Politiche, Mario Turco: «Lavoro nel Mezzogiorno, subito misure strutturali»

Politiche, Mario Turco: «Lavoro nel Mezzogiorno, subito misure strutturali»
5 Minuti di Lettura
Venerdì 9 Settembre 2022, 04:45 - Ultimo aggiornamento: 11 Settembre, 21:53

Mario Turco, senatore pugliese e vicepresidente del M5S, capolista al plurinominale del Senato in Puglia. Mercoledì è slittato ancora il decreto Aiuti bis. Il M5s chiede di votare le modifiche al Superbonus. Il rischio paventato da molti è che così si blocchino i sostegni. Che cosa risponde?
«Il Movimento 5 Stelle ritiene a dir poco surreale la richiesta formulata dal Governo di ritirare tutti gli emendamenti al DL Aiuti bis volti a sbloccare definitivamente l’impasse in cui si trovano i crediti fiscali d’imposta del Superbonus e degli altri bonus edilizi. Tali crediti, al momento, risultano bloccati a causa delle oltre dieci riscritturazioni della norma introdotte dal Governo Draghi, che a pochi giorni dal termine del suo mandato rischia di generare il tracollo di decine di migliaia di imprese del settore edile. Siamo l’unica forza politica ad aver respinto l’ipotesi di andare a votare il decreto in Aula nella sua formulazione originaria che non affronta e risolve il problema. In un momento così difficile per le imprese e per tutti i cittadini italiani, risulta quanto meno vessatorio stringere il cappio a chi, nonostante pandemia e crisi energetica, continua la sua iniziativa economica generando ricchezza».
Reddito di cittadinanza, Conte evoca scenari da guerra civile se sarà revocato. Non le sembra eccessivo?
«La proposta del centrodestra di abolire questo sostegno vitale scatenerebbe una “pandemia sociale” ed è indegno che chi incassa 500 euro al giorno voglia perseguitare chi integra 500 euro al mese di reddito per sopravvivere. Abbiamo già modificato questa misura in manovra, con interventi antifrode ancora più efficaci e con meccanismi che incentivano l’accoglimento della prima offerta di lavoro. Ricordiamo che due beneficiari del reddito su tre non sono in grado di lavorare in quanto minori, anziani o disabili. Mentre quasi la metà di chi è occupabile chiede il reddito per integrare stipendi da fame. Ricordiamo altresì che questa misura, nel corso della pandemia, ha evitato ad un milione di italiani lo stato di povertà assoluta. Questo lo dice l’Istat».
Pd, a livello nazionale damnatio memoriae ma nel locale l’asse regge, ma attraverso Emiliano.
«A livello nazionale, con il Pd pensavamo che si potesse costruire insieme finalmente un fronte progressista per portare avanti i temi fondamentali invece ci alla prova dei fatti i vertici del PD hanno preferito sostenere l’agenda Draghi che prevedeva inceneritori, trivelle, ritorno al fossile e solo pochi spiccioli a favore di famiglie e imprese per contrastare l’emergenza energetica e il caro vita. In ambito locale, in Regione Puglia come a Taranto, abbiamo preso degli impegni con i cittadini e fin quando quei temi saranno al centro dell’agenda condivideremo in maniera convinta l’azione di governo, dando il nostro fattivo e concreto supporto». 
Lei è candidato in Puglia e in Basilicata, c’è ancora un maggiore radicamento del movimento nel Mezzogiorno?

«Al Sud il M5S ha una base forte e numerosa sulla quale contare, così come dimostra la grande partecipazione alle nostre consultazioni in rete e il forte numero di nuove iscrizioni. Abbiamo rinnovato la nostra classe politica e ritrovato grande entusiasmo grazie soprattutto al Presidente Giuseppe Conte. Per il Sud, proprio nel corso del governo Conte II, abbiamo introdotto la decontrazione 30% sul lavoro, che vogliamo rendere strutturale, rilanciando molti territori in crisi attraverso l’istituzione dei contratti istituzionali di sviluppo, come ad esempio Taranto, Foggia, e lavorato per quello di Brindisi e Lecce; sosteniamo la necessità di definire, prima di qualunque autonomia differenziata, i livelli essenziali di prestazioni (Lep), in modo da dare seguito all’art. 117, secondo comma, della Costituzione». 
Nonostante le parlamentarie, Conte sì è riservato un margine di discrezionalità (inserendo anche lei tra i blindati). Le dinamiche del movimento hanno in qualche modo ceduto un po’ a logiche di partito?
«Nessuna altra forza politica può vantare la trasparenza e la partecipazione nella formazione delle liste. Siamo gli unici ad aver rinnovato e rafforzato la sua classe politica grazie alla regola del secondo mandato e alle parlamentarie, dove abbiamo registrato un’ampia partecipazione dei nostri iscritti e attivisti. Abbiamo così potuto inserire nelle nostre liste elettorali una serie di figure di altissimo profilo che garantiranno competenze e professionalità, come ad esempio Scarpinato, De Raho, ex giudici antimafia, oppure De Santoli, uno dei massimi esperti in Italia in tema di transizione ecologica». 
Energia, cosa pensa della PdL regionale sul taglio delle bollette del gas?
«È necessario ridurre le bollette del gas a cittadini e imprese. Siamo stati la prima forza politica a richiederlo, già in occasione del primo incontro Conte-Draghi, ed infine a luglio, ma non siamo stati ascoltati. Oltre ai bonus temporanei, occorre investire dando ai cittadini e alle imprese la possibilità di realizzare a costo zero il proprio impianto di energia rinnovabile, come abbiamo consentito con il Superbonus 110%». 
Raddoppio del gasdotto. Il governo Conte mise in standby Eastmed ma poi Draghi riaprì. Ora la posizione su Poseidon andrebbe a suo parere rivista alla luce dell’emergenza?
«Sono soluzioni di breve termine che non aiutano, come il Tap, ad a risolvere la questione in maniera strutturale e definitive. Non è questo il modo per risolvere il problema del caro energia».
Dissalatore a Taranto. Che ne è stato del progetto sostituiva il depuratore?
«È una domanda che dovrebbe fare alla Ministra Carfagna, che ha gestito in questi ultimi due anni il CIS di Taranto e che avrebbe dovuto valutare la fattibilità del progetto per evitare di raffreddare la produzione di acciaio utilizzando acqua potabile».

© RIPRODUZIONE RISERVATA