Operazione "Tornado", incroci tra mafia e politica a Scorrano: ridotte le pene in Appello

Operazione "Tornado", incroci tra mafia e politica a Scorrano: ridotte le pene in Appello
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Giovedì 9 Giugno 2022, 21:43 - Ultimo aggiornamento: 21:57

Pene ridotte ma l’impianto accusatorio non è stato scalfito nel processo d’appello figlio dell’operazione “Tornado” del 24 giugno del 2019 che diede il via all’iter amministrativo conclusosi con lo scioglimento del consiglio comunale di Scorrano per pericolo di infiltrazioni mafiose.  I giudici della Corte d’Appello di Lecce (presidente Carlo Errico, relatore Giuseppe Biondi, a latere Francesco Cacucci) hanno per lo più riconosciuto le attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti per le accuse di associazione mafiosa, associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, danneggiamento, detenzione e porto abusivi di armi ed esplosivi, violenza privata e sequestro di persona.

Sconti di pena anche per i principali imputati


Criterio applicato anche per i due principali imputati: Giuseppe e Francesco Amato, 64 e 29 anni, il primo conosciuto anche con il soprannome di “Patreterno”: 14 anni e quattro mesi per il padre e 15 anni e quattro mesi per il figlio, a fronte della sentenza di primo grado del 24 febbraio dell’anno scorso che aveva inflitto loro rispettivamente 18 e 20 anni. Con la riduzione di un terzo della pena poiché i due Amato e tutti gli altri imputati hanno scelto il rito abbreviato.

Tutte le condanne


Condanna ridotta anche per Massimiliano Filippo, 43 anni, del posto: da 5 anni e 4 mesi a 4 anni, 5 mesi e 10 giorni. Rispondeva in origine di concorso con l’ex sindaco Guido Stefanelli per “aver collaborato entrambi, pur non facendone parte, alla realizzazione dei fini dell’associazione mafiosa, fornendo un contributo significativo consistito, quanto a Stefanelli, nella sua qualità di sindaco pro-tempore del comune di Scorrano, nel promettere agli appartenenti al suddetto sodalizio criminoso l’aggiudicazione di appalti e servizi pubblici”, sosteneva il capo di imputazione. “E nello specifico la gestione del parco comunale “La Favorita” con annesso chiosco bar nonché la gestione dei parcheggi comunali, impegnandosi a superare gli ostacoli di natura burocratico-amministrativa connessi alle suddette aggiudicazioni, ottenendo, quale contropartita, il sostegno del clan nelle competizioni elettorali alle quali era interessato”. Stefanelli (difeso dagli avvocati Francesco Vergine e Luigi Corvaglia) intanto a novembre dell’anno scorso è stato assolto dalla giudice per l’udienza preliminare Laura Liguori, pende il ricorso in appello presentato dal pubblico ministero della Procura di Lecce, Maria Vallefuoco, nelle vesti di titolare dell’inchiesta condotta con i carabinieri del Nucleo operativo della compagnia di Maglie.


Ed ancora. Salvatore Maraschio, 26 anni, di Maglie: 14 anni ed 8 mesi di reclusione (18 in primo grado); Marco Cananiello, 22 anni, di Maglie: 8 anni (10 anni ed 8 mesi). Andrea Carrisi, 31 anni, di Botrugno: 4 anni, 5 mesi e 10 giorni (10 anni); Antonio De Cagna, 48 anni, di Scorrano: 2 anni, 11 mesi e 10 giorni (3 anni). Marco De Vitis, 44 anni, di Ruffano: 1 anno e 6 mesi (due anni e 6 mesi); Gloria Fracasso, 48 anni, di Scorrano: due anni (4 anni). Giampiero Gallone, 29 aani, di Scorrano: sei anni e dieci mesi (10 anni); Giuseppe Grasso, 51 anni, di Lecce: tre anni di reclusione (6 anni); Hamid Hakim, 30 anni, originario del Marocco: 4 anni di reclusione e 18mila euro di multa (5 anni e 4 mesi).


La sentenza d’appello ha inotre condannato Andrea Marsella, 28 anni, di Maglie: 7 anni (10 anni). Donato Mega, 38 anni, di Scorrano: 4 anni, 5 mesi e 10 giorni (5 anni e 4 mesi). Simone Natali, 31 anni, di Scorrano: 8 anni ed 8 mesi (12 anni). Matteo Peluso, 28 anni, di Scorrano: 8 anni ed 8 mesi (12 anni). Matteo Presicce, 28 anni, di Scorrano: 9 anni ed 8 mesi (12 anni). Giorgio Rausa, 25 anni, di Scorrano: 8 anni e 2 mesi (12 anni). Luigi Rausa, 46 anni, di Scorrano: 7 anni (10 anni). Salvatore Rausa, 32 anni, di Scorrano: 7 anni e 2 mesi (10 anni). Matteo Rizzo, 26 anni, di Scorrano: 6 anni ed 8 mesi. Luca Rosato, 25 anni, di Scorrano: 4 anni, 7 mesi e 10 giorni (4 anni ed 8 mesi). E Giovanni Verardi, 52 anni, di Maglie: 3 anni (7 anni).
Confermate le condanne di primo grado per Giovanni Umberto De Iaco; Giorgio Piccinno; Franco Tamborrino Frisari; e Matteo Zezza. Annullata la sentenza di primo grado per Luca Presicce, con revoca della misura cautelare e trasmissione degli atti in Procura per valutare le ipotesi di spaccio e di favoreggiamento. 
Tre mesi il termine indicato per il deposito delle motivazioni della sentenza e poi partiranno i ricorsi in Cassazione.

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