I negozianti spengono i locali per risparmiare «È peggio del Covid»

I negozianti spengono i locali per risparmiare «È peggio del Covid»
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Mercoledì 5 Ottobre 2022, 13:59 - Ultimo aggiornamento: 19:09

«Le aziende sono molto preoccupate, perché nessuno sembra in grado di dire quanto questa situazione durerà». Il grido d'allarme è lo stesso e arriva da negozianti, commercianti e imprese, da Confindustria e dalle Camere di Commercio. I negozi chiudono prima perché il costo dell'energia è insostenibile. E c'è chi mostra le proprie bollette, più che raddoppiate rispetto all'anno scorso. Al di là dei numeri, il Paese reale è in affanno. E c'è chi fa il paragone con la pandemia: «Ma questa volta è peggio, perché non si vede l'uscita». Le iniziative arrivano a pioggia, ma non sempre bastano.

L'allarme delle Camere di commercio

La Camera di Commercio di Lecce lancia un bando per aiutare le piccole imprese e spinge sugli incrementi per le rinnovabili in Puglia.
«Grottesca è la situazione in cui stanno operando le nostre imprese - spiega il presidente Mario Vadrucci -: hanno commesse per i prossimi 6-7 mesi ma non sanno come svilupparle, perché i costi energetici sono diventati insostenibili e soffrono il problema dell'approvvigionamento delle materie prime, di cui si non si conosce mai il prezzo perché il fornitore ti fa un preventivo e dopo un mese te lo scombina. È una situazione che sta travolgendo, c'è un effetto domino».
Vadrucci annuncia un bando da 500mila euro per l'erogazione di contribuiti alle piccole e micro aziende fino a 3mila euro. «Stiamo aspettando che il bando sia collegato con la piattaforma di Unioncamere perché abbiamo deciso di non fare un click day. Abbiamo previsto 4 fasce, rispetto anche all'anzianità di iscrizione alla Camera, perché poi sono soldi che provengono dal versamento del contributo camerale». Altre iniziative? «No, il bilancio ci consente solo questo sforzo. E siamo gli unici in Italia ad averlo fatto. Abbiamo sicuramente intenzione di convocare un confronto con l'assessore Alessandro Delli Noci, perché bisogna spingere molto sulle rinnovabili e c'è bisogno di un iter più agevole. Avvieremo in tal senso una vera e propria campagna di promozione, che è molto interessante per l'impresa: si arriva anche al 50-60% della copertura della spesa con un adeguato investimento».

Ristori, aiuti, ma non basta. E il presidente della Camera di Commercio di Bari, Alessandro Ambrosi, spiega: «Questa situazione è drammatica per tutti, adesso investe le grandi imprese ma poi arriverà anche a quelle più piccole e di conseguenza alle famiglie, che non sapranno come pagare le bollette. Ci aspettiamo una decisione del Governo per aiutarci e speriamo che l'insediamento sia veloce, altrimenti saranno guai. Ma non bastano i ristori, quelli sono palliativi, servono a curare a foce, ma bisogna intervenire alla fonte. I paesi europei che stanno speculando, devono smetterla».


La parola «drammatica» emerge con forza anche nel commento di Leonardo Giangrande, presidente della Camera di Commercio di Taranto: «Lanciamo un appello per sensibilizzare. Il costo dell'energia sta facendo saltare molti bilanci e siamo pronti anche a una grande manifestazione di piazza a livello nazionale. Questa situazione ci ricorda la pandemia ma è peggio, perché questa volta non vediamo la via di uscita. Riceviamo decine di chiamate quotidianamente e non possiamo far nulla per aiutare i nostri associati. Da quando io sono in questo mondo - dice Giangrande - non sono mai stato così preoccupato per il futuro delle nostre aziende. Sarà uno tsunami e non si vede una soluzione».
«L'alternativa più immediata, in attesa di una risposta europea, è quella adottata dalla Germania aggiungono che con la manovra da 200 miliardi annunciata la scorsa settimana ha mobilitato oltre l'8% del Pil per sostenere famiglie e imprese. L'appello è a far presto perché oggi c'è una bomba sociale pronta ad esplodere: se gli interventi dovessero essere tardivi, le risorse da mettere in campo diventeranno ancora più ingenti perché molte realtà avranno superato la soglia di sopravvivenza. Occorre intervenire subito», l'appello di Salvatore Toma, presidente di Confindustria di Taranto. La situazione - ripetono tutti - «è drammatica».
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