E ora torna anche l'influenza (dopo un anno di assenza). Picco previsto nei prossimi mesi

Lunedì 11 Ottobre 2021

"Bentornato" virus stagionale. Il covid aveva fatto dimenticare l'influenza di stagione, la grande assente dello scorso anno, vuoi per le restrizioni vuoi per la prevalenza delle circolazione del virus che ha "costretto" all'uso di mascherine e al distanziamento sociale. Invece l'influenza non solo è tornata ma ha già messo colpito soprattutto i bambini - mal di gola, qualche linea di febbre e naso che cola - complice anche il cambio repentino di temperatura soprattutto al Sud. Il picco previsto tuttavia è atteso per i prossimi mesi.

Il covid fa dimenticare l'influenza

Con l'allentamento delle restrizioni contro il Covid-19 che stanno andando di pari passo all'aumento dei vaccinati, altri virus respiratori, rimasti in sordina lo scorso anno, come l'influenza e il virus respiratorio sinciziale, potrebbero manifestare picchi di contagio nei prossimi mesi. A descrivere come la pandemia abbia comportato e comporterà grandi cambiamenti nella diffusione di altri patogeni è un articolo pubblicato sul sito web di Nature. L'influenza stagionale, ad esempio, per la maggior parte del 2020 e del 2021 è praticamente svanita. Ma la maggior parte degli esperti concorda sul fatto che si riprenderà, forse ferocemente, poiché le restrizioni di viaggio e gli interventi sociali progettati per frenare il Sars-cov-2, come indossare la mascherina e mantenere il distanziamento, diminuiranno.

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«Una volta che dimentichiamo le nostre buone pratiche sanitarie - afferma Robert Ware, epidemiologo presso la Griffith University nel Queensland, in Australia - è probabile che l'influenza torni a colpire duramente». Anche perché troverà sistemi immunitari poco allenati a fronteggiarla. 

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Proprio nei giorni scorsi il segretario nazionale della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg), Silvestro Scotti ha dichiarato all'Adnkronos Salute che  «L'influenza infatti si autolimita tra chi è vaccinato e chi si ammala - spiega Scotti - Quest'anno, visti i pochi casi dell'inverno passato, c'è una grossa fetta che non ha anticorpi residui e potrebbe essere più suscettibile al virus».

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