Centrosinistra: Emiliano difende l'intesa Pd-M5S. «In Puglia miglior risultato al Sud». Decaro: «Abbiamo perso. Smantellare il modello Pd»

Centrosinistra: Emiliano difende l'intesa Pd-M5S. «In Puglia miglior risultato al Sud». Decaro: «Abbiamo perso. Smantellare il modello Pd»
7 Minuti di Lettura
Lunedì 26 Settembre 2022, 12:58 - Ultimo aggiornamento: 21:00

Il centrodestra vince anche in Puglia, ma la vera sconfitta è quella del Partito Democratico: terzo partito con il 20% di consenso dietro al Movimento 5 stelle e al partito di Giorgia Meloni.  «E' avvenuto ciò che avevamo previsto» commenta il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano nel fare gli auguri a Giorgia Meloni, «prima donna alla guida di un partito di maggioranza relativa». L'intesa Pd-M5S secondo il governatore ha premiato la Puglia, insomma se l'intesa fosse stata stretta a livello nazionale il centrodestra avrebbe avuto qualche problema. Critico l'ex Pd Dario Stefàno: risultato figlio del "cinismo" di Emiliano. Tranchant invece il sindaco di Bari Antonio Decaro: «Abbiamo perso, ha perso il Pd. E' l'intero modello su cui il Pd si fonda che va smantellato».

Il presidente Michele Emiliano

«Faccio le mie congratulazioni ai vincitori di questa campagna elettorale e in particolare a Giorgia Meloni, prima donna alla guida di un partito di maggioranza relativa, alla sua coalizione e a tutti i parlamentari neoeletti pugliesi a cui auguro buon lavoro - dichiara il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano - È avvenuto ciò che avevamo ampiamente previsto: con una intesa a livello nazionale tra PD e M5S avremmo giocato tutta un’altra partita. In Puglia, dove governiamo la Regione insieme, PD e M5S alla Camera raggiungono il 50,45% dei voti, superando il centro destra unito che si attesta al 41,09%. Non abbiamo ottenuto la maggioranza dei seggi in Parlamento ma, come coalizione di governo della Puglia, manteniamo salda la maggioranza dei voti espressi dai cittadini». 


 
Secondo l'analisi del presidente «il Pd pugliese, che alle precedenti elezioni politiche del 2018 alla Camera, prese il 13,68%, oggi cresce di 3,14 punti percentuali arrivando al 16,82%. Il M5S pur perdendo 16,98 punti percentuali rispetto al 2018, oggi è primo partito in Puglia con il 27,96% dei voti».  Con il 16,82% registra il miglior risultato tra tutte le regioni del Sud Italia e questo vale anche per il risultato di coalizione del centrosinistra». Insomma il risultato del Pd - sotto la media nazionale - rappresenta una costante di tutte le elezioni politiche (2008, 2013, 2018), «con la differenza che in questa tornata elettorale il Pd in Puglia cresce del 3,14% rispetto alla precedente».


 
Nei collegi pugliesi il PD migliora il risultato del 2018 e, tra le città dove si registra una maggiore crescita, ci sono Lecce con il 21,71% (2,5% più del dato nazionale, 4,94% in più del dato 2018) e Bari città che raggiunge il 19,33%.


 
«Lavorando quotidianamente insieme con il Pd e il M5S, posso dire che queste due forze politiche sono unite da punti programmatici che hanno una impostazione progressista e democratica: realizzare politiche inclusive, capaci di coniugare sviluppo economico e attenzione alle fasce più deboli della popolazione; portare a compimento la transizione energetica, tema particolarmente sentito anche con riferimento alla decarbonizzazione dell’ex Ilva; superare il divario Nord-Sud come chiave di rilancio del Paese. Questo lavoro comune - conclude Emiliano - già è una realtà in Puglia. Spero che attraverso il dialogo e il confronto sui contenuti si possa avviare un cammino costruttivo anche a livello nazionale».

Critico sui risultati del Pd invece il senatore Dario Stefano che proprio ad agosto scorso ha lasciato il Partito Democratico «a decisione sofferta, determinata da una serie di errori di valutazione che il Pd sta continuando a inanellare», disse solo un mese fa. 

«Il dato del Pd pugliese - ha scritto Stafàno in un tweet - più che figlio del "civismo di Emiliano è il prodotto del "cinismo" di Emiliano».

