Coronavirus, parrucchiere ed estetiste si arrendono: «Scelta difficile, ma serve senso civico»

Mercoledì 11 Marzo 2020 di Maria DE GIOVANNI
Un parrucchiere
Trucco, parrucco e massaggi: se ne può fare a meno di fronte alle restrizioni ai contatti sociali imposte dall'emergenza Coronavirus? Diatriba fra parrucchieri e centri estetici, opinioni che si dividono fra chi rimane aperto utilizzando tutte le precauzioni e chi invece chiude nonostante i danni economici.

Ho deciso di chiudere il mio centro di bellezza - dice Anna Chiriatti di Martano - per tutelare tutti: le mie collaboratrici, me stessa e le clienti. Una decisione sofferta, ma non ce la sentiamo di toccare le persone con i massaggi, nonostante la sanificazione ogni due ore preferiamo fermarci. Al momento non mi interessa il danno economico, vedremo come pagare gli stipendi, adesso la salute è prioritaria». Porte blindate anche alla Spa dell'Hilton di Lecce: «Chiusi in virtù del decreto - conferma il direttore generale Giancarlo De Venuto -. Hilton ha applicato già da più di una settimana un piano di prevenzione, facendo rispettare dal ristorante al Front office distanze di contatto con bande indicative, guanti al personale in sala sedute a più di un metro e sistemi di sterilizzazione degli spazi all'ossigeno. Tuttavia bisogna infondere fiducia e non paura, ma partendo dal rigore del rispetto delle regole».

La presidente di Confartigianato imprese Lecce per la categoria degli acconciatori, Roberta Apos, giudica le chiusure un gesto di responsabilità: «Nonostante non ci siano ancora divieti da parte delle autorità, credo che un atto di responsabilità sia dovuto. Serve buon senso e noi imprenditori abbiamo dovuto fare una scelta forte. Ora la categoria deve compattarsi e scrivere un modo nuovo di fare impresa. Serrande abbassate nel salone di Alessandro Corsaniti Charme&cheveux a Lecce : «Ho chiuso per senso civico, per senso di responsabilità e per dare un contributo alla risoluzione del problema. Ho 12 validissimi collaboratori che mi hanno supportato. Il danno economico non si può ancora quantificare, tutto dipende dalla durata dell'emergenza, ma non è il momento per pensare a questo, bisogna risolvere un problema per volta. La maggior parte delle clienti ha compreso, qualcuna ha minimizzato». Insomma, da ogni parte della provincia le saracinesche abbassate si moltiplicano. Al salone Il tuo stile di Vernole saracinesca abbassata e un cartello del titolare Giovanni Cucugliato: «Gentili clienti, il nostro lavoro consente sicuramente la distanza di sicurezza di un metro tra una cliente e un'altra, ma non tra noi e voi, perciò per il vostro bene ed il bene di tutto lo staff con grande sacrificio decidiamo di chiudere per una settimana».

Saracinesche abbassate anche a Calimera, per il salone Martina Acconciature di Anna Castrignanò: «Porte chiuse e niente lavoro, ho sei dipendenti e due ragazze part-time, io cerco di tutelare il mio personale: donne e mamme di famiglia con figli piccoli. Io di sacrifici ne ho fatti tanti e sono pronta a quest'altro: credo che sia giusto fermarsi, riflettere». Da nord a sud, i commercianti dell'intero Salento sono uniti dallo stesso pensiero: rimanere in casa e limitare i contatti sociali. Ad Alezio resterà chiuso il salone Vaniily-glamour, la cui titolare, Sabrina Primiceri, ha scelto la sicurezza della clientela e dei dipendenti: «Sospendiamo momentaneamente l'attività. Siamo certi che presto tutto tornerà alla normalità e che da questa emergenza ci rialzeremo più forti di prima. Attendiamo ulteriori sviluppi, nel frattempo attendo mascherine chirurgiche ordinate da internet da distribuire alla mia clientela, oltre alla santificazione degli ambienti con cloro. Abbiamo ordinato anche i teli in Tnt per asciugare i capelli in sostituzione di quelli in spugna; acquistato il gel lavamani per ogni postazione, e guanti usa e getta per chi ne fa richiesta». Insomma la categoria degli acconciatori da uomo e da donna e gli operatori del benessere fanno quadrato e non hanno dubbi: responsabilità per far sì che questo periodo nero passi in fretta. © RIPRODUZIONE RISERVATA