Mauro scomparso nel nulla a sei anni: sentita ex compagna dell'indagato per omicidio volontario

Domenica 23 Febbraio 2020
Sotto torchio per ore la ex compagna dell'uomo sospettato della scomparsa del piccolo Mauro Romano avvenuta a Racale, nel Salento, il 21 giugno del 1977. Ed arrestato nelle scorse settimane con l'accusa di avere adescato 17 minori e un ragazzo di 18 anni, nonché di avere costretto alcuni di loro ad avere rapporti sessuali.

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Dunque, è un momento particolarmente delicato dell'inchiesta che vede A.S., 69 anni, di Taviano (è difeso dall'avvocato Carlo Portaccio), iscritto sul registro degli indagati nel fascicolo riaperto dalla Procura su richiesta dei genitori del bimbo di sei anni di cui non sono state trovate mai tracce, Bianca Colaianni e Natale Mauro: omicidio volontario ed occultamento di cadavere, le ipotesi ravvisate dal pubblico ministero della Procura di Lecce, Stefania Mininni.

Un momento delicato poiché gli inquirenti stanno battendo a tappeto tutte le piste per raccogliere indizi sulla scomparsa di Mauro.
In prima linea lo stesso magistrato titolare dell'inchiesta ed i carabinieri del Nucleo investigativo del Reparto operativo: sono stati loro ad ascoltare la ex compagna dell'indagato.

Perché? Perché il nome di quella donna compare negli atti dell'inchiesta che vide A.S. arrestato durante le prime ricerche di Mauro, poiché cercò di farsi consegnare 30 milioni di lire dai genitori del bambino sostenendo di potere fornire indicazioni preziosi per farlo ritrovare: era con lui una delle volte che chiamò a casa Romano da una cabina telefonica. Se quella vicenda si è poi chiusa con una condanna definita per tentata estorsione, gli inquirenti hanno convocato quella donna per scavare nel passato di A.S., per capire se anche all'epoca avesse l'abitudine di adescare ragazzini e bambini, come gli viene contestato nell'inchiesta che lo ha fatto finire in carcere. Se conoscesse Mauro, se lo avesse mai condotto nel capannone dove il 5 dicembre scorso sono state fatte ricerche in un pozzo, cosa fece quel pomeriggio di inizio estate quando il bambino stava giocando a nascondino con gli amici davanti casa della nonna.

Si scava nel passato, dunque. E per questo il magistrato ed i carabinieri hanno ascoltato anche altre persone informate sui fatti. Tra queste anche alcuni dei genitori e dei parenti dei ragazzi che hanno - con non poche difficoltà - rivelato alla fine di essere caduti nell'adescamento contestato ad A.S. con la prospettiva di fargli incontrare ragazze, di mangiare la pizza tutti insieme, di farsi una partita a carte. In tanti sapevano e sanno del coinvolgimento di A.S. nella scomparsa di Mauro, per quelle telefonate che avrebbero voluto fare leva sulla disperazione dei genitori. Gli inquirenti tuttavia cercano altri indizi. Fatti concreti. Certi di avere imboccato la pista giusta. © RIPRODUZIONE RISERVATA