.

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