Pd, Boccia avvisa le civiche: «Intese? Sui nostri princìpi. Il congresso entro l'estate»

Pd, Boccia avvisa le civiche: «Intese? Sui nostri princìpi. Il congresso entro l'estate»
di Antonio BUCCI
4 Minuti di Lettura
Sabato 2 Aprile 2022, 08:44 - Ultimo aggiornamento: 12:53

Un congresso entro l'estate, magari con più mozioni «perché significherà che abbiamo arricchito la discussione politica». Obiettivo: fare del Pd «un partito Paese che fa dei principi socialisti e progressisti un punto fermo» e mettere i paletti nella relazione con alleati, soprattutto con le civiche, il rapporto con le quali andrà ricodificato. «Devono capire che non siamo la destra, noi siamo la sinistra, quindi si fanno intese e accordi sui princìpi guida del Partito Democratico», mette in chiaro. Francesco Boccia racconta così la road map del suo mandato da segretario ad acta dei democratici pugliesi: il weekend del ritorno dalla Capitale ha un'agenda fitta di incontri.

Spesso on line, come quelli con il comitato di indirizzo appena nominato, con big del calibro di Antonio Decaro - sindaco di Bari ma anche Raffaele Piemontese, numero due di Michele Emiliano in Giunta, e Loredana Capone, presidente della massima assise in via Gentile.

L'intento

Quel che è certo è che il deputato biscegliese e responsabile enti locali non si limiterà alla burocrazia. «Il segretario Letta ha deciso di affidare ad una figura politica un tema che non è più solo regolamentare ma è anche politico», chiarisce il raggio d'azione. Il Nazareno, appunto. A mettere in moto la macchina era stata la scomunica del coordinatore dell'esecutivo di Letta, Marco Meloni, sulle intese appena siglate a Barletta. Con tanto di benedizione del governatore, fisicamente al fianco della candidata, Santa Scommegna. Pd e civici ma non Sinistra Italiana e Movimento 5 Stelle. Solo il detonatore di un meccanismo assai più complesso, che poi ha visto il numero uno uscente Marco Lacarra dirsi pronto a rimettere i galloni, senza bisogno poi di farlo formalmente. Eppure, la disfida della Bat resta l'epicentro delle scosse dal quale passare. Specie nel giorno dell'endorsement di Giorgia Meloni al centrodestra targato Cannito.

«L'errore è stato partire dalle civiche disponibili, senza fare fino in fondo l'alleanza con le forze politiche di centrosinistra. Dobbiamo essere uniti per non consegnare la città alla peggior destra che ci sia mai stata, con l'aggravante di essere mascherata dietro un uomo che diceva di essere di sinistra. Queste operazioni trasformistiche si pagano», ammonisce, tenendo la porta aperta a chi non c'è ma senza far franare il terreno sotto i piedi dell'aspirante alla fascia tricolore.

L'analisi

Quale sia il perimetro, in compenso, lo ripete a più riprese. Senza tentare l'affondo, però. Non a caso, cita i diciassette anni trascorsi dall'inizio della primavera, aperta dall'elezione di Michele Emiliano a Bari. Era il 2004, altra epoca ma non altra analisi: «Spostammo il voto storico della destra barese. Quando si spostano gli elettori e si parla con loro va benissimo, il nodo è quando si sposta una parte di ceto politico e ci si sposta su valori che nulla hanno a che fare con la nostra storia. In quel caso, serve un Pd che ricordi a tutti che le regole vanno rispettate». Insomma, il capo della Giunta di lungomare Nazario Sauro sarà pure un «valore aggiunto» e sarà pure necessario «adattarsi alla società che cambia» tenendo le porte aperte in vista delle Politiche ma la linea non cambia. Vale per gli esempi positivi come Alessandro Delli Noci, chiamato in causa da titolare dello Sviluppo economico ma anche da ex enfant prodige della destra salentina.

E vale per Taranto, se a sfiduciare il sindaco dem Rinaldo Melucci - è anche il capogruppo dei Popolari in Regione: «Sono convinto che Melucci tornerà ad essere sindaco ma mi auguro che Massimiliano Stellato non faccia più parte della maggioranza», scandisce Boccia, alzando il tiro pure sugli alleati in via Gentile. Nulla di più. La tregua interna c'è ma senza arretrare. Alla vigilia delle urne di giugno, occorre stringere sulle liste ma il senso è anche la volontà di marcare le posizioni. Fino alle amministrative, si metterà a punto la griglia di partenza. In altri termini, «le linee del campo di gioco, regole ferree con le quali si gioca nel Pd e nel rapporto con gli alleati di centrosinistra e con le civiche», prova a tenere la barra dritta. Non è ancora il momento del braccio di ferro, scongiurato o solo rimandato.
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA