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L'intervista/Lacarra (Pd)«Alleanze, profilo basso se non sono con il Pd. Il reset sulle civiche? Prima votiamo»

L'intervista/Lacarra (Pd)«Alleanze, profilo basso se non sono con il Pd. Il reset sulle civiche? Prima votiamo»
di Alessandra LUPO
4 Minuti di Lettura
Martedì 12 Aprile 2022, 05:00

Onorevole Marco Lacarra, lei è tornato a pieno ritmo nel ruolo di segretario nonostante il commissariamento del Pd pugliese. Come farete a far coincidere la linea nazionale sulle alleanze “pure” con quello che sta accadendo in vista delle comunali?
«La linea nazionale che vede insieme Pd, M5s e la sinistra nel cosiddetto campo largo stiamo provando a riproporla in tutte le amministrazioni che si presenteranno alle amministrative. In Puglia c’è un elemento in più: le liste civiche che, come in Regione, esercitano un ruolo anche sui territori. Quindi non sempre è possibile riproporre lo stesso schema». 
I casi di alleanze “irregolari” però si moltiplicano: nei giorni scorsi lei ha fatto sapere che il consigliere Donato Metallo, che a Galatina sostiene l’avversario del Pd, non sarà espulso dal partito. Quindi lo stesso varrà per Donato Pentassuglia, che a Mottola farà lo stesso, e per tutti gli altri?
«Se ce ne sarà bisogno deciderà la commissione di garanzia e io sono convinto che alcune esternazioni vadano evitate. Però in questo caso esistono precedenti burrascosi tra la candidata sindaca e il consigliere Metallo. D’altronde queste situazioni ci sono sempre state così come il garbo dei consiglieri regionali non direttamente interessati dalle amministrative di mantenere un profilo basso astenendosi dalla campagna elettorale attiva. Non sarebbe concepibile vedere nello stesso comune il candidato del Pd su un palco e sull’altro un esponente del partito che sostiene il suo avversario».
Il caso Lucera, per certi versi è ancora più eclatante di Barletta, come vi muoverete?
«Lì la situazione è più difficile perché il Pd è stato in campagna elettorale contro questa amministrazione. Mi auguro che i rappresentanti territoriali siano in grado di dirimere la situazione e tentare di capire se ci sono identità culturali e ideologiche tra circolo e amministrazione che si possano valorizzare».

Una situazione che in piccolo ricorda quello che sta succedendo in Regione
«In Regione accade che una parte della politica si sta espandendo al di là degli steccati ideologici. Questa scelta di campo è legata al progetto di chi governa. Con il partito in questo momento non nel pieno delle sue funzioni è complicato fare fronte a questa migrazione».
Si è sentito con il commissario Francesco Boccia?
«Sì, ci siamo sentiti. Capisco il suo discorso e che la linea del partito richieda un reset rispetto alle liste civiche ma credo anche che vada valutata la possibilità che queste si rivelino utili al Pd in fase di voto. Dal punto di vista degli equilibri, quindi, non mi pare saggio avviare adesso il confronto con le civiche. Magari dopo le politiche».
La linea è prendere tempo quindi?
«C’è la possibilità che la gente legata a questi esponenti politici e alle loro liste finisca per votare il Pd. Il ragionamento con le liste civiche va valuto anche in quest’ottica».
E per quanto riguarda il passaggio di Lacatena a Con?
«Stesso discorso: a Monopoli, dove il Pd perde da tempo, Stefano Lacatena non voterà più a destra e questo potrebbe portare a un migliore risultato elettorale per il partito. Questi aspetti fanno parte della valutazione complessiva che dovremo fare».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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