Pd, Lacarra alle civiche: «Il partito non è un tram»

Marco Lacarra
Marco Lacarra
di Alessandra LUPO
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Giovedì 7 Aprile 2022, 04:45

Se sinora, probabilmente per una forma di pudore, era rimasto un po’ in disparte, ora Marco Lacarra sembra deciso a riprendere in mano il suo ruolo di segretario del Pd regionale.
D’altronde, che sia ufficialmente in sella lo dimostra anche il “sigillo” con cui da Roma nelle scorse ore gli hanno dato il via libera sull’approvazione delle liste, nonostante la presenza del commissario ad acta Francesco Boccia. L’anomalia esiste: in situazioni analoghe, dall’invio di Dario Stefàno in Basilicata a quello di Mario Losacco nelle Marche, il commissario non ha trovato sul suo cammino segretari in carica potendo lavorare liberamente.

La legittimazione da parte delle civiche 


Il tentativo di legittimare Lacarra, però, va avanti da giorni: prima con le invocazioni delle civiche e del capogruppo del Pd in Regione Caracciolo, che gli chiedevano di proteggere la maggioranza dagli attacchi interni. Poi, per l’appunto, con il via libera formale sul simbolo. Un passaggio tecnico ma non troppo, soprattutto vista la tempistica, che non a caso lo stesso Lacarra ha sbandierato sui social. 
«Un vero segretario non ha bisogno di questo tipo di manifestazioni - commenta dall’area dissidente del gruppo consiliare Pd Ruggiero Mennea - quello di Lacarra è stato un segnale di insicurezza». Poi Mennea colpisce sul vivo: «Quella è una delega generica mentre Barletta è un caso al centro di un ricorso e questo atteggiamento infantile non aiuta a mandare messaggi di serietà sui territori. Lacarra è come il bambino che ha il pallone e pretende di decidere chi gioca». Di fatto, però, che la presenza dell’ex ministro, inviato in Puglia da Enrico Letta per gestire i conflitti interni al Pd, stia accelerando una serie di processi rimasti in sospeso è evidente.

La strategia con le civiche: «No al cinismo politico»

Lacarra, infatti, sembra intenzionato a scrollarsi di dosso l’immagine del fiancheggiatore di Michele Emiliano in contrapposizione con il rigore di Boccia e sulle civiche ieri parlando in collegamento con gli studi di Trnews ha usato toni volutamente asciutti: «Se è vero che il Pd non avrebbe vinto senza di loro è anche vero il contrario: loro non avrebbero vinto senza il Pd - dice Lacarra -. Il partito non è un tram su cui salire e scendere a piacimento e non avalleremo forme di cinismo politico di chi la pensa diversamente».
Una dichiarazione che fa eco (e tenta in qualche modo di assorbire) anche le premesse di Francesco Boccia che appena arrivato aveva parlato chiaro sulla definizione del perimetro politico: civiche dentro o fuori dal centrosinistra.
Tanto che proprio dalle liste partiranno i confronti previsti dal segretario a partire dalla prossima settimana. L’obiettivo dichiarato di Lacarra è quello di ricostruire il tavolo coalizionale che ha sostenuto Emiliano, facendo in modo che le forze all’interno possano riconoscersi a vicenda. «Lo avevo promesso in vista del congresso - spiega il segretario - ma poi i tempi si sono allungati e viste le polemiche degli ultimi tempi oggi mi sembra un passaggio improrogabile». 

La rincorsa del ruolo di Francesco Boccia


Ovviamente il dinamismo di Lacarra - che ha già dovuto incassare la diserzione al primo incontro con il gruppo Pd in Regione da parte di quattro consiglieri (più un assente a quanto pare giustificato) - sembra tendere a un recupero veloce di terreno non solo nei confronti del commissario, in un testa a testa sui temi -ma anche in vista delle Comunali, con le loro infinite criticità territoriali.
Ma se la strategia del segretario appare chiara, resta per ora un mistero quella di Francesco Boccia. L’ex ministro, con la sua figura istituzionale che appare sovradimensionata rispetto al ruolo, è al lavoro per la definizione di un regolamento chiaro sui congressi, che ha annunciato di voler celebrare entro l’estate. I tempi, anche vista la campagna elettorale in corso, sembrano poco favorevoli e anche in questo caso il percorso contiene diversi nodi, primo tra tutti quello del tesseramento. La prospettiva che si faccia online, sull’esempio della Calabria, mettendo fine all’usanza dei “pacchetti” di tessere, potrebbe rallentare il tutto. Le stesse figure apicali del comitato affiancato a Boccia: il sindaco Antonio Decaro, l’assessore regionale Raffaele Piemontese e la presidente del Consiglio provinciale Loredana Capone, che aumentano la portata del commissariamento, non hanno al momento un indirizzo chiaro.

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