Agosto nel Salento, è già boom di prenotazioni (Covid permettendo)

Martedì 6 Aprile 2021 di Rita DE BERNART

Alberghi e masserie già pieni nei giorni di Ferragosto, corsa alle prenotazioni nelle case vacanza. Il Salento resta fra le mete più desiderate dai turisti italiani e stranieri. Nonostante le incertezze legate alle restrizioni per la mobilità nazionale ed internazionale legate al Covid, gli uffici booking delle strutture ricettive ricevono migliaia di richieste di informazioni e preventivi. Per molte strutture già opzionati o prenotati gli alloggi per le settimane centrali del mese di agosto: è il periodo in cui presumibilmente, se tutto dovesse procedere come lo scorso anno, ci sarà l'atteso via libera a viaggi e turismo con l'allentamento delle misure di sicurezza. Più a rilento, invece, giugno e luglio.

 

Le variabili


I fattori che potrebbero risultare determinanti saranno l'andamento dei contagi e soprattutto della campagna di vaccinazione oltre che i voli aerei per Brindisi e Bari. Per il secondo anno consecutivo ci sarà in prevalenza un turismo di prossimità o, più in generale, un turismo interno: gli italiani preferiscono ancora restare in Italia e scelgono luoghi in cui si sentono al sicuro, la campagna, gli spazi aperti, il mare e la montagna. Secondo la piattaforma Airbnb, la novità della stagione è proprio una tendenza che spinge a ricercare tutte quelle destinazioni raggiungibili entro le quattro ore di viaggio da casa. E secondo un recente sondaggio, effettuato dallo stesso portale, per i viaggi estivi, fra le destinazioni più ricercate al primo posto si colloca Villasimius in Sardegna, seguita da Gallipoli. Per il Salento molto richiesta anche Porto Cesareo. A conferma anche una ricerca di Assoviaggi che ha analizzato le richieste che in questo periodo stanno arrivando da parte di chi vuole assicurarsi l'offerta più vantaggiosa per l'estate, secondo cui le destinazioni più gettonate sono la Sicilia, la Puglia - in particolare Salento e Valle d'Itria - e la Sardegna. Mare dunque, ma anche spazi aperti, natura incontaminata, soggiorni lontani dal caos.

 

L'accoglienza


Le tipologie di alloggio preferite sembrano essere i villaggi, le masserie e i resort oltre alle classiche case vacanza. Il segmento del lusso, che nel Salento ha come principale bacino di utenza quello degli stranieri, dovrebbe tornare a lavorare bene dopo l'annuncio dell'apertura delle frontiere in estate e dell'utilizzo di un passaporto vaccinale. «Le prenotazioni per agosto e anche per luglio hanno cominciato ad arrivare spiega Giovani Serafino, presidente della sezione turismo di Confindustria Lecce - e le strutture più richieste, al momento, sono quelle che garantiscono ampi spazi, ma come lo scorso anno e lavoreranno anche gli alberghi. Se per luglio e agosto siamo ottimisti, siamo invece preoccupati per settembre e anche ottobre e metà novembre, mesi in cui di solito arrivavano gli stranieri. Ci auguriamo che gli stranieri possano tornare grazie ai piani di vaccinazione».

 

Lo sguardo oltre il confine


Non solo Italia, dunque. E Serafino lo sa bene: «I problemi si risolvono lavorando e speriamo che ci siano le condizioni perché il Salento si riprenda con il turismo internazionale. Solo così è possibile salvare il settore, una stagione di due mesi serve a poco».
Il certificato vaccinale, i voli da e per gli scali pugliesi e soprattutto su Brindisi, e condizioni vantaggiose di cancellazione sono i fattori che determineranno la presenza dei turisti europei e anche americani. Gli inglesi, i tedeschi e gli statunitensi sono quelli che solitamente negli ultimi anni hanno scelto il Salento, ma oggi i criteri di scelta sono cambiati. Il Covid ha stravolto per tutti, italiani e non, abitudini e priorità. Chi pensa di viaggiare lo fa scegliendo politiche di cancellazione che consentano di avere un rimborso fino a pochi giorni prima della data di arrivo prevista, in caso di impossibilità a spostarsi per le restrizioni, protocolli di sicurezza, garanzie di igiene. Molto richiesta anche la possibilità di firmare un'assicurazione che in caso di contagio si occupi di coprire le spese mediche e di rimpatrio sicuro verso un ospedale del proprio Paese di residenza.

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