Antonio Decaro

«Abbiamo perso - scrive Antonio Decaro sui suoi social - Ha perso il Partito Democratico. Ha perso questa coalizione di centrosinistra. Ha perso l'idea di politica e di Paese che abbiamo proposto agli italiani. Abbiamo perso. E guai se l'analisi del voto, a qualsiasi livello, non partisse da queste due parole. Saremmo di fronte all'ennesimo stratagemma retorico per provare a giustificarci falsificando la realtà». «Ha vinto, invece, l'idea di Paese del centrodestra. E quindi - sottolinea Decaro - come è giusto che sia in una democrazia, tocca a loro, adesso, governare». «In questo scenario - scrive Decaro su Facebook - il risultato barese potrebbe oggi farmi pronunciare la classica frase da talk show del giorno dopo: "Il PD ha retto". Ma non è questo il mio stile. Non è questa la mia idea di politica. Io, come sempre, quando vi incontro per strada voglio potervi guardare negli occhi. E potervi parlare in faccia. Con il rispetto, reciproco, che tra noi c'è sempre stato». «E quindi - conclude - non posso che riconoscere, anche qui a Bari, la nostra sconfitta. Per trarre da essa insegnamento, metabolizzarla e andare avanti».

«In queste ore sarebbe troppo facile sparare a zero sul segretario nazionale del Pd. E sarebbe inutile - prosegue il primo cittadidno di Bari - E' l'intero modello su cui il PD si fonda che va smantellato. Basta con i capi corrente che fanno e disfano le liste a propria immagine e somiglianza. Basta con questo esercizio del potere per il potere. Basta con l'autoconservazione come unico scopo della politica. O saremo capaci, finalmente, di azzerare questi meccanismi perversi e di ritornare a parlare alle persone - sottolinea - o la sconfitta perpetua alle elezioni politiche sarà il nostro ineluttabile destino».

Stefanazzi, eletto ma con l'amaro in bocca: Puglia laboratorio politico

«Nonostante la mia elezione, è evidente che si tratti di una sconfitta che segue un vento contrario a livello nazionale e che dovrà portarci con umiltà e senso critico a ragionare su come e da dove ripartire. E questa è una delle priorità da discutere e di cui farsi carico». Lo afferma in una dichiarazione Claudio Stefanazzi, capo di gabinetto del governatore pugliese Michele Emiliano e neo deputato del centrosinistra. «In questo scenario, va però detto che la Puglia - sottolinea - si conferma un laboratorio politico in cui l'alleanza PD, civismo e M5S funziona e funziona bene, come ci confermano i dati secondo cui uniti avremmo potuto vincere in quasi tutti i collegi. Dobbiamo inoltre ricordare che la destra in Puglia non è maggioranza politica e vince solo per un assurdo meccanismo elettorale che ci auguriamo di poter riformare prima possibile. Il Presidente Emiliano, lo ricordiamo bene, aveva colto quanto l'alleanza gialla rossa, che governa la Puglia ed esce rafforzata da queste elezioni, potesse essere vincente anche a livello nazionale. Un percorso che bisogna riprendere e di cui, certamente, potrà farsi carico il Presidente». 

Il gruppo in Consiglio regionale

«Quella del Partito Democratico e del centrosinistra è una sconfitta che non ammette repliche, un risultato da cui trarre spunto per ripartire verso una direzione opposta a quella seguita fin qui». Così il capogruppo del Pd in Consiglio regionale pugliese, Filippo Caracciolo, commenta l'esito del voto. Nel Pd pugliese c'è amarezza per il risultato ottenuto e spuntano molte critiche: «La riflessione - afferma Caracciolo - deve partire da un dato in particolare: per vincere serve un contatto diretto con i cittadini. In Italia, il Pd, amministra larga parte dei comuni e lo fa per aver dimostrato ai cittadini la capacità di governare e mantenere gli impegni assunti. Nelle elezioni amministrative, i cittadini scelgono i propri rappresentanti in modo diretto, cosa che non accade per i parlamentari. Le elezioni politiche, nella maggior parte dei casi, vedono prevalere logiche di partito finalizzate a salvaguardare la posizione di dirigenti che non conoscono le realtà nelle quali vengono calati per essere eletti».

Duro anche Fabiano Amati, presidente della I commissione in Consiglio regionale: «E mi volevano addirittura cacciare per aver detto quasi da solo ciò che i cittadini pensavano. È stato certificato dagli elettori: le liste Pd pugliesi (e non solo) erano generalmente invotabili, frutto di “capi bastone” da mettere finalmente a riposo. Ora vedremo tanti convertiti al coraggio dopo che per settimane hanno proclamato l'omertà. Benvenuti».

© RIPRODUZIONE RISERVATA