Mistero a Canosa: ordigno davanti alla sede dell'azienda del presidente Confindustria Fontana

La sede dell'azienda Farmalabor di Canosa
La sede dell'azienda Farmalabor di Canosa
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Lunedì 3 Gennaio 2022, 05:00

Un ordigno è stato fatto esplodere in piena notte davanti alla sede della Farmalabor di Canosa, azienda di cui è proprietario il presidente di Confindustria Puglia Sergio Fontana, danneggiando la vetrata blindata. Procura e forze dell’ordine stanno indagando per appurare se si tratti di un atto intimidatorio o di un gesto vandalico. Se, insomma, quanto accaduto l’altra notte sia in qualche maniera riconducibile all’attività di Fontana, che alla guida di Confindustria è sempre in prima linea nella lotta al racket e parte civile in diversi processi.
Il diretto interessato, in ogni caso, pur ovviamente rammaricato per l’accaduto, sostiene di essere tranquillo, sottolineando soprattutto la fiducia sul lavoro immediatamente avviato dagli inquirenti.

LA REAZIONE
«Sono tranquillo - ha dichiarato Fontana - perché so di poter contare sullo Stato e su investigatori di prim’ordine».

I MESSAGGI
Tra i messaggi di solidarietà, anche quello del segretario regionale della Cgil Puglia Pino Gesmundo: «Caro presidente - ha scritto Gesmundo - , ti esprimo tutta la più vera e sentita solidarietà mia personale e della Cgil per il vile attentato che hai subito. Sono certo che non ti lascerai intimidire e continuerai a svolgere il tuo ruolo con lo stesso impegno e la stessa passione. Come spesso dici “abbiamo fronti diversi ma obiettivi comuni a partire dal rilancio della nostra terra” e per questo spero di ritrovarti a breve con la stessa determinazione».
«Solidarietà e vicinanza» dal senatore di Forza Italia Dario Damiani, che parla di «gesto vile». «Sergio Fontana, che conosco e stimo da anni, è un imprenditore da sempre in prima linea contro la criminalità organizzata, un uomo che non ha mai avuto timore di schierarsi nettamente dalla parte della legalità. Mi auguro che su questo episodio si faccia luce quanto prima perché, se dovesse essere accertata la finalità intimidatoria dell’atto, si tratterebbe di un chiaro segnale di recrudescenza del crimine nel nostro territorio». 

«I numerosi episodi di violenza sul nostro territorio non devono restare impuniti. Ci auguriamo che presto sia fatta piena luce su quanto accaduto», dice il Pd locale.
«Chi con questo gesto crede di condizionare Sergio Fontana, rappresentante della società civile che a testa alta conduce ogni giorno la battaglia contro l’illegalità, si è sbagliato», afferma Italia Nostra Canosa. «Sergio Fontana continuerà la sua battaglia civile con rinnovato impegno, “in direzione ostinata e contraria”, come egli ama ripetere, alle intenzioni dei vili attentatori. Il presidente ed i soci della sezione di Italia Nostra Canosa si stringono solidali intorno all’amico e socio Sergio Fontana dicendogli che egli non è solo nella sua battaglia. I barbari “no pasaran”.
Come Italia Nostra, sono molte le associazioni locali e pugliesi che si dicono profondamente colpite dall’accaduto ma che al tempo stesso non fanno mancare la loro vicinanza al numero uno di Confindustria Puglia. «Un atto che ci sgomenta ma che non ci rassegna. La lotta che il nostro presidente quotidianamente persegue contro tutte le manifestazioni di violenza personali o comunitarie trova sempre più consenso nel territorio basta osservare le tante manifestazioni di solidarietà giunte. La speranza è che sia stata una bravata e non un atto violento, ciò non toglie che questi atti non vanno sottovalutati contrastando il tutto con strumenti atti a riportare la serenità nella nostra comunità». «La città di Canosa è unita nel respingere le frequenti pratiche violente e criminali e nella richiesta allo Stato di una presenza seria e decisiva per mettere fine ad una situazione insostenibile.

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