Politiche, la sfida di Roberto Marti e della Lega: «Il Sud? Mal governato dalla sinistra»

Politiche, la sfida di Roberto Marti e della Lega: «Il Sud? Mal governato dalla sinistra»
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Mercoledì 7 Settembre 2022, 05:00

Senatore Roberto Marti, lei è coordinatore della Lega in Puglia e candidato nel collegio uninominale del Senato. Ci dica due provvedimenti che, secondo lei, dovranno essere assunti dal prossimo governo, appena si sarà insediato.
«Caro energia, pace fiscale e cartelle esattoriali sono la vera emergenza. Servono 30 miliardi subito, famiglie e aziende sono al collasso. Non possiamo mandare in default i cittadini. I commercianti aumentano i prezzi perché da qualche parte devono recuperare l’aumento delle bollette. Ma le famiglie compreranno ancora meno, per le stesse ragioni, e quei commercianti rischieranno la chiusura, manderanno a casa dipendenti, smetteranno di pagare le tasse. Così andiamo a sbattere. Urge decreto su pace fiscale e rottamazione delle cartelle».

Da sinistra vi accusano di non dire nulla sulle prospettive che il Sud avrebbe qualora il centrodestra vincesse le elezioni. Vi siete dimenticati il Mezzogiorno?
«La sinistra continua a essere convinta, per qualche ragione a me e tanti altri sconosciuta, di poter dare patenti a tutti su tutto. E al contempo che nessuno di noi comuni mortali possa permettersi il lusso di chiedere loro conto di ciò che fanno. A parte gli slogan, il centrosinistra per il Mezzogiorno che cosa ha fatto di concreto? In Puglia governano da vent’anni. Ora parlano del Pnrr come fosse la panacea di tutti i mali, come se finora non fossero mai arrivati altri fondi dall’Europa. E invece non sono stati in grado di usarli. Con il Pnrr, a ottobre dello scorso anno il Mipaaf ha approvato 149 progetti irrigui per un miliardo e sei. Dalla Puglia è arrivato solo quello del Consorzio di Bonifica del Gargano, approvato. Vogliamo parlare della rete di trasporti regionale? Oppure della sanità, delle liste d’attesa, di quello che sta accadendo da mesi nei Pronto soccorso, degli ospedali in costruzione che sono in un ritardo sine die sulla consegna? La sinistra rispondesse con la stessa severità di giudizio che utilizzano quando puntano il dito sugli altri. Lo so, è difficile. E per rispondere alla sua domanda, la Lega ha candidato la classe dirigente del territorio. E il modello Basilicata di cui tutti oggi parlano per le compensazioni sulle bollette è a firma Lega, in Basilicata come in Puglia, dove invece sono stati il sindaco di Melendugno e il presidente Emiliano a non sedersi al tavolo con Tap e Snam per i ristori».

Quale posizione prenderà la Lega sull’autonomia differenziata?
«Vanno mantenuti i Fondi perequativi e quindi create le condizioni per superare l’indiscutibile gap infrastrutturale tra Nord e Sud. Ma l’autonomia differenziata è un’ottima opportunità perché toglie alibi alla classe dirigente locale sulla capacità o meno di utilizzare le risorse. E’ una verità che bisogna dirsi per non restare al palo».

I suoi alleati di Forza Italia si sono detti pronti alle barricate, se venisse attuata prima della definizione dei Livelli essenziali della prestazioni. Come pensate di fare sintesi, da posizioni così distanti?
«Il centrodestra fa sintesi da trent’anni. Governiamo comuni, città, capoluoghi e regioni. In campagna elettorale si alzano i toni del confronto perché ognuno parla al proprio elettorato. Ma abbiamo dimostrato che siamo in grado di governare insieme».

Il sindaco di Nardò, Pippi Mellone, è tornato vicino al centrodestra dopo anni di vicinanza al presidente della Regione, Michele Emiliano. È un “matrimonio stabile”? E che rapporto c’è ora fra voi e il governatore? 
«Pippi Mellone ha sempre dichiarato la sua appartenenza a destra: il Pd ha chiesto conto ad Emiliano della sua vicinanza a Mellone, non il contrario. Pippi è un amico e un amministratore che stimo. Da sindaco ha avuto la necessità di aprire un varco con il Governatore della sua Regione nell’ottica di un civismo che si è rivelato altro. Michele Emiliano è il presidente della mia regione e io ne sono il senatore. Mi pare ovvio che parliamo».

In questa campagna elettorale tiene banco l’emergenza energia e bollette. Qual è la soluzione al problema proposta dalla Lega?
«Immettere subito liquidità, il modello Basilicata e poi le rinnovabili e il nucleare pulito. Basta con le ideologie del no».

La Lega è da sempre contraria allo ius scholae. Perché? Temete di “regalare” il voto di circa 900mila nuovi cittadini al centrosinistra?
«Provocazione per provocazione, potrei rigirarle la domanda: il centrosinistra vuole lo ius scholae sulla base di un’idea di diritti e integrazione, pur diversa dalla nostra, o perché vuole guadagnare 900mila nuovi voti a suo favore visto che nei cittadini italiani non trova più credito? Al momento le priorità, per noi, sono altre: ci sono pensioni basse, servizi di welfare insufficienti, poche opportunità per i giovani, la solitudine di disabili e delle loro famiglie. Il diritto di cittadinanza deve garantire non solo il diritto di voto ma quegli stessi diritti degli italiani pretendendone gli stessi doveri. Nel mondo delle dichiarazioni ad effetto è possibile, in quello reale i diritti si garantiscono con le risorse economiche. La coperta quella è. E ce la mettono gli italiani con le tasse. Vediamo di non dimenticarcelo».

L’attuazione del Pnrr attende che vadano in porto diversi provvedimenti, compreso il Dl Concorrenza che contiene la norma sulle concessioni balneari. Se vincerete le elezioni, fermerete la riforma chiesta dall’Europa?
«La riforma è stata già fatta sulla base delle indicazioni dell’Europa. Si sono previste le gare. Il nuovo Governo si occuperà dei decreti attuativi, all’interno dei quali va prevista una mappatura delle spiagge in concessione. E poi vanno garantite le famiglie e gli imprenditori che da decenni investono soldi su quelle aree. Perché le coste sono demaniali, le aziende sono private. E se oggi molte spiagge sono appetibili, se il turismo di alcuni tratti di litorale crea economia, lo dobbiamo all’ingegno, al talento, ai sacrifici e ai finanziamenti dei privati».

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